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Usa on the road: la Monument Valley in una Tipi indiana

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Usa on the road: la Monument Valley in una Tipi indiana

Quando abbiamo progettato il Coast to Coast USA, volevamo passare assolutamente una notte nella Monument Valley. E proprio noi, che amiamo da morire scoprire nuovi luoghi non convenzionali, non potevamo perdere l’occasione di soggiornare una notte nella tipica tenda indiana: la Tipi, detta anche Teepee.

Che cos’è la Tipi

La Tipi (il cui significato è “abitazione”) consiste nella classica tenda in cui vivevano gli indiani d’America nell’1800, ai tempi di personaggi storici come Buffalo Bill o Toro Seduto.

La struttura della Tipi si caratterizza per la sua forma conica, con rivestimenti in pelle, sostenuta da pali e corde che si incrociano tra loro.

Come prenotare una Tipi nella Monument Valley

Ci sono diverse persone che mettono a disposizione delle Tipi per i turisti proprio a pochi passi dall’ingresso nella Monument Vally.

Noi abbiamo consultato il sito Airbnb e siamo riusciti a trovare un ragazzo, Skye, che affittava proprio una tipica Tipi per due persone. Il prezzo medio durante l’anno è di 86€.

Di ritorno dall’avventura nella Monument Valley, abbiamo seguito le coordinate che Skye ci aveva fornito e siamo riusciti facilmente a trovare la nostra Tipi, circondata da uno scenario da vero e proprio film western: rocce, terra, tramonto infuocato e in lontananza i tre Butte più celebri della Monument Valley.

Un contorno davvero spettacolare a una Tipi che non vedevamo l’ora di scoprire più da vicino.

Dentro la Tipi di Skye

Ovviamente, quando abbiamo deciso di alloggiare una notte in una Tipi non ci aspettavamo di certo un trattamento a 5 stelle. Sapevamo che ci vuole un minimo di adattamento.

La Tipi di Skye era esattamente come quelle tende indiane che si vedono nei film con John Wayne: bianche, alte e molto artigianali.

Appena arrivati, abbiamo subito sciolto i nodi della tenda e siamo entrati per vedere cosa nascondeva la Tipi. Essa racchiudeva al suo interno il minimo indispensabile per la notte: un letto matrimoniale (con tante coperte, visto lo sbalzo termico durante la notte); due comodini e due lampade.

Niente tavoli, niente sedie, né prese di corrente e nemmeno Wi-Fi. Insomma, ci aspettava una vera e propria immersione nella vita e nell’atmosfera degli indiani d’America. L’ideale per staccare un po’ dai soliti hotel e motel con tutti i comfort.

Anche se, in realtà, le prese per ricaricare il telefono e una debole connessione si potevano trovare nel bagno, a circa 50 metri dalla Tipi. Abbiamo cercato così di approfittarne il meno possibile, per goderci appieno la nostra amata tenda indiana senza gli agi a cui siamo perennemente abituati.

Di fronte alla Tipi, inoltre, era presente anche una postazione barbecue e uno spazio per accendere il fuoco. Non abbiamo avuto modo di provarli purtroppo, visto che siamo arrivati a orario tramonto e non avevamo molto tempo per cuocere la carne, ma siamo sicuri che di sera sia davvero molto romantico guardare le stelle con solo la luce del fuoco che risplende.

La notte nella Tipi

Dormire in una Tipi è un’esperienza che assolutamente va provata una volta nella vita. Quando cala il sole restano solo il silenzio e le stelle a farti compagnia. Si coglie un senso di pace che, per chi è un cittadino come noi, è ormai raro da percepire.

Ne abbiamo approfittato per rilassarci al meglio e finire i libri rimasti in sospeso, senza alcun approccio con la tecnologia. Solo noi e la nostra Tipi.

Prima di dormire, però, abbiamo sentito uno strano verso, simile al ruggito di un leone. Negli occhi di Sara è apparso un velo di paura, dato che la tenda non era chiusa ermeticamente, ma dopo un po’ di rassicurazioni si è calmata e non abbiamo sentito più nulla.

L’indomani mattina abbiamo persino scovato delle orme nel terreno, vicino alla Tipi, per cui qualche animale era passato davvero, ne eravamo certi. Un leone? Una iena? Un coyote? Era semplicemente il cane di Skye che di notte si diverte a scorrazzare nella terra. Dormire in una Tipi, d’altronde, è anche questo.

Di Sara Rimondi e Lorenzo Amorosi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Puoi leggere altri contenuti di Sara e Lorenzo sul loro blog The Travelization

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