Da Parigi a New York, i bar nati per far felici gli amanti della letteratura sono ormai diffusi ovunque
Quando si associano bar e libri, il pensiero va immediatamente a Cuba e alla famosissima Bodeguita del Medio, il piccolo locale de L’Avana dove, un tempo, si sono soffermati illustri personaggi del calibro di Pablo Neruda, Salvador Allende e, ovviamente, Ernest Hemingway.
Ma, in giro per il mondo, ci sono tanti caffè letterari nei quali respirare un’atmosfera romantica e vivere in modo nuovo un’epopea letteraria: abbiamo selezionato quelli che – secondo Latitudes – sono i cinque “bookbars” più belli al mondo.
1. The George Inn, Londra

A pochi passi dal Borough Market, questo pub è la destinazione perfetta per una birra. Fondato nel 1676, è l’unica stazione di posta con balconata sopravvissuta a Londra.
Nonostante abbia subìto diversi restauri e si sia notevolmente ridotto in termini di dimensioni rispetto alla sua grandezza originaria, resta un posto affascinante anche per gli illustri personaggi che lo frequentarono come Shakespeare e Dickens.
Quest’ultimo, addirittura, lo annovera fra i posti del cuore menzionandolo anche nel suo romanzo “La piccola Dorrit”. Oggi il pub serve una selezione di birre ad alta e bassa fermentazione, oltre a piatti tipici da pub.
75 Borough High Street, Londra
2. El Floridita, L’Avana

L’affetto che Ernest Hemingway nutriva verso questo posto era senza dubbio reciproco e lo si deduce facilmente dalla statua di bronzo al bancone, dove lo scrittore è rappresentato a grandezza naturale seduto ad ascoltare il chiacchiericcio.
El Floridita ha una storia di più di 200 anni: aperto nel 1817, si narra che qui nel 1931 sia nato il daiquiri, diventato così famoso da ispirare lo stesso Hemingway a scrivere “Per chi suona la campana”. Ancora oggi, è un must de L’avana, dove trovare tutta la tradizione e la gioia di vivere dei cubani.
Il design degli interni anni ’50 lo rende ancora più affascinante con le immagini e i cimeli sulle pareti che raccontano la gloriosa storia di El Floridita.
Obispo, L’Avana
3. Les Deux Magots, Parigi

Les Deux Magots è diventato un centro nevralgico della cultura parigina tanto da ospitare intellettuali, scrittori e poeti e da indire in suo onore il premio letterario Prix des Deux Magots. Situato in Place Saint-Germain-des-Prés, deve il nome alle due statue orientali – in francese magots – che ancora oggi adornano la sala principale.
Da inizio Novecento, ai tavolini di questo caffè letterario si sono avvicendati pittori, scrittori e artisti di ogni genere: negli anni Venti furono Breton, Artaud, Picasso e Giacometti; negli anni Cinquanta divenne il quartier generale di Sartre e Simone de Beauvoir; più recentemente è stato il luogo prediletto di Borges, Baldwin, Moravia ed Eco.
Oggi al mondo dell’arte e della letteratura, si è aggiunto quello della moda e della politica e oltre ai premi letterari, il caffè organizza periodicamente incontri con autori rinomati e laboratori per gli appassionati di scrittura nei Lundi des Écrivains.
6 Place Saint-Germain des Prés, Parigi
4. The Elephant House, Edimburgo

Questa splendida caffetteria situata al 21 di George IV Bridge, in un quartiere caratterizzato da strade ripide e case di mattoni multicolore, era uno dei luoghi preferiti di J.K. Rowling, che amava bere il tè quando, ancora sconosciuta, lavorava al primo libro della saga di Harry Potter che l’avrebbe resa poi famosa in tutto il mondo.
Ma fin dalla sua fondazione nel 1995, tra i suoi tavoli si è seduto più volte anche un altro grande scrittore considerato il leader incontrastato del giallo scozzese: Ian Rankin, autore di romanzi come “Casi sepolti” e “Morte grezza”.
Al suo interno l’atmosfera è piacevole, sembra di entrare in un salotto inglese caratterizzato da musica jazz dal vivo e da una collezione davvero bizzarra di oltre 700 modellini di elefanti di ogni forma e dimensione che rende l’Elephant House unico nel suo genere. Davvero sorprendente anche il bagno del locale che è letteralmente foderato di scritte lasciate dai fan di Harry Potter.
21 George IV Bridge, Edimburgo
5. The White Horse Tavern, New York

Questo caffè dal fascino e dalla fama letteraria incontrastati diventò il punto di ritrovo degli artisti bohémien del Greenwhich Village da quando Dylan Thomas ci mise piede negli anni ‘50. Insieme a lui anche James Baldwin, Norman Mailer, Anaïs Nin, Hunter S. Thompson, Jack Kerouac e Frank O’Hara.
Alla White Horse Tavern, situata a Manhattan, all’incrocio tra Hudson Street e l’11ª Strada, si respira ancora quell’atmosfera legata alla cultura bohémien degli anni ‘50 e ’60 ed è uno dei pochi storici circoli per scrittori e artisti di quel periodo a essere rimasto aperto.
Il locale aprì nel 1880, ma fu inizialmente più un ritrovo per scaricatori di porto e successivamente di sindacalisti, organizzatori e socialisti, finché Dylan Thomas e altri scrittori non iniziarono a frequentarlo dandogli la fama letteraria che dura ancora oggi.
25 Bridge Street, New York
Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































