Viaggio nei borghi delle Marche lungo la nuova frontiera del turismo sostenibile: l’apiturismo. Piccoli paesi antichi che puntano non a grandi flussi turistici, per i quali non ci sarebbe neanche la possibilità ricettiva, ma ai viaggiatori in cerca di sostenibilità ed autenticità attraverso la nuova avanguardia del turismo: l’apiturismo.

marche-Urbisaglia-riserva-naturale
Urbisaglia, la riserva naturale ©Anna Maria De Luca

Le Città del Miele sono la rete dei territori che dal 2001 è riuscita a far conoscere a più di cinque milioni e mezzo di persone il meraviglioso mondo del miele. Nel marchigiano ne fanno parte sei Comuni – Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Urbisaglia, Valfornace e Camerino – che condividono una unica anima turistica grazie agli apicoltori che si stanno impegnando per educare ad una sensibilità particolare verso la biodiversità facendo di miele, pappa reale, propoli e cera promoter ideali dei propri territori.

Mete ideali per un turismo alternativo e fuori dai grandi flussi ma ricchi di storia e cultura, questi sei paesi sono un’occasione preziosa per scoprire la grande varietà del miele marchigiano, dal millefiori all’acacia, dal girasole al castagno passando per piante note fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche, antinfiammatorie e digestive, quali l’erba strega e l’erba medica.

La strada del miele di Macerata

Marche-strada-del-miele
©Anna Maria De Luca

Dei sei Comuni della Strada del Miele di Macerata ben quattro sono certificati dal Touring con la Bandiera Arancione per le loro qualità turistiche e ambientali: Camerino, Montelupone, Urbisaglia e Valfornace.

La Strada del Miele di Macerata è il primo itinerario organizzato per una vacanza sostenibile all’insegna dell’apiturismo: il progetto è nato un anno fa su iniziativa del Consorzio Apicoltori di Macerata ed abbraccia colline, monti, parchi naturali e borghi medievali circondati da vigneti, boschi e prati che si perdono a vista d’occhio.

Un territorio d’eccellenza per l’allevamento delle api, che qui trovano una biodiversità particolarmente ricca. Tanti gli itinerari a tema con suggerimenti su arte e cultura, storia, religione, natura, ma anche percorsi in auto, in camper, mototurismo, cicloturismo e trekking di durata e livello di difficoltà differenti.

La nuova frontiera del wellness: l’apiterapia

Marche-strada-del-miele
Marche, apiario olistico ©Anna Maria De Luca

Il tempio dell’apiterapia è l’apiario olistico cioè casette di legno dove si entra per respirare le api: hanno un sistema integrato di arnie applicate esternamente e comunicanti con l’interno attraverso delle grate, ma in tutta sicurezza per gli ospiti, che possono godere di un’esperienza multisensoriale.

Ci si siede su un cuscino, ad occhi chiusi, per concentrarsi sul ronzio delle api che diventa suono della natura per facilitare il rilassamento, il ritrovarsi interiore e la meditazione, respirando il profumo delle api che attiva una sensazione di benessere alle vie respiratorie. Facile addormentarsi.

Cosa fare sulla strada del miele

Marche-strada-del-miele
Paesaggi marchigiani ©Anna Maria De Luca

Cosa fare? Andare a scoprire gli apicoltori, visitare gli apiari per conoscere le diverse fioriture, assistere alla smielatura del miele, farsi guidare nella distinzione di gusti e profumi delle diverse tipologie di mieli, degustazioni in abbinamento ai prodotti tipici del territorio, la cucina al miele, farsi raccontare i benefici dell’apiterapia e della cosmesi naturale derivata dai prodotti dell’alveare e, naturalmente, acquistare il miele direttamente dai produttori.

I contatti si trovano nel sito Strada del Miele di Macerata, piattaforma digitale user-friendly, progettata sulle esigenze dei viaggiatori e arricchita da una mappa interattiva per visitare sei borghi ricchi di storia, cultura e tradizione.

Montelupone

marche-montelupone-abbazia-san-firmano
Montelupone, Abbazia di San Firmano ©Anna Maria De Luca

Famoso per Mielemente, il primo e unico mercatino di Natale interamente dedicato al miele e ai suoi derivati. Montelupone ha un centro storico molto interessante, per fortuna non toccato dal sisma del 2016 (ma già colpito dalla frana del 1980) ed è bandiera arancione del Touring Club. Un tessuto urbanistico medievale conservato come pochissimi altri centri, cinto da quattrocentesche mura in cui si incastonano quattro porte di ingresso. Dalla sua posizione privilegiata su una collina si apre un panorama meraviglioso sul variegato paesaggio marchigiano.

Per quanto piccolo, Montelupone, è un paese profondamente culturale come dimostra il bellissimo teatro con le poltrone Frau e il museo dedicato a Gabriele Galantara che anagrammò il suo nome in Ratalanga: fu uno dei caricaturisti internazionali più importati, fondatore del giornale satirico L’Asino, poi finito al confino nel 1926. A Montelupone è un must visitare San Firmano, chiesa romanica già appartenente ad un’abbazia benedettina del IX secolo.

Montelupone ha una ricchezza storica, religiosa, culturale inaspettata, testimoniata dai resti di uno tra i più grandi insediamenti dei Piceni, dall’abbazia del Mille a San Firmano che conserva le reliquie del patrono, dalle pitture di Antonio da Faenza, dai luoghi dei primi moti carbonari e tanto altro. Da non perdere, a tavola, il carciofo di Montelupone.

Monte Cavallo

marche-salumi
Salumi marchigiani ©Anna Maria De Luca

All‘estremità settentrionale dei Monti Sibellini, Monte Cavallo è il luogo dove passa lo spartiacque appenninico, con il Chienti che confluisce nell’Adriatico e con il Nera e il Topino che confluiscono nel Tirreno. E’ il più piccolo comune delle Marche, uno dei paesaggi montani tra i più emozionanti della provincia maceratese. Chi ama camminare può spingersi fino al Bosco delle Pianotte, punto ideale per escursioni nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Danneggiato pesantemente dal terremoto del 2016, da Monte Cavallo si godono rari panorami sui Sibillini a sud e sui monti che si rincorrono dai pianori di Colfiorito fino alle conche di Foligno e di Spoleto. La vita è lenta e le api vivono alla grande, infatti è una delle città del miele.

Monte Cavallo è lontano dai più noti circuiti turistici e la sua bellezza risiede proprio in questo, nella sua autenticità e salubrità dalle valli puntellate di chiese romaniche, monasteri, torri e fortificazioni ricche di pitture e sculture di scuola umbra o marchigiana.Il borgo fa trapelare l’importanza che rivestiva nel Medioevo, con il radicarsi del monachesimo Benedettino e l’estendersi del dominio Longobardo.

La transumanza è diventata un evento quasi turistico: ci si dà appuntamento per escursionismo esplorativo al seguito degli animali.

Nel Comune di Monte Cavallo esiste dal 1978 l’oasi naturalistica a tutela della biodiversità. Dal Duemila il Comune ha realizzato interventi di salvaguardia ambientale nella Rete Natura 2000 per potenziare il turismo naturalistico integrando le risorse storico ambientali con la necessità di mettere la natura a conoscenza del turismo culturale e paesaggistico.

Sono cosi nati anche i percorsi del gusto, in particolare per i formaggi che qui hanno una storia secolare: da qui partivano le forme di pecorino verso est per giungere al mare Adriatico sulle barche dei pescatori che amavano questo formaggio per condire la loro pasta al sugo di pesce.

E poi i salumi, il ciauscolo da spalmare (dal latino “cibusculum”, piccolo cibo, dal momento che veniva spalmato su piccole fette di pane).

Valfornace

marche-lago-di-Boccafornace
Marche, lago di Boccafornace ©Anna Maria De Luca

Da sempre crocevia di popoli, Valfornace è bandiera arancione con il suo paesaggio precollinare: da un lato le vallate fino alla pianura marchigiana, dall’altra i primi pascoli montani preludio dei monti Sibillini.

Una parte del territorio è Parco Nazionale. Punto di partenza per l’esplorazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a Valfornace l’autenticità è la parola chiave. A fine 2024, è stato inaugurato il “Giardino delle Api”, un’area green didattica nata dalla volontà del Comune di Valfornace con il Consorzio Apicoltori di Macerata e la rete nazionale de Le Città del Miele.

Camerino

marche-camerino-rocca-borgesca
Camerino, panorama dalla rocca Borgesca ©Anna Maria De Luca

Tra la valli del Chienti e del Potenza, a quasi settecento metro di altezza e nonostante le devastazioni del terremoto del 2016, Camerino, bandiera arancione dal 2009, domina dalla sommità del colle la grande conca delimitata a sud-est dai Sibillini. Tra i luoghi più iconici, la Basilica di San Venanzio Martire, con all’interno la statua argentea del santo, la cinquecentesca Rocca di Cesare Borgia poi restaurata da Giovanni Maria Varano, l’orto botanico diviso in due parti: una ottocentesca con alberi secolari, l’altra con specie erbacee, arbustive e arboree suddivise per aree tematiche, dove si produce un ottimo miele di castagno.

Camerino è un inatteso scrigno di arte tra colline, torri, castelli e querce secolari. Per dormire, villa Fornari Terra del torrone de.c.o. da un’antica ricette camerinense e del ciauscolo.

Camerino è anche centro religioso importante: nella basilica di San Venanzio martire, con le reliquie del Santo, è punto centrale di partenza della Corsa alla Spada e al Palio simbolo di una comunità. .

Urbisaglia

marche-riserva-naturale-Urbisaglia-alveari
Alveari nella riserva naturale di Urbisaglia ©Anna Maria De Luca

Tutti ricordano la sua rocca trapezoidale: era l’immagine del francobollo da 750 lire. Distesa sul crinale del colle San Biagio, Urbisaglia, antica e grande città del Piceno, conserva un Parco Archeologico di rilevanza nazionale. I monaci arrivarono da Milano per costruire la loro abbazia usando anche pietre della città romana di Urbs Salvia che era stata distrutta da Alarico tra il 408 e il 410 e poi abbandonata: oggi l’abbazia di Chiaravalle di Fiastra (parzialmente danneggiata dal terremoto dell’ottobre 2016) è un gioiello e risale al 1142 quando il duca di Spoleto, Guarnierio II, decise di donare ai monaci Cistercensi un territorio vicino al fiume Fiastra.

La riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra è una vera oasi di spiritualità naturale: ben 1825 ettari attorno all’abbazia che ancora mostrano le tracce evidenti del lavoro dei monaci. Oggi è gestita dalla Fondazione Giustiniani Bandini ed ha tre aree distinte: la Riserva Naturale orientata, la Riserva antropologica e l’Area di protezione. Ed è proprio nella Riserva che le api hanno trovato un ambiente ideale per vivere e produrre il miele. Accanto all’abitazione del parroco, che… vive e protegge le sue api facendo un miele buonissimo e del tutto naturale.

Marche-strada-del-miele
©Anna Maria De Luca

A testimoniare l’importante passato di Urbisaglia, colonia romana del II secolo a.C., resta l’anfiteatro del I sec. d.C., il più importante teatro delle Marche per forma e dimensioni, l’unico in Italia che conserva ancora decorazioni pittoriche.

Urbs Salvia ha infatti il parco archeologico più grande della Regione: ben 40 ettari dalla cima del colle fino a fondovalle.

Era infatti il centro più grande nella valle del fiume Fiastra, attraversata dalla via Salaria Gallica, e cosi la ricorda Dante nella Divina Commedia nel Paradiso (XVI, 73 – 78): “Se tu guardi Luni e Urbisaglia/ Come son ite e come se ne vanno/ Di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia/ Udir come le schiatte si disfanno/ Non ti parrà cosa nova né forte/ Poscia che le cittadi termine hanno”.

Matelica

marche-teatro-di-Matelica
Teatro di Matelica ©Anna Maria De Luca

Nell’unica valle marchigiana che si sviluppa da nord a sud, Matelica porta in sé le tracce di Enrico Mattei. Patria del Verdicchio di Matelica, una delle più importanti DOCG marchigiane nella versione riserva, non a caso è anche Città del Vino, oltre che del Miele: qui è nato il Melitites, il primo vino al miele cantato anche da Plinio Il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

Passeggiare nel borgo antico significa tornare indietro nel tempo e scoprire delle rarità come il Globo, un orologio solare unico al mondo progettato oltre 2000 anni fa o ammirare, nella vicina frazione di Braccano, i murales realizzati dagli studenti dell’Accademia di Brera, Urbino e Macerata.

Braccano, una galleria d’arte a cielo aperto

marche-Murales-Braccano
Murales a Braccano ©Anna Maria De Luca

Fuori dalle mura di Matelica, bagnata dal torrente che scende dall’abbazia di Roti, Braccano è strategico luogo di partenza per le escursioni naturalistiche nella Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Canfaito.

Dagli anni Duemila Braccano è diventata una galleria di arte a cielo aperto con i suoi murales realizzati da artisti affermati ma anche dagli studenti delle Accademie di Brera, Macerata e Urbino.

Informazioni: sul sito della Strada del Miele di Macerata

Testo e foto di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com