Un viaggio davvero particolare, attraverso le canzoni di Natale poco conosciute (almeno da noi).

Non so voi, ma generalmente ogni anno in questo periodo mi cimento a comporre la play-list che farà da cornice sonora ai giorni festivi.
Come tante azioni automatiche, che si ripetono di giorno in giorno, decennio dopo decennio e troppo spesso anche di generazione in generazione, la lista delle canzoni stava per ripresentarsi con un susseguirsi di ritmi triti e ritriti.
Le melodie natalizie italiane erano, per lo più, ancora quelle che ricordavo dalle elementari, e diciamo che non sono proprio nata ieri.
Una boccata d’aria fresca forse poteva essere È Natale – Ma io non ci sto dentro – degli Articolo 31, ma stiamo parlando degli Anni ’90 del secolo scorso, quindi non proprio un’ultima uscita.
Per carità, Natale è per antonomasia la Festa delle tradizioni, ma per un attimo mi sono fermata e ho pensato che di Astri del Ciel e Jingle Bells forse ne avevamo ascoltati abbastanza.
Probabilmente era tempo di volgere lo sguardo altrove, superare i confini linguistici italo-anglosassoni e magari spingersi ad esplorare nuovi meridiani.
Sicuramente avrei trovato motivi altrettanto legati alla tradizione, ma nuovi per le mie orecchie. E così, dopo giorni di ricerche, mi sento pronta a presentarvi la mia Top Ten di musiche natalizie dal mondo: non troverete un vero e proprio numero uno, perché credo che ognuna di queste canzoni sia bella, a modo suo.
Dalla più egocentrica alla più tradizionale, spero che ciascuna di queste melodie vi strapperà un sorriso o una lacrimuccia d’emozione, come è successo a me.
Last Christmas 我結識咗你 – Hong Kong

Lo so. Lo so. Dopo aver millantato novità sul fronte natalizio-musicale, vi propongo Last Christmas?
Certo, perché credo nelle transizioni graduali, e se proprio dobbiamo inoltrarci in un microcosmo sconosciuto, meglio iniziare con una melodia familiare, ma dai risvolti inaspettati.
E quindi, immergiamoci nelle note quasi cacofoniche della band ToNick, che partendo dall’incipit intramontabile degli Wham, raccontano la storia tragicomica di un prestito natalizio fatto ad un amico. E di soldi mai tornati al mittente.
Nel testo incomprensibile per chi non mastica il cinese, riconoscerete vocaboli quali: Facebook, No no no, Friend, Wish.
Little Drummer Boy – Sud Africa
Un bel gospel come Little Drummer Boy riesce sempre a strapparci un passetto di danza ed un movimento inaspettato delle anche, in alcuni casi le note arrivano più in profondità, provocando una vibrazione sottile ed intima.
La storia raccontata nel video è quella di una madre e due figlie adolescenti, rimaste senza casa proprio alla vigilia delle feste natalizie. Qualcuno bussa alla porta del camper nel quale hanno appena trovato alloggio.
All’inizio mamma e ragazze sono diffidenti, perché davanti a loro si è raggruppata una piccola folla di sconosciuti, che inizia a cantare e ballare. Poi lo scetticismo si trasforma in gratitudine, ed inaspettata felicità.
Alex Boyè, il coro e le potenti percussioni interpretano questo inno alla compassione e condivisione con una leggerezza che ci fa già sentire tutti più buoni e con la voglia di ballare, e donare…
Rävenraskaröverisen – Svezia
Immaginatevi un interno natalizio svedese. Il fuoco scoppiettante, gli arredi in legno, la neve appollaiata alle finestre e poi, grandi e piccini che si riuniscono intorno ad un immenso albero di Natale, per ballare e cantare.
Il ritornello iniziale è tendenzialmente sempre lo stesso: Rävenraskaröverisen – La volpe si affretta attraverso il ghiaccio… poi la canzone fa spazio a variazioni sul tema di carattere familiare, collocazione geografica e modi di dire.
The First Christmas 最初のクリスマス – Giappone
La Vigilia di Natale. Una ragazza sola e triste. Un amore perduto e poi ritrovato.
Parliamoci chiaro, il testo non è esattamente avanguardia pura e la voce di Kagamine Lenrisulta a tratti metallica.
Allora perché inserirla in questa esclusivissima playlist? Perché la dolce Kagamine ha qualcosa che la distingue da ogni altro interprete: non esiste, o meglio, non in carne ed ossa. La voce che ascoltate è quella di unumanoide, sintetizzata dalla giapponese Crypton Future Media, un’azienda esperta in vocaloid.
In parole comprensibili: inserisci nel software testo e melodia, e lui le trasforma in una canzone, con tanto di interprete. Della serie, quando il Natale incontra le diavolerie moderne.
Noël des enfants qui n’ont plus de maison – Francia
L’ultima canzone composta da Claude Debussy– Siamo nel 1915, in pieno conflitto mondiale. I bambini, orfani e senza tetto, non chiedono giochi, ma pane per sopravvivere e che la guerra finisca presto.
Yo La La – Islanda
Un brano natalizio, reggae, cantato in islandese. Il video più economico nella storia dei video musicali. Cosa posso aggiungere? Il nome del gruppo, gli AmabAdamA.
Siyahamba – Africa
Una parola di derivazione zulu, dal significato semplice: Siyahamba. Noi camminiamo.
Un’azione scontata e quotidiana, che però simboleggia la strada che gli esseri umani percorrono nella loro vita, attraverso gioie e dolori, inconsapevolmente uniti gli uni agli altri.
Ad accompagnarci in questo canto di libertà, sono gli artisti della Mwamba Children’s Choir: un’associazione con sede in Uganda, che ha lo scopo di selezionare giovani talenti delle classi sociali più povere e disagiate, offrendo loro nuove prospettive attraverso la musica.
Kumukutikutitap – Filippine
Un contributo imprescindibile: la versione filippino-natalizia dei nostrani Neri per caso. L’allegria che vi suscita la melodia si riflette anche nelle parole, un trionfo di lustrini, stelle, caramelle, fiocchi e regali!
Ka Waiata – Nuova Zelanda
Ka Waiata è un inno dalla doppia lettura ma che ha un comune denominatore, la donna ed il suo ruolo essenziale nella cultura Maori.
In senso cattolico, questa melodia di voci si rivolge alla Madonna, madre di Dio e di tutte le generazioni a venire.
Nell’interpretazione agnostica, si ringraziano tutte le donne, identificate come Whare Tangata – Grembo dell’Umanità.
Jingle Bell Rock – India
Come la prima canzone proposta in questa improbabile playlist, vi saluto con un grande classico rivisitato: Jingle Bell Rock by Vindaloo Singh. Naturalmente, in indiano.
Buon Natale, e che il ritmo sia con voi!
Testo e foto di Viviana Biffani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
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Viviana Biffani
Sognatrice per vocazione, viaggiatrice per coincidenza. Racconta con sana ironia di spiagge, compromessi matrimoniali e onde oceaniche. Leggi i suoi racconti di viaggio.











































