Un luogo dove passato e presente convivono: l‘Abdij van Park (per noi Abbazia del Parco) a Lovanio si può descrivere proprio così! Questo gioiello, fondato 900 anni fa, non è solo una reliquia del tempo, ma un luogo vibrante dove tradizione e innovazione vivono insieme.

Il dono di un duca ai monaci norbertini
Il viaggio nel tempo che regala Abdij van Park inizia nel 1129, quando il duca di Brabante Goffredo I il Barbuto, con un gesto generoso, regala il suo amato parco di caccia ad una comunità di monaci norbertini.
Nei secoli la primitiva costruzione si arricchisce: dapprima con la chiesa di San Giovanni Evangelista, poi con la ristrutturazione del chiostro e della sala capitolare.
A seguire arrivano i capolavori di arte fiamminga come le vetrate barocche del chiostro e gli stucchi dei soffitti nella biblioteca e nel refettorio. Ultimo tocco? La torre della chiesa che va a sostituire l’antico campanile.
Arte e architettura sacra ad Abdij van Park

L’abbazia si svela in tre cerchi concentrici: al centro, in cima a una collinetta, il cuore spirituale del monastero; poco più in basso, la fattoria abbaziale con i suoi annessi; e tutto attorno, mura e porte che racchiudono questo microcosmo come un tesoro.
È il cuore spirituale del monastero quello che affascina di più gli art addict, a partire dal chiostro dove le vetrate seicentesche del glassmaker Jan de Caumont raccontano episodi della vita di San Norberto (il fondatore dell’ordine dei “monaci bianchi”).
Si passa poi al Refettorio dove il soffitto è decorato con stucchi barocchi che riproducono scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, tutte con riferimenti al cibo, data la vocazione del luogo.

Ancora un sorprendente soffitto a stucchi (dello stesso artista a cui si deve il capolavoro del Refettorio) nella Biblioteca dove accanto ai quattro evangelisti e ai Padri della Chiesa sono raffigurate scene della vita di San Norberto.
Monaci imprenditori ed economia a chilometri zero

Il motivo di tanta ricchezza e di tanti capolavori artistici è semplice: nella società agricola del passato la terra era sinonimo di prosperità e l’abbazia era una grande azienda agricola autosufficiente.
La fattoria era il motore economico con scuderie, un birrificio, stalle, una latteria e persino un granaio per le decime. Dietro la chiesa e il convento, un orto rigoglioso e un giardino di erbe aromatiche profumavano l’aria.
Dove oggi c’è il cimitero, un tempo sorgeva un frutteto, più in là si allargavano i campi coltivati e i resti del Parch Binnenbosch, una foresta che collegava l’abbazia alle mura di Lovanio.
Ma le attività dell’Abbazia continuano ancora oggi: i campi sono ancora coltivati, ci sono stalle per gli animali, il birrificio funziona e tutti i prodotti made in Abbeye rigorosamente bio sono venduti nel De Wikke, il piccolo spaccio aziendale.
Un’oasi verde a pochi passi dal centro storico

Il carattere di Lovanio, città-giardino dove il verde disegna paesaggi da favola, trova una ulteriore conferma nella riserva naturale che circonda l’Abbazia.
Oltre al Kruidtuin, il più antico orto botanico del Belgio, ai tanti giardini segreti disseminati nel centro storico, e al Dijle Path, il percorso fiorito lungo il fiume, i prati, i laghetti e i sentieri ombrosi che si allargano sui 42 ettari del parco dell’Abbazia sono la destinazione preferita dagli abitanti di Lovanio per lunghe passeggiate, picnic, biciclettate nel verde.
Questo vero e proprio polmone verde è raggiungibile in poche manciate di minuti dal centro città: le guglie gotiche di Lovanio sono a portata di mano. E di occhi.
Braxatorium Parcensis: birre d’abbazia dal cuore antico

Non poteva che essere così: a Lovanio, città della birra, non poteva mancare una birra prodotta all’interno della Abdij van Park.
Ed ecco, allora, il Braxatorium Parcensis (in latino Birrificio dell’Abbazia) al piano terra delle foresterie del convento, proprio dove, secoli fa, sorgeva l’officina della birra dei monaci norbertini.
La produzione di birra è ripresa qui nel 2019, grazie a un team speciale formato da un mastro birraio di fama (Joris Brams), da monaci norbertini e dallo staff dell’azienda belga BW Procestechniek, esperta nella creazione di impianti per birrifici.
In questo modo, la tradizione secolare dell’Abbazia della produzione di birra si lega all’applicazione di soluzioni innovative e sostenibili.
Le birre del Braxatorium Parcensis non sono birre qualsiasi: possono definirsi birre d’abbazia a tutti gli effetti, proprio come le famose birre trappiste, perché vengono prodotte all’interno delle mura dell’abbazia stessa.
Il Braxatorium è un microbirrificio: qui si producono al massimo 2.000 ettolitri l’anno. Ma la qualità è altissima: si usano ingredienti locali, biologici, e si segue ancora una lavorazione che rispetta i principi di un tempo. Infine la cosa più importante: queste birre si possono bere e assaggiare solo a Lovanio!
Infoutili
Informazioni: Informazioni generali sulla città si trovano sul sito visitleuven.be, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, su hotel e ristoranti, sulle attrazioni in città e dintorni. Per un viaggio nelle Fiandre è sempre utile informarsi sul sito di VISITFLANDERS Ente del Turismo delle Fiandre.
Chi desidera acquisire informazioni sulle attività accademiche della KU Leuven può reperire informazioni sul sito dell’Università di Lovanio.
Quando andare: Il periodo migliore per visitare Lovanio è in primavera oppure da metà settembre a metà ottobre. Questi periodi offrono un clima piacevole, con temperature miti e minore affluenza turistica rispetto all’estate. Se si è appassionati di birra, aprile è particolarmente consigliato per le numerose feste e degustazioni dedicate a bionde&Co.
Come arrivare: Dall’aeroporto di Bruxelles, Lovanio è facilmente raggiungibile in un quarto d’ora, grazie ai frequenti collegamenti ferroviari diretti.
Testo di Enrico Saravalle foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































