Al Museo delle Culture a Lugano, una felice retrospettiva dell’opera fotografica di Fosco Maraini, scrittore, orientalista, etnografo e alpinista: un uomo dal multiforme ingegno che ha innalzato la fotografia a forma d’arte e conoscenza.

Il mondo, un luogo immaginario
Fosco Maraini: più si studia la sua opera, più se ne coglie la genialità e la vastità di interessi, studi, conoscenze. Al Musec a Lugano, a Villa Malpensata, un bel palazzo bianco affacciato sul lago, è in corso una retrospettiva dedicata all’opera fotografica di Maraini. “L’immagine dell’empresente”. Il titolo, un neologismo, significava per Maraini immagini “carpite all’empresente” ovvero rubate nel momento perfetto e unico in cui l’occhio coglie l’essenza più intima del soggetto e del mondo.

Fotografie che sono mondi, non solo geografici ma interiori. La visione dell’esistere di questo studioso, scrittore, etnologo e moltissimo altro, dipinta attraverso l’obiettivo in immagini meravigliose, immortali, significanti allora, come oggi, come domani. Narrazioni in bianco e nero divise in quattordici sezioni dal 1928 a finire con una parte a colori datata 1956.
In alcune sale ad accompagnare il visitatore in questo immenso viaggio, compaiono opere di cultura materiale che tridimensionalizzano quel che si vede in foto. Sculture lignee di illustri antenati, una statua sinuosa e seducente di una divinità indiana e le commoventi macchine fotografiche rese impermeabili da Maraini per fermare le immagini subacquee delle ragazze Ama che raccolgono molluschi sul fondo dell’oceano.

Il tempo immortale del mito
Arrivano dall’eternità queste immagini e abitano il territorio immortale del mito. Maraini fece viaggi lunghissimi e perigliosi in luoghi ai tempi nemmeno immaginati dai più. Il Tibet segreto del 1937 e del 1948, l’isola di Hokkaido del 1939, il Giappone misterioso e lontano del 1954 e 1963 o le giovani pescatrici nude e arcaiche come divinità marine dell’isola di Hèkura, ci consegnano universi sconosciuti, irraggiungibili, ormai scomparsi sotto il piede invasivo dell’iperturismo.

Quattordici sezioni, dagli esordi di gioventù con le immagini delle montagne nostrane, dei fiori e della natura, poi il primo reportage tra i giovani allievi della nave scuola “Amerigo Vespucci”, e a seguire le folgoranti immagini di “Segreto Tibet” montagne minacciose e riarse che contrastano con le belle facce degli abitanti. Del ’46 e ’56 la testimonianza di “Nostro sud”, foto meno conosciute che svelano il meridione d’Italia negli anni del dopoguerra.
Amato Giappone
il Giappone ebbe un posto privilegiato nella produzione e nello studio di Maraini. Studi intensi che ci restituiscono un paese dallo spirito antichissimo, diverso da luogo a luogo. In Hokkaido, all’estremo nord del Giappone, Maraini si dedicò alla conoscenza del popolo Ainu, gente di origine siberiana con costumi e usi immutati da secoli. Un Giappone ancora diverso e se possibile anche più arcaico, è quello delle pescatrici di Hèkura, splendide giovani di un’isola sperduta al largo delle coste giapponesi, un mondo già allora in via di estinzione.

La scelta espositiva è interessante; ci si muove per temi e per periodi quasi zigzagando tra le eclettiche passioni di Maraini. Alcune sale raggruppano immagini davvero rare, come i ritratti fatti ad Anna Magnani conosciuta sul set del film “Vulcano”. Era il 1950 ed era in corso lo scandalo del momento: la rottura tra Rossellini e la Magnani e il nuovo amore del regista per Ingrid Bergman. Maraini faceva parte della troupe e divenne amico della Magnani di cui la mostra espone alcuni intensi ritratti.
La retrospettiva è forse la più completa tra quelle finora dedicate al fotografo e scrittore. Le immagini sono state stampate alla perfezione e da negativi originali offrendo la massima adesione possibile a quello che fu il gusto e l’estetica dell’autore. Un grande piacere per il neofita ma anche per l’appassionato di arte fotografica.
Informazioni
La mostra “Fosco Maraini, una retrospettiva. L’immagine dell’empresente” è aperta fino al 19 gennaio 2025.
Museo delle Culture, Villa Malpensata, Riva Caccia 5, Lugano Svizzera
Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































