Bologna, città della musica

La città di Bologna, perla dell’Emilia Romagna, è sempre stata considerata uno dei più importanti poli culturali, turistici e commerciali del centro-nord Italia, dotata di un’architettura straordinaria, buona cucina e una vasta offerta di intrattenimento per ogni tipo di pubblico. Non tutti sanno però che il capoluogo emiliano vanta una tradizione musicale di grande spessore, al punto da essere stato insignito dall’Unesco del prestigioso titolo di “Città Creativa della Musica”.

Bologna è stata la prima città in Italia a ricevere questa qualifica e la seconda località in Europa dopo Sevilla, in Spagna. Il periodo d’oro della storia della musica bolognese è quello che va dal XVII al XIX secolo, epoca in cui i più grandi compositori del mondo sceglievano la città per concerti, simposi o semplicemente per cercare l’ispirazione. Da Mozart a Listz passando per Rossini e Donizetti, i grandi geni delle sette note solevano stabilirsi a Bologna per trascorrervi periodi più o meno lunghi. Mozart fu il compositore che soggiornò più a lungo in città, ospite della nobile famiglia Pallavicini, il cui palazzo signorile, situato in via San Felice 24 e tutt’oggi perfettamente conservato, accolse la prima esibizione bolognese del genio di Strasburgo, in data 26 marzo 1770.

Il legame viscerale della località emiliana con la musica è talmente intenso da abbracciare, soprattutto in epoca moderna, una vasta molteplicità di generi. Se dell’epoca “classica” ci restano importanti testimonianze come il suggestivo Teatro Comunale, l’Accademia Filarmonica, il Conservatorio Martini e la Scuola dell’Opera italiana, nel corso del XX secolo l’attività di diffusione e promozione musicale sul territorio ha saputo fondere in modo equilibrato la tradizione musicale “antica” con le contaminazioni moderne del blues, del jazz e della musica pop. Gli anni Cinquanta in particolare sono stati il momento d’oro del Jazz, mentre dagli anni Sessanta in poi una lunga lista di cantanti e cantautori di musica leggera, nati o vissuti a Bologna, ha conquistato la ribalta nazionale e internazionale. Francesco Guccini (nato però a Modena), Gianni Morandi, Luca Carboni e il compianto Lucio Dalla sono solo alcuni dei nomi legati a doppio filo al capoluogo emiliano.

Tanti sono i luoghi cittadini presenti nelle loro canzoni (come nelle opere di epoche precedenti), che oggi compongono un’emozionante itinerario musicale attraverso Bologna. Uno dei punti impressi nella memoria degli italiani è senza dubbio Via Paolo Fabbri 43, residenza storia di Guccini e titolo del suo settimo album, o la pizzeria Altero in via dell’Indipendenza 33, decantata nel brano “Dark Bologna” di Dalla. Il cuore di questo percorso in musica è senza dubbio piazza Grande, raccontata da un grandissimo Dalla nell’omonima canzone che ha incantato intere generazioni. A pochi passi da questo luogo, in via d’Azeglio, c’è la grande casa-museo lasciata da Lucio, al momento chiusa al pubblico in attesa che gli eredi decidano il da farsi sulla creazione di una Fondazione intitolata al cantautore scomparso o sull’apertura al pubblico dello stabile in qualità di museo.

Testo di Alessandra Narcisi | Foto web

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