L’Italia “presa d’assalto” dal turismo di massa favorito da influencer e torbide influenze.

Quali sono, di preferenza, i luoghi che gli Italiani “prendono d’assalto” in determinati periodi dell’anno, nelle festività consacrate e nei giorni incastrati tra i numerosi “ponti” studiati a tavolino?
Ecco un ventaglio di risposte: le città turistiche anzitutto; quelle storiche che da secoli rappresentano il sogno ricorrente di sposini in viaggio di nozze, di turisti stranieri assetati di sapere e sapori, di numerosissimi italiani per i quali una vacanza a Firenze, Venezia o Roma (magari mordi e fuggi se il tempo a disposizione o le finanze sono avari) rappresenta un bisogno psicologico ineludibile per poter poi dire: ci sono stato.
Poi vengono “prese d’assalto” le campagne, con le cascine al nord e le masserie al sud, entrambe fornite degli immancabili prodotti a chilometro zero dotati di irrinunciabile etichetta “Bio”.
Vengono affollate le sponde di laghi grandi e piccoli, i tipici borghi, che in Italia sono migliaia, per finire – con la bella stagione – con le moltissime spiagge, sempre più all inclusive, con prezzi per servizi in proporzione.
Un tempo, si scoprivano i luoghi poco per volta; per scelta personale, perché gli amici segnalavano nuove mete e perché gli addetti ai lavori promuovevano luoghi, città, creando i famosi pacchetti, ora inflazionati e disponibili in infinite varianti e possibilità. Persino giornali e riviste famosi propongono tour selezionati e guidati da firme prestigiose della carta stampata.
Ma tutto cambia e si evolve velocemente, e in questo naturale processo ci si imbatte in una novità quasi assoluta: il turismo di massa favorito da influencer, addirittura oscurato dall’ombra di possibili intrusioni camorristiche!
Le cronache d’agenzia prima, con le conseguenti interviste tivù e le riprese con articoli di quotidiani e periodici, hanno portato alla ribalta – anzi, reso virale – il caso della piccola Roccaraso, gioiellino invernale dell’Abruzzo forte e gentile che è stato letteralmente invaso (o preso d’assalto) da centinaia di pullman e migliaia di visitatori e turisti, in gran parte sciatori della domenica provenienti da Napoli città e da altri centri della Campania.
Panico generale: code chilometriche e continue lungo la statale d’accesso al paese (1500 anime in tutto); parcheggi di pullman intasati da oltre duecento veicoli nel fine settimana appena trascorso; oggetti e rifiuti d’ogni genere lasciati sui campi innevati.
Sicuramente molti avranno sciato, ma è impensabile l’abbiano fatto le oltre ventimila persone trasportate dai pullman e felici di intonare jamme-ja-funiculì-funiculà durante il viaggio. La tranquilla Roccaraso percorsa da una invadente marea umana, quasi come il lungomare di Gaza di questo periodo.
Le autorità locali – sindaco in testa – sono corse ai ripari con arrivi contingentati, appelli a comportamenti rispettosi per l’ambiente (tsé) e il decoro (doppio tsé). Ma i loro sforzi brancolano nel timore di più oscuri sviluppi, da quando l’esuberante tiktoker napoletana Rita De Crescenzo (quasi due milioni di follower) ha promesso che riporterà a Roccaraso nuove folle di gitanti-turisti-sciatori, che con 30 € si pagano l’intera giornata: bus, pasti, escursioni, eccetera.
Le autorità civili e politiche locali paventano altre sgradite ingerenze: quelle dei trafficoni legati a clan camorristici, probabili suggeritori o addirittura sponsor di “nuove vie” promozionali per un turismo finalmente inclusivo: quello dei tiktoker d’assalto.
del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































