I paesaggi tropicali da Tampa a New Orleans

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Ybor City, lo storico quartiere di Tampa dove si concentra la comunità latino americana ©Shutterstock

In questa prima parte di itinerario vi proponiamo una magnifica avventura da Tampa a New Orleans, toccando Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana con Naar, il tour operator che si è affermato sul mercato proprio per la sua specializzazione in itinerari su misura capace di soddisfare anche i viaggiatori più esigenti.

Partire da Tampa è una scelta strategica perché ci permetterà di fare, dall’Italia, solo uno scalo. Seguendo vie acciottolate che profumano di sigari e anima latina e cubana, ripartiremo verso le bianche spiagge della Florida.

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Un’immagine aerea della costa di Anna Maria Island, Florida ©Shutterstock

La costa in questo tratto ha un aspetto decisamente caraibico, per arrivare fino ad Anna Maria Island, al Fort de Soto Park e, risalendo attraverso l’idilliaca spiaggia di Pass-à-Grille, andremo a riposare nello storico Don Cesar Hotel, del 1928, reso immortale in “C’era una volta in America” di Sergio Leone.

Il viaggio continuerà poi verso nord, verso le spiagge immacolate di St. George Sound (famosa per le ostriche), tra fari, ristorantini e giri in kayak.

Verso le spiagge bianche dell’Alabama

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L’ingresso nello stato dell’Alabama ©Shutterstock

L’ultima tratta di costa della Florida ci porterà a Panama City per poi prendere la litoranea che corre lungo la cosiddetta “Emerald Coast” tra i paesini dalle case color pastello come Seaside, dove fu girato “The Truman Show” fino a Destin, nota anche come ”World’s luckiest fishing village”, per la pesca d’altura.

Passando dalla bellissima Navarre Beach Marine Park, nota come “Florida’s most relaxing place”, arriveremo cosi al confine con l’Alabama, seguendo le sue spiagge bianche di quarzo sul verde e blu delle acque, con alle spalle i nove ecosistemi, le dune e i laghi del Gulf Shore State Park.

Il Cochrane Bridge sul fiume Mobile, Alabama ©Shutterstock

Un passaggio a Dauphin Island, per fare birdwatching e poi dritti in direzione Mississippi con una sosta nella cittadina di Mobile, sul delta del fiume Mobile-Tensaw, uno dei più grandi ecosistemi tipici del sud degli USA, tra labirinti di fiumi, baie, torrenti e laghi, gettonatissimo per le attività outdoor.

Verso la Luisiana, tra New Orleans e i bayou

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New Orleans, nel French Quarter si suona musica dal vivo a ogni angolo di strada ©Lucio Rossi

Da Biloxi, che fa concorrenza a Las Vegas per numero di casino (ricostruiti dopo l’uragano Katrina) lasceremo il Mississippi per entrare in Louisiana. Raggiungeremo quindi New Orleans entrando dalla costa nord, dal North shore del Lake Pontchartrain, passando da Slidell e Mandeville, idilliache cittadine sul lungo lago e da Covington, più interna, con le sue aree naturalistiche tipicamente del sud.

Il nostro viaggio volge al termine ma prima di partire ci concederemo un po’ di relax al Garden District ed un giro a Wakulla Springs tra i bayou tipici della Louisiana, per una immersione finale tra foreste di cipressi e magnolie, correnti lente e un mondo di piante e animali.

Nelle immensità di Texas e New Mexico

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Dallas, lo skyline della più estesa città texana Texas ©Lucio Rossi

Il nostro secondo itinerario negli Usa on the road, sempre con Naar, ci porta negli immensi spazi del Texas, secondo Stato americano più esteso dopo l’Alaska, e del New Mexico, tra colline, altopiani desertici, canyon e vulcani, accomunati da una storia comune e da una matrice culturale spagnola e messicana.

Partiremo per Dallas (c’è una connessione diretta due volte al giorno da Roma FCO a Dallas DFW con American Airlines), la Big D, città d’affari contemporanea, per arrivare poi a Fort Worth, impregnata di cultura cowboy e del west e adAustin, la capitale del Texas, nell’area di transizione tra il cosiddetto West Texas Panhandle.

Da Austin al Big Bend

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Lo skyline di Austin, capitale del Texas ©Shutterstock

Da Austin, città dal carattere hippy e alternativo, capitale mondiale della musica live, molto lontana dall’allure di Dallas a Hill Country il paesaggio cambia radicalmente.

Seguendo le colline arrotondante del Texas centro meridionale arriveremo tra i diversi ranch di Bandera, la cowboy capital del Texas, per andare dove terre aspre e cieli immensi rendono la vastità degli spazi ancora più evidente: il Big Bend.

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Il Rio Grande scorre nei confini del parco nazionale di Big Bend, in Texas ©Shutterstock

Secondo l’International Dark Sky Association, il Big Bend National Park è il quarto luogo migliore al mondo per osservare la volta celeste: ne approfitteremo con una puntata al Mc Donald Observatory, per avventurarci con i grandi telescopi installati sulla cima del Mt. Locke a circa 2000 metri, tra i più potenti al mondo.

New Mexico, entriamo sotto il deserto

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L’ingresso alle Carsbad Caverns National Park, New Mexico ©Shutterstock

Faremo la nostra prima incursione in New Mexico entrando nelle maestose Carlsbad Caverns, uno dei tre parchi nazionali americani che si trovano sottoterra (per la precisione, sotto la superficie del deserto del Chihuahua), dove il microclima porta una temperatura di 15 gradi anche nelle estati più torride. 

Usciti dalle caverne, andremo nel parco delle Guadalupe Mountains con il Gaudalupe Peak che si erge ad oltre 2600 metri sul deserto del Chihuahua per poi arrivare a El Paso, città di frontiera un tempo molto collegata alla confinante Ciudad Juarez.

Il più grande campo di dune di gesso al mondo

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Il White Sands National Park è stato istituito nel 2019, New Mexico ©Shutterstock

Da El Paso ripartiremo per l’altra grande meraviglia naturalistica del New Mexico dopo le Carlsbad Caverns: il parco nazionale di White Sands, il più grande campo di dune di gesso del mondo, visibile anche dallo spazio, dagli anni ’30 National Monument, dal 2019 il 62 National Park degli Stati Uniti.

In assoluto l’area più visitata di tutto il New Mexico. Passeremo così dal deserto infuocato del Chihuahua ai villaggi della Mescalero Reservation, come Cloudcroft, Mescalero, Ruidoso o Lincoln, dove il clima di montagna è decisamente più gradevole e scopriremo la cultura della locale tribù Apache alla Mescalero Apache Reservation.

Attraverso le fresche colline di Lincoln, la città che rese Billy the Kid una leggenda del west, raggiungeremo poi Albuquerque, tra il Rio Grande e gli scenografici monti Sandia, nell’anima coloniale della Old Town: per meglio vivere il great outdoor del New Mexico saliremo con la funivia dal deserto dei cactus cholla fino al Sandia Peak, ad oltre 3000 mt di altezza con viste mozzafiato. 

Lungo la Turquoise Trail fino a Santa Fe

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La Santa Fe Plaza, New Mexico ©Lucio Rossi

Il nostro viaggio prosegue verso la capitale percorrendo il cosiddetto Turquoise Trail, la scenic byway che collega proprio le due principali città dello stato, tra paesini storici e artistici. 

Prima di raggiungere Santa Fe è altamente consigliata una sosta a Kasha-Katuwe Tent National Monument, area di straordinaria bellezza che ricorda un po’ i camini delle fate della Cappadocia, con gli slot canyon (come quelli del South West americano). 

Santa Fe, la più antica capitale degli Stati Uniti e la seconda città più antica del Paese dopo St Augustine in Florida, sarà il termine di questo nostro secondo itinerario.

Se potete, fermatevi qualche giorno in più per esplorare la sua architettura e la sua storia – abitata dagli indiani Pueblo fino al 1610 quando arrivarono gli spagnoli, divenne parte degli Stati Uniti solo 300 anni dopo – ma anche il Banderlier NM, parco nazionale a tutela delle grotte scavate nello splendido Frijoles Canyon dove vissero i nativi dall’anno 1000 e fino alla metà del XVI secolo, proseguendo lungo la High Road – una scenic byway che attraversa deserti di rocce di arenaria rosastra, pinete, villaggi e la chiesa di Chimayo, considerata la Lourdes del New Mexico – fino a Taos, villaggio protetto dell’UNESCO.

Informazioni e prenotazioni presso la vostra Agenzia di Viaggi tramite Naar Tour Operator

Testo di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata ©Latitudeslife

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