Nella Riserva della biosfera del Monte Peglia, in Umbria c’è un eremo contemporaneo dove disintossicarsi dalla più feroce tossicità dei nostri tempi, quella digitale. Si chiama Eremito, galleggia nel paesaggio verde dell’Umbria ed è un eremo laico

Un eremo contemporaneo, per viaggiatori che cercano di disconnettersi dal digitale per riconnettersi con se stessi, con gli altri e con la natura. Per poter dimenticare la velocità delle giornate frenetiche, almeno per qualche giorno. Questo è Eremito, adagiato su un colle, nel mare verde dell’Umbria. Un mare le cui dolci onde di querce, lecci, cornioli, roverelle, aceri, carpini, ginestre, si perdono in orizzonti lontani, senza che nulla turbi la loro immensità.
Non un cavo, un traliccio, una costruzione, disturbano lo sguardo quando ci si affaccia dal terrazzo di Eremito. E di notte un cielo pieno di stelle. Siamo in provincia di Rieti, nel comune di Parrano, ma il paese non c’è. Non si vede, silenzioso, appartato, piccolo, 510 abitanti, lontano dal caos del mondo. Eppure il casello dell’autostrada A1 di Fabbro dista appena 10 chilometri. Ma a Eremito, immerso nella Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia, che si estende per 40 mila ettari, regna il silenzio.
Eremito bisogna scoprirlo. Anche le indicazioni stradali per giungervi sono poche e poco appariscenti. Qualche piccola tabella in legno. Ci si arriva a piedi salendo lungo una strada bianca dopo aver lasciato l’auto nel piccolo parcheggio. Chi non se la sente di salire a piedi ( sono 700 metri di sterrato) può, a richiesta, attendere un’auto 4×4 che giungerà in aiuto. E che provvederà anche a portare su i bagagli.
La nuova frontiera del lusso

Eremito è una nicchia del lusso del presente e del futuro. Un lusso che proviene dal passato, nuovo e allo stesso tempo antico: un lusso dimenticato, lontano dal bagliore delle luci artificiali e dall’assedio degli smartphone. Essenzialità, detox, natura, buon cibo, spiritualità . Non vuole combattere il lusso tradizionale. Non è l’ennesimo agriturismo, è un eremo laico “ dove ti levi la maschera, dove non conta chi sei” come afferma Marcello Murzilli, imprenditore visionario con una storia da raccontare.
Creatore poco più che ventenne del marchio “El Charro” proprio quando è all’apice del successo, Marcello decide di cambiar vita seguendo il suo istinto che porta alla ricerca di nuove sfide : per due anni va in giro per il mondo in barca a vela, poi si inventa il primo eco-luxury resort in Messico ( l’ HotelitoDesconocido,uno dei 5 migliori del mondo secondo The Independent). Lo vende. Rientra in Italia e approda con rinnovata passione in Umbria, per costruire Eremito.
Marcello vede il posto. Identifica un antico rudere, se ne innamora. Decide di rimanerci ricostruendo una struttura che mantiene intatta l’autenticità e la bellezza di un antico edificio. Le volte a crociera, i corridoi nella penombra, le finestrelle, l’attenzione ai semplici particolari. Sono servite migliaia di pietre, scolpite una a una dalla sapiente arte degli antichi maestri pietrai. Un’opera che coniuga le più avanzate tecniche di bioedilizia( compresi pannelli fotovoltaici e cappotto termico assolutamente invisibili) con le antiche forme di rara bellezza.
La vita a Eremito

Eremito è un posto dove in camera si sta da soli. Si dorme in “celluzze” secondo gli autentici dettami degli eremi medievali. Spazi ristretti, semplicità degli arredi ( un letto a una piazza e mezza, uno scrittoio e una seduta in pietra, un lavandino in pietra, un piccolo bagno con doccia, una finestra, un pezzettino di sapone naturale), null’altro, niente tv, niente Wi-Fi, assenza di campo, niente frigo-bar, niente aria condizionata ( la modernissima coibentazione e le pareti in pietra permettono il mantenimento di una piacevole temperatura anche nei mesi più caldi). Il riscaldamento è a pavimento, alimentato da una caldaia centralizzata a legna.
Per chi lo desidera alle 7.30 e alle 18, in una cappella della torretta si tengono letture spirituali( il risveglio dell’anima) . Alle 7.50 è disponibile una sala yoga attrezzata ( il risveglio del corpo).Tutti i pasti sono serviti nel refettorio, a partire dalla prima colazione. Nella buona stagione il pranzo è all’ombra di un pergolato di vite. Nel pomeriggio è disponibile una semplice area relax scavata nella roccia, con un bagno di vapore, cullati da antichi canti gregoriani.
La cena è in silenzio. Molto suggestiva. Viene servita alle 19.30 , sempre a lume di candela. Un camino di pietra acceso scalda l’atmosfera. Da quando suona una campanella, prima di entrare nel refettorio, il silenzio è assoluto, anche da parte del personale. È un momento per meditare o semplicemente per assaporare il cibo. Ciotole e bicchieri sono in terracotta. Non si ordina. Si mangia e si beve quello che viene servito.
La cucina è vegetariana, i prodotti provengono dall’orto di Eremito o dal territorio, le ricette sono scelte dalla più sana tradizione monastica italiana, tante verdure freschissime e frutti di stagione, pane e pasta fresca fatti in casa, così come le marmellate e i dolci. L’acqua è sempre quella di fonte. Un sottofondo a basso volume di canti gregoriani rende indimenticabile quest’esperienza che si conclude solo quando la campanella tornerà a suonare.
Dopo cena, nel salone al fuoco di un caminetto, si potrà nuovamente parlare, scambiare impressioni o leggere un libro, e sorseggiare un dolce e caldo infuso di mela, il “Melemito”, la bevanda ufficiale dell’eremo. Pur essendo Eremito fornito di luce elettrica attraverso un sistema fotovoltaico, l’illuminazione “principe” dopo il tramonto è data, quasi unicamente da torce e candele.
Emozioni che restano
“Passare qualche giorno a Eremito non significa essere eremiti- osserva Marcello- ma vivere un’esperienza che può aiutarci anche dopo il ritorno a una vita normale. La prima volta che mi sono affacciato su questa valle ho sentito di trovarmi in un posto unico al mondo: i colori, le luci, il guado, gli immensi boschi. Il risultato di questa emozione è che non me ne sono più andato. Eremito è diventato un luogo dove si può riscoprire un modo nuovo ( che in realtà è il più antico) dove rigenerarsi e ritrovare quel contatto con le cose essenziali che la maggior parte di noi ha perso di vista”. Le semplici passeggiate all’ombra della rigogliosa vegetazione, alla cascatella o al fiume, completano un’esperienza unica.
Informazioni: Eremito, Località Tarina 2 – 05010 Parrano (Terni)
Testo di Massimo Spampani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































