Se Bruges è la cartolina delle Fiandre e Anversa la sua anima trendy, Lovanio (Leuven) è un segreto ben custodito che pochi si aspettano. Piccola ma vibrante, antica ma vivace, questa città universitaria è un mix perfetto di storia (medievale), cultura ed eterna energia giovanile che la rende irresistibile.

Una università secolare
A dare a Lovanio un appeal unico è la sua Katholiek Universiteit Leuven (per tutti, KU Leuven), l’Università Cattolica fra le più antiche del Continente, che trasforma la città in un laboratorio vivente di cultura e progresso.
La KU Leuven ha 600 anni (li festeggia proprio nel 2025) ma ha la vivacità di un campus ultramoderno.

Si passeggia tra i suoi collegi storici come l’Holland College, partendo dalla Universiteitshal (la University Hall, un tempo sede del Mercato dei Tessuti e oggi centro nevralgico della Università).
Anche il Groot Begijnhof (il Grande Beghinaggio) sito UNESCO, un tempo rifugio spirituale di donne che si ritiravano in preghiera (le beghine), oggi ospita accademici, studenti e ricercatori.
Un altro simbolo della KU Leuven è la Biblioteca Universitaria dove gli studenti di ogni nazionalità si riuniscono per studiare e consultare i suoi preziosi volumi.
Dall’alto della sua imponente torre, lo sguardo abbraccia il mosaico di tetti, guglie gotiche e campanili che disegnano l’orizzonte.
Arte, storia e un coleottero surreale

La scoperta di Lovanio parte dalla Grote Markt, la piazza principale, dove si sfidano due icone della città. A dominare la scena è St. Peterskerk, la Collegiata di San Pietro, capolavoro del gotico brabantino rivitalizzata da un recente restauro.
Al suo interno, gli hololens (i visori di realtà aumentata) trasformano la visita in un’esperienza immersiva: l’Ultima Cena dipinto da Dieric Bouts si anima in 3D, mentre il trittico sul Martirio di sant’Erasmo, quasi un manifesto del gotico pulp fiammingo, rivela dettagli crudi e ipnotici.
Interlocutore della St.Peterskerk, in questo dialogo architettonico, è lo Stadhuis (il Municipio) che esibisce una facciata da merletto di pietra, punteggiata da 236 statue che celebrano santi, nobili e figure bibliche.
Ma il simbolo più instagrammabile della città è il Totem, una installazione di Jan Fabre nella Ladeuzeplein che rappresenta un coleottero gigante conficcato su un ago alto 20 metri. Instancabile provocatore, Fabre mescola Medioevo e avanguardia, dimostrando che la convivenza tra epoche richiede un pizzico di follia visionaria.
E poi c’è M Leuven, il museo cittadino, mix audace di arte antica e contemporanea, perfetto simbolo di una città che guarda al futuro senza dimenticare il passato.
Lovanio, città sostenibile e a misura di bici

Lovanio è una delle città più sostenibili e ciclabili del Belgio, con l’ambizioso obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2030.
La città è pensata per chi si muove in bicicletta: lo testimoniano le piste ciclabili ben segnalate, i parcheggi dedicati e un efficiente servizio di bike sharing. Il centro è poco trafficato e in diversi punti è pedonale o car-free, ed è servito da un trasporto pubblico puntuale ed ecologico.
Tra i progetti più innovativi della città spicca “Leuven 2030”, un’iniziativa collettiva che promuove, fra gli altri, orti urbani, tetti verdi ed energie rinnovabili, mentre per esempio la Klimaatstraat è una strada a zero emissioni dove residenti e negozianti collaborano per uno stile di vita più sostenibile.
La bici è anche il mezzo ideale per scoprire la città: si può pedalare lungo il fiume Dijle, dirigersi verso l’Abdij van Park, un’antica abbazia immersa nel verde, esplorare i collegi storici e moderni, oppure seguire la Meerdaalroute, un itinerario nei boschi che attraversa il Parco Nazionale “Foreste del Brabante” e conduce al Castello di Arenberg e alle aree verdi della periferia.
Grande Beghinaggio: storia e poesia a Lovanio

Nel cuore della città, racchiuso da mura antiche e attraversato da viuzze lastricate, sorge il Groot Begijnhof (il Grande Beghinaggio): un borgo pittoresco che si estende per circa tre ettari lungo il fiume Dijle, tra ponti, case unifamiliari, cohousing, residenze e una chiesa.
Fondato nel Medioevo, ha ospitato fino alla fine del XX secolo una comunità di beghine, cioè donne che, senza voti monastici, avevano scelta una vita di devozione e preghiera.
Comunità simili fiorirono in tutta Europa, ma il complesso di Lovanio – con le sue 300 case in mattoni distribuite su 3 ettari – è un unicum nel suo genere.
La Chiesa di San Giovanni Battista è il suo edificio più antico e la sua architettura riflette lo stile gotico primitivo con influenze romaniche, mentre l’interno, rinnovato nel XVII secolo, presenta un sobrio design barocco caratterizzato da grande luminosità.
Oggi, dopo un attento restauro, il Grande Beghinaggio è tornato a essere un luogo residenziale, di proprietà della KU Leuven. E dal 1998 è riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO, insieme ad altri dodici beghinaggi delle Fiandre.
Birra e città: la storia di Lovanio tra gusto e cultura

Lovanio e la birra sono un binomio inseparabile. Chi ama la birra trova in città un mondo intero da scoprire, sorso dopo sorso: pub specializzati, ristoranti accoglienti, birrifici aperti al pubblico e appassionati esperti pronti a guidare avventure brassicole davvero uniche.
La birra è parte integrante della vita economica, sociale e culturale di Lovanio. Già nella metà del XVIII secolo, decine di birrifici si affacciavano sulle rive del fiume Dijle.
Non sorprende che la fama della birra di Lovanio abbia superato i confini cittadini e che ancora oggi la cultura birraria sia profondamente viva.
La storia del birrificio più celebre della città (parliamo di Stella Artois) affonda le sue radici nel 1366, quando era conosciuto come Brewery De Hoorn. Nel giugno del 1708, Sebastiaan Artois ne divenne il mastro birraio. Nove anni dopo lo acquistò, mettendoci il proprio nome.
Oggi quel birrificio esiste ancora, come uno dei più grandi gruppi birrari del mondo, AB InBev, situato in una moderna fabbrica nell’altro lato del canale Vaartkom.
Gli edifici storici sono stati trasformati in uno spazio vivace dove lavorare, mangiare, bere e festeggiare, con vista sui vecchi bollitori in rame.
Infoutili
Informazioni: Informazioni generali sulla città si trovano sul sito visitleuven.be, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, su hotel e ristoranti, sulle attrazioni in città e dintorni. Per un viaggio nelle Fiandre è sempre utile informarsi sul sito di VISITFLANDERS Ente del Turismo delle Fiandre.
Chi desidera acquisire informazioni sulle attività accademiche della KU Leuven può reperire informazioni sul sito dell’Università di Lovanio.
Quando andare: Lovanio è visitabile tutto l’anno. Non esiste un vero e propria periodo di “alta stagione”, ma durante i fine settimana e le vacanze scolastiche, quando ci sono meno turisti d’affari, le tariffe alberghiere tendono a essere più vantaggiose. A dicembre, durante la stagione invernale, Lovanio è al suo massimo splendore. A luglio, invece, si anima con numerosi concerti e attività estive.
Come arrivare: Dall’aeroporto di Bruxelles, Lovanio è facilmente raggiungibile in un quarto d’ora, grazie ai frequenti collegamenti ferroviari diretti.
Testo di Enrico Saravalle foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































