I voli da Roma a Ginevra sono sempre più affollati di viaggiatori senza bagagli: andata e ritorno in giornata per lavoro, per affari, per un appuntamento. C’è persino chi arriva da Genova o Roma per un incontro di lavoro a Ginevra con rientro in serata.

Come abbinare quindi un appuntamento di lavoro con il desiderio di visitare e scoprire la seconda città della Svizzera dopo Zurigo (e prima di Basilea e Berna), la prima del cantone francese?
Scoprire Ginevra in un giorno non è ovviamente possibile ma poiché aumenta sempre più il numero di persone che “vanno e vengono” in giornata, ecco un itinerario veloce, circa due ore, per scoprire qualcosa di questa interessante città.
Escludendo, purtroppo, i bellissimi parchi (non ci sarebbe abbastanza tempo) della città, si punta ad un itinerario breve ma intenso. Spostarsi a Ginevra è davvero semplice, grazie alla rete di tram, treni (dall’aeroporto in città si impiegano meno di 15 minuti), autobus e mezzi d’acqua.
In barca a Ginevra

Il mezzo che sicuramente meglio coniuga velocità e desiderio di turismo è la barca: per arrivare nella vecchia Ginevra via acqua basta imbarcarsi sul lago Léman, il più grande lago dell’Europa centrale che proprio a Ginevra si unisce al Rodano.
Le montagne che incorniciano il lago sono già Francia. Ci si imbarca dalla parte moderna, la Rive gauche, per arrivare alla Ginevra storica, la vieille-ville, sulla Rive droite, o viceversa. Due sponde che sorreggono due diverse Ginevra: quella internazionale e smart, da una parte, quella antica e romantica dall’altra.
Scendendo verso il lungolago, si fa senz’altro notare il condominio progettato da Le Corbusier insieme a Pierre Jeanneret intorno agli anni Trenta: è il famoso Immeuble Clarté (otto piani e 45 appartamenti) che si trova nei libri di architettura.
Il palazzo ha vissuto diverse disavventure: ha rischiato la demolizione negli anni Sessanta, ma poi ebbe un destino di ristrutturazione fino alla successiva ondata di rischio abbattimento, negli anni Ottanta, prima di approdare alla protezione definitiva dell’Unesco che dal 2016 lo considera patrimanio mondiale.
L’iconico Jet d’Eau

Appena ci si avvicina al lago Léman per imbarcarsi ecco spuntare il dominus del paesaggio: il Jet d’Eau (il getto d’acqua), la grande fontana costruita all’interno del lago, a poca distanza dal Rodano. Con i suoi 140 metri di altezza, è il getto d’acqua più alto d’Europa (a 200 km orari per 500 litri al secondo) e infatti si nota da quasi tutta Ginevra.
La sua storia è legata allo sviluppo stesso della città: nell’Ottocento c’era bisogno di molta energia per il fabbisogno urbano e industriale e così Ginevra decise di dotarsi di una centrale idraulica capace di sfruttare le acque del Rodano.
Per ragioni tecniche fu quindi necessario creare un sistema per eliminare gli eccessi di pressione, una sorta di valvola di sicurezza: nacque cosi il primo getto d’acqua, alto una trentina di metri. Dopo vari tentativi ed esperimenti si arrivò poi al getto attuale. C’è anche una passerella per ammirarlo da vicino.
Vicino al Jet d’Eau spuntano fuori dall’acqua le pierres du Niton (le pietre di Niton): si chiamano pierre Dyolin e pierre du Niton e sono state depositate qui dal ghiacciaio del Rodano durante il suo ritiro nell’ultima era glaciale. Sembra che nell’età del bronzo fossero usate per scopi religiosi.
Le pietre visibili sono due ma in realtà, sott’acqua, ce ne sono altre 22: sono 24 in tutto, composte da pietra granitica delle Alpi, probabilmente appartenenti al Monte Bianco. Nel 1845, durante l’elaborazione delle carte Dufour, queste pietre sono state dichiarate patrimonio geologico nazionale e sono state usate come punto di riferimento per definire l’altimetria nazionale.
Il lago Léman

Navigare il Léman per andare da una parte all’altra di Ginevra è davvero piacevole. Le sue acque sono inaspettatamente pulite: il Leman è uno straordinario lago glaciale subalpino che ha avuto origine ben 15mila anni fa, al termine dell’ultima glaciazione, come è evidente dalla sua forma allungata e a mezza luna, con la concavità rivolta verso la sponda francese, a sud.
E’ abitato da circa trenta specie di pesci ed è frequentato da circa 150 mila uccelli che vengono a svernare qui come tappa fondamentale nella rotta migratoria tra le Alpi e il Giura.
Al lago si fa anche il bagno e c’è persino una spiaggia, come se si fosse al mare: si trova ai Bains des Pâquis, a qualche metro dal Jet d’eau, ed è molto sicura, divisa in due grandi zone, una per adulti e una per bambini. Un ecosistema davvero straordinario per flora, fauna e umani.
Si può dire che tutta Ginevra ruota attorno al suo lago, non solo per le attività di navigazione e crociere (dal noleggio barche a vela o a motore alle crociere panoramiche della Compagnia Generale di Navigazione, inclusi i battelli a vapore storici della flotta Belle Époque) ma anche per gli sport acquatici e per i sentieri escursionistici e ciclabili.
L’antico salotto cittadino
Il «jet d’eau», il maestoso Monte Bianco sullo sfondo e la cattedrale ai suoi piedi costituiscono il favoloso paesaggio della Rive Droite. Una vota sbarcati sulla riva sinistra del Léman ecco aprirsi una Ginevra molto lontana dai grandi palazzi di vetro della riva destra, dove dominano i brand più lussuosi che possano esistere, in particolar modo dell’orologeria.
Il passaggio alla riva sinistra del Léman è un vero salto indietro nel tempo, lungo strade strette e acciottolate, scalinate, ripide salite e passaggi nascosti tra gli antichi edifici. Il salotto antico della città si chiama place du Borg du Four ed è la piazza principale di Ginevra, la più antica.
Qui, nel Medioevo, si svolgeva il mercato cittadino. Ci si arriva passeggiando tra botteghe, bar e negozi proprio perché la maggior parte delle vie del centro confluiscono qui. E infatti, essendo cuore della città, era anche il luogo dove i commercianti sostavano prima di raggiungere la Francia.
Dall’ epoca medievale restano intatti i tunnel che servivano per scappare in caso di attacchi nemici e che oggi sono invece un modo per esplorare il centro storico. I palazzi intorno al vecchio mercato acquisirono piani su piani nel corso degli anni per accogliere i protestanti in fuga dalle altre città europee.
Tra i rifugiati ci fu anche Lenin, prima della Rivoluzione russa del 1917: è proprio per il suo carattere neutrale ed accogliente che Ginevra è stata scelta come sede da molte organizzazioni internazionali, dall’Onu (al Palais des Nations) all’Unicef, dalla Croce Rossa al Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, all’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità.
Dove nacque la Croce Rossa

Sull’Hotel de la Ville, l’attuale Municipio, sede del governo del cantone di Ginevra, sventola la bandiera di Ginevra accanto a quella Svizzera. Un simbolo forte perché fu proprio tra queste mura che si tenne la prima convenzione di Ginevra (1864) dove nacque la Croce Rossa Internazionale, il cui palazzo originario si trova appunto a pochi passi di distanza.
Osservando il Municipio risulta subito evidente che è composto da due palazzi che si affacciano su entrambi i lati della strada: uno quattrocentesco, l’altro costruito poco dopo sfruttando il preesistente palazzo adiacente alla torre Baudet.
Impressionante la cinquecentesca rampa monumentale che circonda l’edificio della Croce Rossa , costruita su pianta quadrata, per essere percorribile sia a piedi che a cavallo.
La cattedrale di Calvino

La sedia in legno dalla quale Giovanni Calvino per 23 anni spiegava le Sacre Scritture appare oggi come un simbolo potentissimo: si trova nella chiesa principale di Ginevra, la cattedrale di San Pietro. Dal IV secolo al 1535 fu dedicata al culto cattolico, dal 1535 è invece riservata al culto protestante.
Costruita sui resti di edifici dell’impero romano, la cattedrale fu modificata con l’avvento della Riforma Protestante quando fu rimosso l’impianto decorativo medioevale a favore di una maggiore sobrietà mentre la facciata neoclassica fu realizzata nel Settecento, in sostituzione di quella gotica. Gli interni sono spettacolari, cosi come la vista dell’alto salendo sulle torri. Nei sotterranei c’è un sito archeologico aperto nel 1976.
Il punto di attrazione più colorato della cattedrale è la cappella dei Maccabei, in fondo alla navata sud della chiesa. E’ in forte contrasto con il resto della chiesa: una vera esplosione di colori, ricca di angeli che volano tra le volte blu, tra aquile, leoni alati e vetrate colorate.
Fu realizzata nel Quattrocento per accogliere le spoglie di un cardinale ed è la manifestazione di come, quando la cattedrale era ancora cattolica, avesse un sapore gotico. Durante il Seicento questa parte della cattedrale fu usata per lezioni di filosofia.
Il Museo della Riforma
Vicino alla cattedrale si trova il MIR, il Museo Internazionale della Riforma, prezioso per capire la storia di Ginevra: nel XVI secolo Calvino infatti volle trasformare Ginevra in una città modello per tutto il mondo per un nuovo modo di vivere il Cristianesimo.
Il museo si trova nella Cour Saint-Pierre, nella splendida Maison Mallet, costruita nel XVIII secolo sul sito del chiostro di Saint-Pierre, dove nel 1536 fu votata la Riforma a Ginevra. Insieme al sito archeologico, alla cattedrale e alle sue torri, il museo forma il cosiddetto Espace Saint-Pierre.
La città degli orologi
Riprendendo la navigazione del Léman, si arriva sulla riva sinistra dove Ginevra mostra tutta la sua potenza economica nei grandi palazzi dedicati ai brand della moda. In primis, gli orologi: tradizione secolare nata ai tempi di Calvino quando molti orafi e costruttori di orologi da tavolo si rifugiarono a Ginevra dando vita all’industria degli orologi.
Ma perché proprio gli orologi? Poiché ostentare ricchezza è considerato peccato, con il Calvinismo al posto degli oggetti sacri si iniziarono a produrre pratici orologi. Nacque cosi il poinçon de Genève, vale a dire il timbro riconosciuto in tutto il mondo e che spinge gli appassionati a “fare un salto in giornata” nella patria degli orologi.
Da vedere, avendone il tempo, i “cabinotiers” (si realizzavano gli orologi all’ultimo piano per avere più luce, in alcuni edifici del quartiere di Saint-Gervais), il museo di Patek Philippe, la Cité du Temps, il museo dell’orologeria nel centro della città, l’Horloge fleurie nel Jardin Anglais e ovviamente i tanti workshop e convegni che vengono continuamente realizzati sul tema dell’orologeria.
Testo e foto di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































