Sicilia occidentale, cosa vedere lungo la Costa del Mito

Lungo la costa della Sicilia occidentale si trova l’area archeologica più estesa al mondo, con 150 km di spiagge dorate, riserve naturali e bellezze da Sindrome di Stendhal. Tutto in un viaggio alla scoperta dei tesori (più o meno) sconosciuti della Magna Grecia siciliana.

Un mare che sa già d’Africa e poi distese di uliveti e aranceti, orti e campi di grano, bagli (le masserie fortificate che presidiavano, un tempo, le tenute dei Gattopardi, i nobili siciliani) e vigneti che disegnano una campagna fascinosa e maliarda.

E’ la Costa del Mito, sul versante occidentale della Sicilia, capace di suscitare suggestioni ed emozioni uniche e che ha in serbo incredibili tesori artistici (da qui sono passati un po’ tutti: Fenici e Greci, Romani e Bizantini, Arabi e Spagnoli e tutti hanno lasciato le loro tracce).

Protagonisti, qui, la grande natura delle riserve e delle oasi naturali, dei litorali selvaggi e delle scogliere, ma anche (o soprattutto) i parchi archeologici, le memorabilia di antiche civiltà, i ruderi maestosi delle città della Magna Grecia.

La prima tappa alla scoperta di questo territorio dal fascino eterno è Selinunte.

La Collina Orientale di Selinunte

rovine-archeologiche-Acropoli-Selinunte
Rovine e resti di colonne a Selinunte, Sicilia occidentale ©Shutterstock

Colonne cadute, torri, mura ciclopiche, templi monumentali che si stagliano sullo sfondo di un mare battuto dalle ventate di scirocco: uno scenario così suggestivo si trova solo a qui, nelle rovine della colonia greca, già descritta alla fine del ‘700 dai viaggiatori del Grand Tour come la città degli dei.

Le sue rovine (racchiuse all’interno di un Parco Archeologico che, per estensione, è tra i maggiori del Mediterraneo): sulla Collina Orientale di Selinunte si trovano le rovine imponenti degli edifici di culto, tra cui il Tempio E, che, grazie ad una ricostruzione filologicamente corretta, sembra uscito da un manuale di storia dell’arte.

La sua struttura presenta gli elementi distintivi dello stile dorico, cioè sei colonne sui lati brevi e quindici sui lati lunghi, e al suo interno è ancora visibile la cella dove era conservata la statua della divinità a cui era dedicato (probabilmente Hera, la Giunone Romana).

Ancora sulla Collina Orientale, il Tempio G, anche se completamente distrutto, stupisce per le sue dimensioni: prima di essere abbattuto  si innalzava per più di 30 metri dal suolo, era lungo  113 metri, largo 54 ed era circondato da 46 colonne (8 sulle facciate e 17 sui lati) alte 16 metri.

L’Acropoli di Selinunte

Sicilia-selinunte-acropoli-veduta-aerea
Veduta aerea dell’Acropoli di Selinunte: in primo piano le mura ciclopiche, a seguire le rovine e le colonne del Tempio C, sullo sfondo la spiaggia della Gaggera

Le mura ciclopiche dell’Acropoli si raggiungono lasciandosi alle spalle i santuari della Collina Orientale. Un’opera colossale, certamente, sia per le dimensioni della fortificazione (tre metri di spessore e diciotto di altezza) sia per la tecnica costruttiva (i massi che formano l’opera difensiva sono assemblati a secco, senza uso di malta o calcina).

All’interno dell’Acropoli si trova il Tempio C, il più grande e il più antico dell’area sacra: se ne può immaginare la grandiosità perché agli inizi del secolo scorso sono state “rialzate” quattordici colonne.

Da notare che tutto il cornicione del tempio era rivestito di terrecotte policrome di cui sono visibili  ancora alcune tracce. Sull’Acropoli si trovano, anche, le testimonianze della Selinunte punica, abitata dai conquistatori di Cartagine: pavimenti di case e di edifici sacri sono stati decorati a mosaici naif con i simboli del Sole e di Tanit (la dea cartaginese della fecondità).

Spiaggia-Acropoli-Selinunte
La spiaggia antistante l’Acropoli di Selinunte, Sicilia occidentale

Lasciandosi alle spalle la spianata dell’Acropoli e seguendo un sentiero che attraversa la macchia mediterranea della collina e si affaccia sulla spiaggia wild della Gaggera si giunge al santuario della Malophoros (forse la Demetra dei Romani): all’interno di un grande recinto si trova l’altare sacrificale intorno al quale sono state ritrovati numerosissimi ex voto rappresentanti la dea.

Era qui, probabilmente, che si fermavano i cortei funebri prima di proseguire verso la Necropoli.

Alle spalle di Selinunte

sicilia-marinella-di-selinunte
Il borgo marinaro di Marinella di Selinunte, Sicilia occidentale ©Shutterstock

Memorabilia della Costa del Mito si ritrovano anche a Castelvetrano, ad una manciata di chilometri dalla rovine Selinunte: nel piccolo Museo Civico, infatti, tra corredi funerari, monete, ceramiche si scopre la storia, fantastica, e reale insieme, della Città degli Dei: imperdibile l’Efebo, una rara fusione bronzea alta 85 cm raffigurante un giovinetto nudo, forse il dio Dioniso, ritrovata proprio nell’area archeologica di Selinunte.

Dal gotico al barocco al neoclassico, Castelvetrano  è ricca di monumenti ed opere d’arte, fra le quali spiccano la spettacolare decorazione a stucco della chiesa di San Domenico e le sontuose chiese barocche come quella di San Giovanni, riconoscibilissima per la sua scintillante cupola di maiolica.

E alle porte della cittadina il viaggiatore curioso trova un’altra chicca immancabile: la Chiesa della Trinità, ennesimo esempio di architettura araba e monumentalità normanna.

Infoutili

Come arrivare:

L’aeroporto più vicino alla Costa del Mito un centinaio di chilometri) è  il Falcone Borsellino di Palermo. Per raggiungere le località della Costa si percorre l’autostrada A29 (la Palermo-Mazara del Vallo) fino al casello di Castelvetrano. Il Parco Archeologico di Selinunte è a una decina di chilometri.

Quando andare:

meglio evitare i mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto), primavera ed autunno sono i periodi più indicati.

Dove dormire:

Lungo la SS 115, tra Castelvetrano e Selinunte, all’Hotel Momentum (www. momentumresort.com) l’atmosfera di un antico baglio siciliano circondato da uliveti e vigneti si mescola con la semplicità zen del design contemporaneo e con l’uso di materiali naturali. Per un biorelax assoluto, imperdibile la piscina a sfioro con vista sui templi di Selinunte

Dove mangiare:

In  via Pigafetta, Selinunte (Tp) La Zabbaraè il classico chiringuito che propone ricette rusticamente tipiche: pesce alla brace, caponata di melanzane, salsiccia profumata di finocchietto, arancine di riso. 

Link utili: Costa del Mito, Ufficio turistico Castelvetrano

Testo di Enrico Saravalle|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.