Seguendo il profumo del pane tedesco, bene immateriale Unesco nelle sue tremila varietà, un viaggio tra i 52 patrimoni dell’Umanità che palpitano in Germania, materiali ed immateriali. Una ricchezza di prim’ordine, in ogni Land, tutta da scoprire in questa estate 2024.

Il pane tedesco patrimonio Unesco
Sono oltre tremila le varietà di pane artigianale sfornate ogni giorno in Germania e riconosciute, dal 2014, patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Lavorazioni antiche e farine selezionate: segale, farro o grano tenero, o uvetta e mandorle per lo Stollen, semi di lino e zucca per il Vegipan, specialità senza lievito per vegani (e non solo).
Dal Brezel bavarese, al pane dell’Assia al vino di mele, dal pane nero della Frisia a quello di patate della Turingia, tutti vengono festeggiati nella “Giornata del Pane tedesco” e nei vari musei dedicati alla panificazione come il Bäckerei Museum del birrificio Mönchshof (Kulmbach, Baviera) e il Museum Brot und Kunst (Ulma, Baden-Württemberg). Per chi si vuole cimentare, l’Ente Nazionale Germanico per il Turismo propone 16 ricette tradizionali facili e deliziose.
Come esplorare i 52 siti Unesco

Da Bamberga, in Baviera, per quasi mille anni centro del potere imperiale ed episcopale, sino alle sei grotte miracolo archeologico dell’Era Glaciale, sono davvero tanti gli spazi da percorrere per arrivare a scoprire i 52 tesori Unesco.
Per ottimizzare i tempi, l’Ente del turismo tedesco ha ideato otto itinerari, ma un’altra possibile chiave per organizzare il viaggio è quella di seguire gli anniversari che ricorrono in questo 2024. Dal primo bene individuato dall’UNESCO in Germania, la cattedrale di Acquisgrana, i riconoscimenti si sono moltiplicati ed oggi sono cosi tanti che per visitarli tutti è buona cosa organizzare bene il viaggio.
I compleanni Unesco nel 2024

Quest’anno festeggiano i 40 anni di Patrimonio mondiale UNESCO i Castelli Augustusburg e Falkenlust a Brühl, i 30 anni la Cittá collegiata, il castello, la città vecchia di Quedlinburg e lo stabilimento siderurgico di Völklingen. Venticinque candeline UNESCO per il Castello di Wartburg e il Museumsinsel (isola dei musei) a Berlino, venti per il Municipio e Rolando sulla Piazza del mercato di Brema e il Parco di Muskau (con la Polonia).
Festeggia quindi anni di riconoscimento UNESCO, il Wattenmeer (Mare di Wadden), mentre dieci candeline si accendono quest’anno per il Westwerk carolingio e per la Civitas di Corvey, cinque per la Regione mineraria Erzgebirge/Krušnohoří Fagus-Werk in Alfeld e per il Sistema di gestione dell’acqua di Augusta.
Le frontiere dell’Impero Romano

Il Limes segna gli antichi confini romani dal Reno al Danubio per circa 550 km: è il più lungo e uno dei più imponenti monumenti archeologici d’Europa. Circa duemila anni fa i suoi forti, le torri di guardia, le mura e le palizzate proteggevano il potente Impero Romano dai barbari.
Dal 2021 l’Unesco protegge il Limes alto germanico-retico che va da Bad Hönningen/Rheinbrohl sul Reno alla fortezza di Eining sul Danubio, a breve distanza da Ratisbona ed il Limes della Bassa Germania, dove si trovano Remagen, Bonn, Colonia, Neuss, Krefeld e Xanten, sei città nate da insediamenti romani in Germania circa duemila anni fa.
Il patrimonio immateriale Unesco in Germania

Oltre al patrimonio materiale, l’Unesco in Germania protegge come patrimonio immateriale dell’umanità diverse usanze, come festival di primavera in Turingia (il Sommergewinn, letteralmente “Vittoria d’estate”), le parate e le processioni nelle miniere della Sassonia.
Ma anche la cultura del vino, cone le numerose “Strauß- und Besenwirtschaften” (taverne del vino), la Cultura hip-hop a Heidelberg, il ballo Zwiefacher tipico bavarese-boemo, la danza moderna emersa nei Paesi di lingua tedesca durante la Repubblica di Weimar e il teatro di Kasper (Kasperteather), figura centrale nel repertorio di oltre 350 teatri di marionette in tutta la Germania.
E ancora: il movimento della danza popolare nelle sue forme regionali in Germania (Volkstanzbewegung), la terapia olistica Kneipp (oltre 600 associazioni Kneipp con circa 160mila membri), la falconeria e le Feste per anziani a Schwäbisch Gmünd, l’edilizia, la Ricerca e documentazione dei nomi di terreni e case in Baviera (circa dieci milioni di nomi di campi, la maggior parte registrata solo all’inizio del XIX secolo e più di 50mila nomi di case), la cultura agricola alpina dell’Algovia a Bad Hindelang.
La festa del fuoco e le capanne nelle foreste

Altro bene immateriale Unesco è la Biikebrennen, la festa comunale del fuoco. Per scacciare gli spiriti maligni e proteggere il nuovo seme, ogni 21 febbraio, più di 60 bivacchi vengono accesi nello Schleswig-Holstein, dopo il richiamo “Tjen di Biiki ön!” (“Accendi il Biiki!”): e così sulle isole di Sylt, Amrum e Föhr, sull’Halligen e in gran parte della terraferma della Frisia settentrionale divampano i “Biiki” che significa segno, segno del mare o segno del fuoco, visibili da lontano, ed accompagnati da discorsi accesi in lingua frisone.
Nell’occasione, si mangia tutti insieme il cavolo, si rappresentano opere teatrali in frisone, vengono organizzati biiken per bambini nelle scuole e si riunisce il Frasche Rät (Consiglio frisone). Unesco è la Pfälzerwaldhütten-Kultur, la Cultura delle capanne della Foresta del Palatinato dove molti gruppi locali senza scopo di lucro gestiscono rifugi escursionistici, case di riposo e rifugi.
In questo modo, trasmettono le tradizioni, le conoscenze regionali in materia di conservazione della natura e l’esperienza nella manutenzione dei rifugi in legno e dei sentieri escursionistici.
L’artigianato tedesco patrimonio mondiale

Tra i beni Unesco da scoprire in Germania, la Blaudruck, ovvero la stampa blu (un processo di tintura che si applica a materiali naturali come il lino, il cotone o la seta), i lavori in vimini, i tappeti del pescatori, il design e l’artigianato tradizionale delle Vorpommersche Fischerteppiche (che si tramanda oralmente da circa 100 anni sulla costa del Greifswalder Bodden).
Ma anche la fresatura artigianale nei mulini a vento o ad acqua (sono circa 50mila i mulini in Germania, di cui 50 usano ancora il vento o l’acqua come forza motrice e mantengono vivo il mestiere del mugnaio tradizionale), le antiche tecniche di pittura, botte e doratura nella pittura e nella doratura delle chiese (praticate da circa 1.300 persone in oltre 100 laboratori), l’arte dell’orologeria (circa 2.600 aziende orologiere), la produzione di strumenti musicali Vogtland nel sud-ovest della Sassonia, la tutela della diversità dei grani antichi come l’einkorn, il farro e la spelta.
Unesco da bere: birra artigianale e sidro

Farà piacere a molti: la birra artigianale tedesca, secondo il metodo nato nei monasteri intorno al 650 d.C., è un bene dell’umanità. Il must per i birrifici tedeschi è il principio di purezza, che per molti ha un effetto unificante e identitario: le birre devono essere prodotte solo con acqua, malto e luppolo e fermentate con lievito.
Unesco sono anche l’Handwerkliche Apfelweinkultur (il sidro artigianale), dal 2016 l’Orticoltura commerciale in città a Bamberga (dove le colture sono evocate attaverso processioni religiose) e la Cultura del tè della Frisia orientale, una pratica culturale che va avanti da circa 300 anni.
Sul sito dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo tante idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO tedeschi
Testo di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Testo di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com





































