Francesco Abbiati quando l’arte si fa poesia

Anche gli spaventapasseri acquistano una voce grazie a Franco Toselli, fra i più noti galleristi milanesi, che ancora una volta ci stupisce e ci coinvolge con l’artista Francesco Abbiati la cui leggerezza e poesia, che lui tanto ama, caratterizza questa sua fase di ricerca.

Francesco Abbiati Foto di Rinkaku

Francesco Abbiati predilige soggetti di una umanità minore, a volte dimenticata, a volte guardata con sospetto. Gli interpreti dei suoi disegni –  tutti rigorosamente su carta Fabriano – sono infatti le mondine, le lavandaie, gli uomini con i gilet scomposti, i pantaloni di una misura in più, qualche toppa qua e la’, i pedalini rossi, gli abitanti delle case di ringhiera.

Francesco Abbiati Foto di Rinkaku

E poi ci sono gli spaventapasseri, sorpresi in abiti impossibili, destinati a non intimorire alcuno, a cui si contrappongono gli innamorati persi negli spazi infiniti del loro amore ove la realtà è subordinata al sogno. Disegna da sempre Francesco Abbiati, da quando allievo della scuola Rizzoli per l’insegnamento delle arti grafiche, rifaceva a modo suo le copertine dei dischi di Elvis Presley.

Francesco Abbiati Foto di Rinkaku

Per lui disegnare è vitale ed estremamente naturale e ce lo racconta così: “Perché disegnare mi regala l’emozione di essere in intimo contatto con forme e colori che sgorgano spontanei, senza intermediari, e danno spazio alla mia fantasia da cui mi lascio prendere” spiega sorridendo, ”Non solo. In quei momenti provo una sensazione di libertà al di sopra dalle convenienze cui la civiltà ci ha abituati”.

Francesco Abbiati Foto di Rinkaku

E nel disegnare Francesco lascia che mente, cuore e mano si fondano nella speranza di un linguaggio comune che unisca questa umanità lacerata da paure e guerre senza senso.   

Foto di Rinkaku

Apertura 24 settembre, ore 18 Galleria Toselli, Milano, Via Madonnina 13

Testo di Fabia Garatti foto di Rinkaku|Riproduzione riservata © 2026 Latitudeslife.com