Roma caput mundi: la capitale è vivace e frizzante quando in autunno riprende a scorrere la vita.e la stagione culturale rinasce. Date calde:dal 14 al 25 ottobre 2026 quando si svolgerà la Festa del Cinema di Roma. Sarà la XXI a edizione e promette un red carpet di gran classe.
Come sempre il Festival si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica e sarà inaugurata dal nuovo film di Paolo Genovese “Il rumore delle cose nuove”.
E’ un momento magico per gli amanti del cinema e tutta Roma diventerà un set in movimento durante il quale incontrare registi, attori e assistere ad anteprime internazionali.
E’ un appuntamento perfetto per godere della celebre ottobrata romana coniugata al piacere del grande cinema. A differenza di altri festival, questo di Roma è davvero aperto a tutti gli appassionati e tante sono le occasioni da non perdere.
Ad esempio il lungo red carpet all’interno del caveo dell’Auditorium è un palcoscenico aperto, libero e gratuito dove sfilano le star internazionali che si attendono dietro gli spazi transennati. Tutte gratuite anche le tante masterclass e gli eventi speciali collegati al Festival.
La città partecipa attivamente: molte le proiezioni speciali, gli incontri con le star e egli eventi alla Casa del Cinema ( casadelcinema.it ) dentro a Villa Borghese, in centro città. Occasione d’oro per osservare il foliage cittadino, non meno affascinante di quello dei boschi. Al tramonto, sul Lungo Tevere o tra i viali di Villa Borghese, la luce si fa morbida e l’atmosfera diventa quella delle grandi pellicole ambientate in città. Una per tutte “La Grande Bellezza” di Sorrentino. casadelcinema.it
Il Festival del Cinema di Roma a differenza di altri festival non richiede iscrizione e i biglietti si possono acquistare singolarmente. Le prevendite on-line si acquistano circa una settimana prima oppure direttamente presso la biglietteria dell’Auditorium parco della Musica. romacinemafest.it
Tuscia dorata
Sazi di film e di incontri, si va verso nord verso la Tuscia laziale. Civita di Bagnoreggio, arroccata sullo sperone di tufo e il Bosco del Sassetto, sono mete dolci dove camminare nella nebbia mattutina alla ricerca delle inquadrature cinematografiche. Siamo tra i borghi estruschi dove il paesaggio è un set ideale che ha conquistato tanti registi.
Il borgo di Civita è stato il set del fim “I due colonnelli” con Toto’ e luogo che ha ispirato il grande Miyazaki per “Il Castello nel cielo”. Le stesse atmosfere fiabesche che ritornano nel monumentale Bosco del Sassetto dove Matteo Garrone ha ambientato il mondo magico e surreale de “Il Racconto dei Racconti”
Pare che Garrone non disdegnasse i pici con il cinghiale innaffiati da un calice di Est!Est!Est, mentre Totò tra un ciak e l’altro ordinava del vino locale. Qui nella città del tufo l’autunno è il trionfo di funghi, castagne, tartufi e cinghiale. Per le migliori pappardelle al cinghiale si va All’Osteria al Forno di Agnese, un’istituzione a Civita di Bagnoregio. daagnesecivitadibagnoregio.it
Altro indirizzo sicuro, “C’era una volta…l’Hostaria”, in pieno centro storico di Bagnoregio. E’ il trionfo dei sapori dell’autunno; non perdete gli gnocchi di zucca fatti in casa con gorgonzola e tartufo fresco.
Si va a Firenze per : “50 Giorni di Cinema”
Sono vent’anni che questa rassegna storica “50 Giorni di Cinema a Firenze” anima il capoluogo toscano con culture e storie che vengono da tutto il mondo. Il cinema d’autore dilaga in città dall’8 ottobre al 10 dicembre 2026.
Tramonto a Firenze
Si tratta della rassegna cinematografica più grande e più lunga d’Italia. Questo non è un singolo festiva ma l’unione di 9 storici festival cinematografici internazionali. Una vetrina internazionale per Firenze che ha in cartellone produzioni cinesi, del Medio Oriente, del cinema francese per citarne alcuni.
La città sarà in fermento; non solo cinema ma tanti eventi e masterclass dove incontrare registi e attori delle tante comunità del festival. Da città golosa, Firenze offre anche diverse occasioni per i gastroturisti. Tanti i bistrot cittadini che accoglieranno le cucine dei film e dei paesi che passeranno sugli schermi. Tanti anche i workshop e le cene a tema.
Sulla Via Chiantigiana verso cantine e frantoi
Dopo le tante ore passate davanti allo schermo, è ora muoversi lentamente verso la bella Siena. Si prende la Via Chiantigiana e ci si tuffa nell’autunno toscano a cavallo tra vendemmia e spremitura delle olive.
Tra Greve in Chianti e Castellina in Chianti si vede la vendemmia tardiva e si va nei frantoi per assaggiare l’olio nuovo. Al Frantoio del Grevepesa, vicino a Greve in Chianti, il tour sensoriale dell’olio affina i sensi e le passeggiate tra gli oliveti d’autunno si osserva la raccolta delle olive. frantoiogravepesa.com
A Panzano in Chianti, nella cantina il Palagio di Panzano, Monia e Franco conducono i visitatori tra le loro vigne biologiche che si concludono con intense degustazioni in cantina. palagiodipanzano.com
Un viaggio in Egitto dal Cairo all’oasi di Siwa passando da Alessandria ed El Alamein, racconta una destinazione sorprendentemente varia: piramidi millenarie, musei rinnovati, memoriali italiani della Seconda guerra mondiale, una costa mediterranea in piena trasformazione e le dune remote del deserto occidentale. Testo e foto di Eugenio Bersani
Ci sono viaggi che sembrano attraversare più Paesi in uno solo. Si parte e arriva a Il Cairo, per proseguire verso Alessandria, poi El Alamein e infine l’oasi di Siwa e indietro.
Si parte dalle piramidi che hanno definito l’immaginario collettivo sull’Egitto per arrivare, pochi giorni dopo, tra le dune e le sorgenti di un’oasi che sembra appartenere a un altro mondo a 60 km dal confine con la Libia.
Nel mezzo, una costa mediterranea che si sta reinventando e un capitolo di storia europea che in Italia si studia sui libri di scuola, ma che fa emozionare e che qui si può ancora toccare con mano.
Il Cairo, tra storia millenaria e vita contemporanea
Dal ventiduesimo piano, il rumore incessante del Cairo si trasforma in una sorta di respiro sordo e continuo, un brusio indistinto di clacson, muezzin e vita urbana che sale dalla città come una colonna sonora impossibile da spegnere, ma che ha un suo fascino ritmico ed ipnotico.
Il Cairo accoglie con il suo traffico incessante, il caldo secco e, poco fuori dal centro, con l’altopiano di Giza. Vedere le Piramidi da vicino, con la Sfinge che le sorveglia da millenni, resta un’esperienza che nessuna fotografia riesce davvero a restituire: è la scala a colpire, l’idea che blocchi di pietra di quelle dimensioni siano stati spostati e sollevati oltre quattromila anni fa.
A pochi chilometri di distanza, il Grande Museo Egizio rappresenta la tappa più attesa da chi torna in Egitto dopo qualche anno. Il GEM richiederebbe almeno due giorni per essere visitato ed è difficile raccontarlo in poche righe.
Rispetto al vecchio Museo Egizio di piazza Tahrir, la differenza è sostanziale: spazi ampi, percorsi museali moderni, un allestimento pensato per raccontare la civiltà faraonica senza l’affollamento e la polvere che caratterizzavano la sede storica.
È qui che è confluita anche gran parte del tesoro di Tutankhamon, finalmente esposto in una sequenza che ne restituisce il valore. Di fronte alla maschera funeraria del mitico faraone è difficile sottrarsi al magnetismo di quello sguardo immobile e misterioso.
La Cittadella del Cairo, fortezza di Saladino, racchiude la celebre Moschea di Alabastro, il cui interno incanta per la miriade di lampade sospese che creano un’atmosfera magica tra i marmi e le grandi cupole.
In questa antica chiesa, che custodisce la cripta del rifugio della Sacra Famiglia in fuga verso l’Egitto, si respira una spiritualità intensa e senza tempo; non è raro scorgere un anziano fedele che, commosso, bacia con devozione i paramenti delle statue sacre. Un viaggio unico che unisce anime culturali e mistiche profondamente diverse.
Il contrasto con il caos ordinato di Khan el-Khalili, il grande bazar che si attraversa tra artigiani, spezie, ottonai e venditori di tappeti, è netto ma naturale: è lo stesso Cairo che tiene insieme fede, commercio e vita quotidiana da secoli.
Quindi mangiare da Naguib Mahfouz, nel cuore del bazar, aggiunge un tassello letterario al racconto: il ristorante porta il nome del premio Nobel egiziano che ha reso proprio questi vicoli protagonisti dei suoi romanzi.
Una cena su una delle imbarcazioni che solcano il fiume nel cuore della città offre una prospettiva diversa su Il Cairo: i grattacieli si accendono, il traffico si allontana, e il fiume che ha reso possibile l’intera civiltà egizia scorre placido sotto le luci, accompagnati dalla musica araba e dall’immancabile danza del ventre.
Il viaggio verso Alessandria, un paio d’ore di strada dal Cairo, segna un cambio di registro netto. La città che fu crocevia di culture greca, romana ed egizia nell’antichità mantiene ancora oggi un carattere diverso dalla capitale, più aperto verso il mare.
La Biblioteca di Alessandria, inaugurata nel 2002 sul sito che ospitava l’antica biblioteca distrutta nei secoli, è oggi uno dei simboli della rinascita culturale egiziana: un disco inclinato rivolto verso il Mediterraneo, capace di ospitare milioni di volumi e diventato un polo di ricerca oltre che un’attrazione architettonica.
Poco distante, le catacombe di Kom el-Shoqafa — tra i più importanti siti funerari di epoca romana in Egitto — e la Colonna di Pompeo raccontano invece un’Alessandria sotterranea e monumentale, fatta di sincretismi tra iconografia egizia e stile greco-romano.
La Cittadella di Qaitbay, costruita nel XV secolo sul sito dove sorgeva l’antico Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico, chiude idealmente il cerchio: dalle sue mura si osserva un lungomare che vive ancora del suo passato di porto cosmopolita, con la luce del Mediterraneo che qui è già diversa da quella del Cairo.
El Alamein, tra memoria e nuovo sviluppo turistico
Da un lato la nuova Alamein City, uno dei più ambiziosi progetti di sviluppo urbano e turistico dell’Egitto contemporaneo: torri residenziali, un grande centro commerciale, una passeggiata turistica affacciata sul mare e una marina che punta a fare della zona una nuova riviera mediterranea per il mercato interno ed estero.
Dall’altro lato, El Alamein resta uno dei luoghi simbolo della Seconda guerra mondiale, teatro nel 1942 di una delle battaglie decisive del fronte nordafricano.
Per un visitatore italiano, la tappa più significativa è il Sacrario Militare Italiano di El Alamein, che raccoglie i resti di oltre 4.800 soldati caduti nella campagna d’Africa: un edificio sobrio, a forma di grande torre quadrata, circondato dal deserto, che restituisce con la sua architettura essenziale il peso della memoria più di qualunque descrizione.
Camminare tra queste mura suscita un’emozione profonda e lacerante. L’atmosfera qui appare immobile, sospesa in un eterno presente dove la luce accecante del sole e la geometria rigorosa della struttura si fondono con il silenzio del deserto, custode eterno del sacrificio di migliaia di connazionali.
A suggellare questo sentimento è la celebre e straziante iscrizione “Mancò la fortuna, non il valore“, che ancora oggi rende onore al coraggio dei soldati perduti e fa rifletterenel contempo, con la forza disarmante del silenzio, l’assoluta e tragica inutilità di tutte le guerre.
Poco distante sorge anche il Cimitero militare tedesco di El Alamein, una struttura ottagonale in pietra che ricorda un fortino medievale, dove sono sepolti oltre 4.200 soldati della Wehrmacht e dell’Afrika Korps.
È forse il contrasto più forte di tutto il viaggio: la storia del Novecento europeo e lo sviluppo turistico del XXI secolo che convivono nello stesso tratto di costa.
Da El Alamein, il viaggio verso Siwa attraversa il deserto occidentale per diverse ore, in un cambio di paesaggio totale: la costa lascia il posto a un mare di sabbia e roccia che si interrompe soltanto quando, all’improvviso, appare l’oasi.
Siwa è uno dei luoghi più isolati e identitari d’Egitto, storicamente legato alla cultura berbera più che a quella araba. La fortezza di Shali, costruita interamente in kershef — un impasto di argilla, sale e tronchi di palma tipico dell’architettura locale — domina il centro dell’oasi con le sue rovine erose dalla pioggia e dal tempo, uno scenario quasi lunare al tramonto.
Poco fuori dal centro abitato, la sorgente di Cleopatra, una polla d’acqua naturale che secondo la tradizione locale fu utilizzata proprio dalla regina egiziana, offre un momento di sosta tra le palme dove ci si può fermare a pranzare osservando le evoluzioni dei giovani che si tuffano nella vasca della sorgente.
Un’altra esperienza da non perdere è immergersi nelle vasche salate delle antiche cave di Siwa. L’acqua, densissima di sale, sostiene il corpo senza sforzo, quasi si galleggiasse nell’aria.
Attorno, crateri bianchi e cristalli scintillanti disegnano un paesaggio che ricorda più la superficie lunare che il deserto egiziano. Un bagno che è insieme relax, curiosità scientifica e straniamento visivo, in uno scenario che sembra appartenere a un altro pianeta.
Attorno, l’artigianato locale — cesti intrecciati, argenti lavorati secondo tecniche tramandate da generazioni — e una cucina che unisce ingredienti berberi e influenze egiziane completano il ritratto di una comunità che ha saputo mantenere una propria identità forse proprio per l’isolamento geografico.
Chi vuole spingersi oltre l’oasi vera e propria può addentrarsi nel Grande Mare di Sabbia, l’immenso deserto che si estende a ovest di Siwa fino al confine con la Libia.
A bordo di un fuoristrada 4×4, guidati da autisti beduini che conoscono ogni piega di queste dune — alcune alte oltre 200 metri — il paesaggio si trasforma in una sequenza di saliscendi mozzafiato, tra sabbia dorata e silenzio quasi assoluto. Le jeep affrontano i pendii più ripidi con manovre decise, regalando un’esperienza al confine tra il safari e l’adrenalina pura.
Al tramonto, quando la luce si fa più morbida e le temperature calano, è il momento ideale per il sandboarding: scivolare lungo i fianchi delle dune su una tavola, con il cielo che vira dall’arancione al viola, è uno dei momenti più fotografati dell’intero deserto occidentale.
Il tour prevede spesso soste in sorgenti termali nascoste tra le rocce, dove immergersi dopo ore di sabbia è un piccolo lusso naturale, e incontri ravvicinati con fossili marini antichissimi, testimonianza che questo deserto, milioni di anni fa, era il fondale di un mare.
Tra Cairo e Alessandria si trovano piatti classici della cucina egiziana come il koshari (riso, lenticchie, pasta e salsa di pomodoro piccante), il ful medames e il molokhia. Ad Alessandria il pesce fresco del Mediterraneo, spesso servito alla griglia nei ristoranti sul lungomare, è una tappa quasi obbligata. A Siwa la cucina cambia registro: piatti a base di datteri e olive, coltivati nell’oasi da secoli, accompagnano carni e zuppe cucinate secondo tradizioni berbere.
Luglio è alta stagione dal punto di vista climatico ma bassa per il turismo internazionale: le temperature diurne possono superare i 38-40°C al Cairo e nel deserto, mentre la costa di Alessandria ed El Alamein offre un clima più mite grazie alla brezza marina. Gli spostamenti tra le città avvengono su strada; il tragitto più lungo è quello tra El Alamein e Siwa, diverse ore attraverso il deserto occidentale, da programmare preferibilmente nelle ore più fresche della giornata.
I cittadini italiani necessitano di un visto d’ingresso, ottenibile all’arrivo in aeroporto o online prima della partenza al costo di 27€. La valuta locale è la lira egiziana; è consigliabile avere anche una piccola disponibilità in euro per alcune spese minori. Nei luoghi di culto — moschee in particolare — è richiesto un abbigliamento adeguato, con spalle e ginocchia coperte e, per le donne, un velo per l’accesso alle aree di preghiera.
Un itinerario di questo tipo si rivolge a un pubblico ampio ed eterogeneo: agli appassionati di storia antica, che trovano nelle piramidi, nel Museo Egizio e nei siti di Alessandria un concentrato più unico che raro.
A chi ha un legame, anche solo culturale, con la memoria della Seconda guerra mondiale, che ad El Alamein trova due dei memoriali più toccanti d’Europa fuori dal continente; a chi cerca un mare ancora in fase di scoperta turistica, come quello della nuova Alamein City; e a chi è disposto a spingersi oltre le mete più note per raggiungere un luogo remoto e identitario come Siwa. È, in definitiva, un viaggio che tiene insieme pubblici diversi proprio perché rifiuta di essere un’unica cosa sola.
Come arrivare: Il mezzo più rapido è l’aereo. L’Egitto è servito da importanti aeroporti internazionali, tra cui il principale è l’Aeroporto Internazionale del Cairo
Compagnie Aeree
La compagnia aerea di bandiera è Egyptair con voli diretti quotidiani da Milano e Roma. La compagnia low cost Wizzair vola al Cairo da Malpensa 3 volte la settimana
Quando andare – Clima: Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, quando le temperature sono piacevoli (tra i 20°C e i 30°C) ed ideali per le escursioni archeologiche. L’estate (da giugno a settembre) è caldissima.
Dove dormire: Al Cairo le zone migliori sono l’isola di Zamalek (tranquilla e centrale) o vicino alla piana di Giza se desideri una camera con vista sulle Piramidi. Straordinaria la vista sul Nilo dall’Hotel Sheraton al Cairo specialmente al tramonto e di notte.
Dove mangiare: Nei ristoranti locali o all’interno dei mercati storici (come il Khan el-Khalili al Cairo). I piatti tipici assolutamente da non perdere includono il Koshari (piatto nazionale a base di riso, pasta, lenticchie e salsa di pomodoro piccante), i Falafel egiziani (fatti con fave invece che ceci), il Foul Mudammas e le grigliate di carne come Kebab e Kofta. Evita il cibo di strada crudo e bevi solo acqua confezionata.
Fuso orario: L’Egitto adotta l’ora standard dell’Europa orientale (EET). Di norma è 1 ora avanti rispetto all’Italia. Durante i periodi di passaggio all’ora legale (se applicata in modo differente nei due paesi), la differenza potrebbe temporaneamente annullarsi o variare.
Documenti: Per i cittadini italiani è necessario il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Solo per motivi di turismo, è possibile l’ingresso anche con la carta d’identità cartacea o elettronica valida per l’espatrio (con validità residua di almeno 6 mesi), accompagnata da due foto formato tessera (indispensabili per ottenere il visto in aeroporto). Il visto d’ingresso turistico si ottiene all’arrivo in aeroporto (costo di circa 25 dollari o equivalente in euro) oppure online prima di partire tramite il portale ufficiale Egypt e-Visa.
Vaccini:Nessun vaccino obbligatorio per chi proviene dall’Italia. È richiesto il vaccino contro la febbre gialla solo per i viaggiatori provenienti da zone a rischio di trasmissione. Sono consigliati i vaccini generici (Epatite A e B, Tetano) e il classico kit di medicinali contro i disturbi gastrointestinali.
Valuta: La moneta ufficiale è la Sterlina Egiziana (EGP). Le carte di credito sono ampiamente accettate nei resort, negli hotel e nei negozi grandi, ma i contanti (in valuta locale) sono indispensabili per mance, piccoli acquisti e nei mercati storici. Euro e Dollari sono accettati molto volentieri, ma conviene sempre avere moneta locale.
Elettricità: Tensione a 220V con frequenza a 50Hz. Le prese elettriche sono prevalentemente di Tipo C e F (le classiche prese a due poli rotondi europee). Generalmente non serve un adattatore per le spine italiane a due poli, ma potrebbe servire per le spine a tre poli con messa a terra.
Lingua: La lingua ufficiale è l’Arabo. Nelle località turistiche, negli hotel, nei musei e nei mercati l’Inglese è parlato fluentemente. Anche l’italiano e il francese sono discretamente diffusi tra le guide e i commercianti locali.
Religione: La maggioranza della popolazione è di fede Islamica (prevalentemente sunnita), con una significativa minoranza di cristiani copti. È fondamentale rispettare le usanze locali: l’accesso alle moschee richiede di togliersi le scarpe e, per le donne, di coprire capo, spalle e gambe.
Abbigliamento: Si consigliano abiti leggeri in fibre naturali (cotone, lino) per il giorno e occhiali da sole, cappello e crema solare. Per le escursioni nei siti religiosi e nelle città (come Il Cairo), prediligi un abbigliamento sobrio che copra spalle e ginocchia. Per le serate invernali o la notte nel deserto, porta una felpa o una giacca leggera perché l’escursione termica è notevole.
Shopping: I souvenir più famosi includono spezie profumate, essenze e profumi, oggetti in alabastro lavorato a mano, cartigli in argento o oro, papiri dipinti e abiti in cotone egiziano. Nei mercati (suq) la cultura del mercanteeggiare sul prezzo è un vero e proprio rituale sociale ed è considerata la norma.
Eventi: Tra le manifestazioni più suggestive c’è il Festival del Sole ad Abu Simbel (che si tiene due volte l’anno, a febbraio e ottobre), durante il quale i raggi del sole penetrano nel santuario illuminando la statua del Faraone Ramses II. Molto sentito è anche il mese del Ramadan, durante il quale l’atmosfera notturna nelle città si fa vivace e festosa dopo il tramonto.
Suggerimenti:
Mance (Baksheesh): In Egitto la mancia è una consuetudine radicata per qualsiasi servizio (autisti, guide, camerieri, custodi dei templi). Tieni sempre a portata di mano banconote di piccolo taglio.
Acqua: Non bere mai acqua del rubinetto e non usare ghiaccio nelle bevande fuori dai grandi resort. Usa l’acqua in bottiglia sigillata anche per lavarti i denti.
Il borgo di montagna di Villetta Barrea è una meta molto apprezzata per ammirare il foliage. Ad ottobre ospiterà due eventi che faranno conoscere il borgo e i sapori autentici della tradizione.
Scorci di Villetta Barrea @Gabriele Laganà
Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei più antichi parchi d’Italia, sorge un piccolo ma incantevole borgo di montagna che merita di essere visitato in qualsiasi stagione: Villetta Barrea.
Situato in Abruzzo, a quasi 1000 metri d’altitudine tra il Monte Mattone ed il Monte Sterpi d’Alto, questo piccolo centro abitato si affaccia sul lago di Barrea, grande bacino artificiale creato dallo sbarramento del fiume Sangro.
In autunno Villetta Barrea, conosciuto anche come il “Borgo dei cervi” per la sua straordinaria armonia con la natura e la fauna selvatica, si trasforma in un luogo a dir poco magico.
Ammirare il foliage
Paesaggi di Villetta Barrea in autunno @Ugo Cassi
Villetta Barrea è una meta molto ambita per ammirare il magnifico spettacolo del foliage. Da metà autunno e per qualche settimana, infatti, le montagne che circondano il borgo si vestono di calde tonalità.
Le grandi distese di boschi di faggio, le querce, i pioppi, i salici e una speciale varietà di pini chiamati proprio Pini Neri di Villetta Barrea si colorano di tinte che vanno dal giallo intenso al rosso. Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.
Camminare nella natura in questo periodo è pura poesia. Le folle dell’estate sono svanite, il silenzio che ammanta ogni cosa è infranto solo dal verso di qualche animale, la bellezza dei paesaggi scuote l’anima.
Chi vuole compiere una semplice passeggiata per ammirare il foliage può scegliere di seguire il percorso sul lungofiume. Questo sentiero parte dal centro del paese e raggiunge il lago. Alcune centinaia di metri di forti suggestioni.
Il fruscio del vento tra le foglie colorate e il suono dello scorrere dell’acqua alimentano quell’atmosfera di tranquillità assoluta che contraddistingue il borgo.
Se si sceglie di effettuare una vera e propria escursione nella natura, allora la scelta ideale è quella di raggiungere la Camosciara, conca coperta dal bosco situata nelle immediate vicinanze del borgo, che racchiude in pochi ettari tutte le caratteristiche più affascinanti del Parco nazionale d’Abruzzo.
Ci sono due possibilità per raggiungere questo luogo dominato da una natura incontaminata: si può percorrere la normale strada asfaltata o seguire un itinerario naturalistico che parte dal centro abitato ed attraversa la montagna.
In entrambi i casi si raggiunge il Piazzale, punto dal quale partono diverse suggestive e facili passeggiate nella natura. Un’avventura che davvero scalda i cuori.
Comunità, condivisione, convivialità
A Villetta Barrea nel corso dell’anno si svolgono diversi importanti eventi. Comunità, condivisione e convivialità:è a questi valori che si ispira la manifestazione “Villetta Borgo Autentico D’Italia” che si terrà nel weekend del 10-11 ottobre.
Lo spirito delle due giornate è una dichiarazione d’amore per la propria identità e un invito a vivere il paese con lentezza, consapevolezza e senso di appartenenza, assecondando il pensiero e partecipando a eventi, passeggiate e laboratori.
Questa manifestazione racchiude l’essenza di un borgo vivo e attivo attraverso tre pilastri fondamentali:
- saperi e sapori tra i vicoli del centro storico, in cui prendono vita memoria e tradizioni, artigianato locale, mestieri antichi ma attuali e musica popolare che si intrecciano con le ricette autentiche e i prodotti a km 0, trasformando il cibo e la cultura materiale in strumenti per tramandare le radici del territorio.
- accoglienza ed ospitalità: l’evento accoglie i visitatori non come semplici turisti, ma come parte di una comunità aperta, conviviale e genuina.
– armonia con il territorio: la natura del Parco Nazionale è protagonista attiva. Tra passeggiate lungo il Sangro e visite guidate nel borgo, la festa promuove la tutela dell’ambiente e dei ritmi naturali come beni comuni da custodire.
“Il nostro Comune è da anni parte attiva della rete dei Borghi Autentici d’Italia, condividendone appieno la vision e i valori fondanti quali la tutela dell’identità locale, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali e, soprattutto, l’idea che il patrimonio più grande di un borgo sia la sua comunità residente. Giunta quest’anno alla sua ottava edizione, la manifestazione non rappresenta soltanto una vetrina per la promozione e l’attrattività turistica del territorio, ma costituisce un’importante occasione per consolidare, rafforzare ed esaltare il senso di comunità. È un momento cruciale dell’anno in cui l’intero paese si mobilita con passione, coesione e spirito d’accoglienza per mostrare l’anima più vera e operosa del nostro borgo”, ha dichiarato Giuseppina Colantoni, sindaco di Villetta Barrea.
Quest’ultima ha anche spiegato che l’organizzazione ha predisposto per l’occasione un ricco ventaglio di iniziative – tra cui laboratori esperienziali, visite guidate nei luoghi storici e più caratteristici del paese, esperienze autentiche della tradizione e nella natura – “pensate appositamente per consentire a ogni partecipante di essere non un semplice visitatore bensì un ‘cittadino temporaneo e custode del borgo’, capace di vivere pienamente il paese”.
Un evento a tutto gusto
“Sapori e Profumi d’autunno” a Villetta Barrea @Ugo Cassi
Per celebrare l’autunno, per certi versi la stagione più suggestiva dell’anno, il 31 ottobre 2026Piazza L. Dorotea, nel cuore del borgo, si animerà con l’evento “Sapori e Profumi d’Autunno”. Un appuntamento che, come il nome indica, sarà a tutto gusto e che permetterà di scoprire l’animo più saporito di Villetta Barrea.
Uno scenario da fiaba: i comignoli che fumano sul far della sera, i profumi che invadono le stradine, gli abitanti e i turisti riuniti tutti insieme per scambiarsi chiacchiere e sorrisi caratterizzeranno la serata.
A partire dalle ore 18:00, l’atmosfera si scalda con caldarroste, vin brulè fumante, cioccolata calda e le tradizionali cancelle con crema di castagne o nutella prodotte artigianalmente dalle signore villettesi.
La serata prosegue alle ore 19:30 con un delizioso piatto che non può mancare: polenta biologica del Bio Agritur “Ru Spenite” al sugo con salsicce delle macellerie locali. Un grande evento per gustare tutti i sapori autentici della tradizione.
Informazioni utili:
Per informazioni si può contattare la Pro Loco Villetta Barrea Aps al numero 0864 89333.
Alicante è una destinazione dall’animo mediterraneo e internazionale. La città sta rafforzando sempre più il posizionamento nel turismo MICE.
Veduta panoramica sulla baia di Alicante con il castello di Santa Barbara affacciato sulla spiaggia del Postiguet @Alicante Turismo
“Oltre il Mare”. È stato questo il tema principale della serata dedicata alla scoperta della città spagnola di Alicante. Nel corso dell’evento, che si è svolto lo scorso giovedì nella cornice di Identità Golose Milano, proprio i rappresentanti di Alicante hanno incontrato gli operatori italiani per illustrare i tanti tesori che la località iberica ha da offrire e le interessanti novità della destinazione.
Oltre alla sua anima leisure, Alicante si conferma come una meta in costante evoluzione. A prova di ciò vi è il fatto che sta rafforzando il posizionamento nel turismo MICE, grazie a un’offerta capace di combinare business, ospitalità, cultura, gastronomia ed esperienze outdoor.
Animo mediterraneo ed internazionale
Alicante coniuga il fascino mediterraneo con una visione moderna e internazionale. Non è un caso che la città sia stata riconfermata per la sesta volta consecutiva come porto di partenza di The Ocean Race, la leggendaria regata intorno al mondo che tornerà a salpare dalle sue coste a gennaio 2027.
Questo dinamismo si riflette anche nello sviluppo urbano: tra il 2026 e il 2027 il centro cittadino vedrà l’inaugurazione di nuovi hotel e dell’apertura dell’International Cigarreras Museum, un innovativo polo espositivo e congressuale nato dalla riqualificazione dell’ex Fabbrica di Tabacco.
Dal business al tempo libero
A supportare la proposta MICE sono in modo particolare le infrastrutture dedicate agli eventi, tra cui spiccano l’ADDA–Auditorio de la Diputación de Alicante e l’Alicante Convention Bureau.
Senza dimenticare che la città conta oggi 50 strutture alberghiere, 4.031 camere e 8.299 posti letto, con un’offerta che va da una a cinque stelle e comprende 2 hotel 5 stelle e 18 hotel 4 stelle.
Un altro elemento strategico per il mercato italiano è l’accessibilità. L’aeroporto di Alicante-Elche, a circa 12 chilometri dal centro città, è collegato direttamente tutto l’anno con Milano Malpensa, Milano Bergamo, Roma Fiumicino, Venezia, Napoli e Catania. I collegamenti aerei aumentano durante la stagione estiva con le tratte verso Bologna, Bari e Torino.
Altro elemento che caratterizza Alicante è la possibilità di costruire programmi che combinano momenti professionali ad altri meno ufficiali che, però, consentono di andare alla scoperta del territorio. Meeting, congressi e incentive possono essere affiancati da tour gastronomici e degustazioni, visite al Castello di Santa Bárbara, escursioni a Tabarca, cooking class, tour in bicicletta e attività in mare,
Il mare
Il porto turistico di Alicante, da cui partirà The Ocean Race a gennaio del 2027 @Alicante Turismo
Il mare è parte integrante dell’identità di Alicante. La città vanta 9 chilometri di spiagge sabbiose e 25 chilometri di costa, su cui si affacciano località come San Juan, Cabo de la Huerta, Almadraba, Albufereta, Postiguet, Saladares-Urbanova e Aguamarga.
La destinazione offre inoltre numerose attività nautiche e outdoor, dalla vela alle immersioni, dallo snorkeling al surf e windsurf. Semplicemente suggestiva è Tabarca, unica isola abitata della Comunità Valenciana, riconosciuta come Riserva Marina del Mediterraneo e sito Starlight.
La gastronomia
Alicante vanta anche una ricca offerta gastronomica. Il riso è protagonista di numerose specialità della tradizione locale, accompagnato da prodotti del territorio e dalla produzione vinicola tutelata da una Denominazione di Origine Protetta.
Un patrimonio che nel 2025 ha portato Alicante ad essere nominata Capitale Spagnola della Gastronomia. Un tesoro che oggi può essere scoperto anche attraverso degustazioni, visite alle cantine, tour gastronomici e lezioni di cucina.
Un’esperienza urbana verde
La città punta anche sulla sostenibilità e sulla qualità della vita urbana. La recente pedonalizzazione del centro storico e delle vie commerciali, unita a oltre 50 km di piste ciclabili connesse alle aree naturali, rende Alicante una meta ideale per la mobilità dolce.
L’impegno per l’ambiente riguarda anche il litorale con l’istituzione di una rete di spiagge smoke-free. Inoltre alla celebre spiaggia urbana di El Postiguet è stato assegnato il prestigioso riconoscimento della “Q de CalidadTurística”.
Informazioni utili:
Per saperne di più su Alicante si può consultare il sito del Turismo di Alicante.
Il territorio del Lago di Garda lo si può scoprire anche in autunno. Ecco cosa fare e cosa vedere nel periodo in cui la natura cambia d’abito vestendosi di colori accesi.
Rocca di Garda e l’Eremo San Giorgio, Lago di Garda @Lucio Luigi Rossi 2019
Lago di Benaco o Lago di Garda. Due nomi per una unica meraviglia. Questo bacino lacustre, il più grande lago italiano, è un luogo affascinante in qualsiasi stagione. Ma è in autunno, quando le folle estive si diradano e la natura che lo circonda si colora di calde tonalità, che diventa ancora più magico.
Un vero e proprio paradiso per chi ama le vacanze all’aria aperta, grazie al giusto mix tra la bellezza struggente del territorio e la qualità straordinaria della sua rete di strutture ricettive.
La rete di strutture di Lago di Garda Camping rappresenta la chiave d’accesso perfetta per scoprire tutte le anime del territorio in un’unica, ricca esperienza o attraverso fughe di pochi giorni.
Si può trascorrere un fine settimana rigenerante oppure programmare un soggiorno più lungo, spostandosi da una sponda all’altra.
Scegliere il campeggio in autunno non significa rinunciare alle comodità, anzi. Ci si può far coccolare da piscine riscaldate con idromassaggio o, se il meteo fa i capricci, rifugiarsi in accoglienti aree benessere e spa.
Massima attenzione è riservata anche agli ospiti più piccoli: per questi ultimi sono state realizzate sale giochi indoor.
Percorsi nella natura
Punta San Vigilio, Garda (VR), Lago di Garda @Lucio Luigi Rossi 2019
L’autunno sul Garda è prima di tutto un’esperienza visiva straordinaria. La luce dorata avvolge la costa mentre e il foliage colora i boschi con sfumature rosse, arancioni e gialle.
Le strutture open air diventano la base di partenza ideale per avvincenti escursioni panoramiche. Assolutamente da ammirare sono i castagneti secolari di Toscolano Maderno, la suggestiva Valle dei Molini a Garda, i sentieri del Monte Baldo e i boschi dorati di Tignale e Tremosinesul Garda.
Chi ama muoversi in bicicletta può pedalare lungo la pista ciclabile che parte da Lazise e si snoda lungo la costa, toccando Bardolino e Garda, fino a raggiungere la suggestiva Punta San Vigilio, considerata la “Portofino del Lago di Garda”.
In alternativa vi è la spettacolare ciclabile di Limone sul Garda, con circa 2,5 km di percorso a sbalzo e a picco sulle acque del lago, tra pareti rocciose e panorami mozzafiato.
Chi preferisce il trekking non resterà deluso. I sentieri verso San Zeno di Montagna regalano passeggiate immerse nei castagneti secolari, con ampi balconi naturali affacciati sul lago.
Un’altra esperienza imperdibile è il cammino che da Brentino Belluno conduce al Santuario della Madonna della Corona. Magnifica l’architettura, incastonata nella roccia a picco sulla valle dell’Adige: il luogo di culto lo si raggiunge attraverso sentieri immersi nel silenzio dei boschi.
Un autunno di gusto
Marrone Dop e prodotti di castagna di San Zeno di Montagna, Lago di Garda @Marco Santini
In autunno sono numerosi gli eventi sul Lago di Garda all’insegna del gusto. Uno degli appuntamenti più attesi è la storica Festa dell’Uva e del Vino, che dall’1 al 5 ottobre, accende il lungolago e il centro storico di Bardolino.
Durante la manifestazione si svolgono concerti e spettacoli. Ovviamente non possono mancare stand dove degustare il celebre Bardolino DOC, figlio del microclima lacustre e delle colline moreniche. Una delizia che si può accompagnare ai piatti della tradizione locale.
Dal 2 al 4 ottobre, il centro di Lazise, la rinomata Dogana Veneta e il lungolago ospitano “I Giorni del Miele”, una mostra mercato di livello internazionale dedicata all’apicoltura.
Il 12 ottobre l’appuntamento si sposta in Valpolicella, lungo le strade del vino di un territorio conosciuto in tutto il mondo per la sua tradizione vitivinicola.
Dal 17 ottobre, gli amanti dei sapori di montagna si danno appuntamento a San Zeno di Montagna: qui si svolge la Festa del Marrone, evento che celebra i celebri marroni DOP del Monte Baldo.
Dal 16 al 18 ottobre si può raggiungere Mantova per partecipare al Festival della Sbrisolona, che riempie le piazze rinascimentali della città con show cooking, dolci artigianali e interpretazioni della celebre torta locale.
Intorno all’11 novembre Peschiera del Garda ospiterà la Festa di San Martino. La cittadina fortificata celebra il patrono con mercatini, la gara remiera del Palio di San Martino sulle tradizionali bisse e degustazioni di Lugana DOC.
Il momento più atteso della festa resta l’Incendio dei Voltoni: si tratta di uno spettacolo piromusicale che illumina il Canale di Mezzo e il ponte cinquecentesco.
Nel territorio del Garda ci sono grandi parchi divertimento che non chiudono con la fine dell’estate. Tra questi vi è Gardaland, che nei weekend di ottobre e fino ai primi giorni di novembre ospita Gardaland Magic Halloween.
Per l’occasione la struttura si popola di zucche, ragnatele, mostri e sfilate a tema. Il tutto per il divertimento degli ospiti di tutte le età.
A Lazise si trova Movieland, parco divertimento che trasforma per tutto ottobre e fino all’inizio di novembre i suoi set cinematografici in un’immersiva festa di Halloween.
Divertimento garantito anche al Parco Natura Viva che accoglie i visitatori per un affascinante safari d’autunno, tra animali esotici e percorsi pedonali immersi nei colori caldi del bosco.
Chi preferisce dedicare del tempo alla cultura può visitare alcune delle più belle città d’arte del Nord Italia. Verona in autunno si mostra in tutta la sua romantica eleganza tra Piazza delle Erbe, musei e la maestosa Arena.
Mantova accoglie i viaggiatori tra i fasti rinascimentali di Palazzo Ducale e Palazzo Te. Brescia sorprende con il suo patrimonio storico, dal Capitolium romano ai tesori d’arte custoditi nel Museo di Santa Giulia.
Benessere ad Halloween
La Rocca Bubble Room @La Rocca Camping Village Bardolino
Diverse strutture della rete di Lago di Garda Campingrestanoaperte anche nei mesi meno caldi. E così, anche se l’aria si fa più fresca ci si può concedere il tepore di un tuffo in una piscina riscaldata o di un idromassaggio all’aperto, oppure scegliere il comfort delle moderne soluzioni glamping, come quelle di La Rocca Camping Village a Bardolino.
Un semplice gesto come portare dall’estero piante e semi a casa può avere effetti disastrosi. Il ruolo della campagna “Plant Health 4 Life” per informare i cittadini.
Campagna “Plant Health 4 Life”
Capita che si torni da un viaggio all’estero con una pianta comprata al mercato locale, semi esotici acquistati in un negozietto, qualche ramoscello raccolto per ricordo o qualche manufatto in legno. Un gesto innocente su cui non riflettiamo molto. E invece dovrebbe essere il contrario. Perché non sembra ma questa è un’azione potenzialmente pericolosa per i nostri ecosistemi.
Al fine di informare i viaggiatori su una questione molto delicata torna, per il quarto anno, la campagna “Plant Health 4 Life” nel segno della continuità dell’impegno congiunto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), della Commissione europea e di 33 Paesi a porre la salute delle piante al centro delle nostre scelte quotidiane.
La campagna “Plant Health 4 Life”
Fin dal suo avvio, la campagna ha posto in evidenza quanto la salute delle piante sia strettamente legata alla nostra vita quotidiana: da ciò che mangiamo a come viaggiamo, curiamo il giardino e facciamo acquisti.
L’obiettivo di quest’anno di “Plant Health 4 Life” è informare i cittadini sul tema e incoraggiarli a compiere semplici azioni che contribuiscano alla difesa delle piante, dell’ambiente e dell’economia. Così facendo si possono tutelare il cibo, l’ambiente ed il nostro futuro.
Coinvolgendo i cittadini di tutta Europa la campagna “ha gettato solide basi che continueranno, ben oltre la sua durata, a rafforzare l’impegno a proteggere le piante”, ha affermato Sylvain Giraud, responsabile dell’unità Salute delle piante presso la direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea.
“La scienza ci aiuta a comprendere i rischi per la salute delle piante ma non basta: è necessario che gli europei colleghino queste nozioni alla loro vita quotidiana. Plant Health 4 Life mira proprio ad avvicinare i cittadini al tema della salute delle piante e a sensibilizzarli alla sua importanza. Viaggiando in modo responsabile, facendo acquisti in modo attento ed educando le nuove generazioni, possiamo tutti essere parte attiva della soluzione”, ha spiegato Tobin Robinson, responsabile dell’unità Ambiente, piante ed ecotossicologia dell’EFSA.
In che modo la salute delle piante incide sulla nostra vita
Le piante costituiscono l’80% degli alimenti che consumiamo, nutrono gli animali che alleviamo e purificano l’aria che respiriamo. Non solo.
Perché piante in salute sono sinonimo di una buona resa agricola. E buona resa agricola, a sua volta, incide sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti per i consumatori.
Ma la situazione oggi è difficile a causa dei cambiamenti climatici e delle le attività umane, quali il commercio e i viaggi, che mettono le piante sotto forte pressione.
Un piccolo errore, un gravissimo disastro
Anche un piccolo errore, anche se fatto inconsapevolmente, può avere conseguenze disastrose da un punto di vista ambientale ed economico.
Un esempio può essere dato dal nematode del pino, un microscopico parassita vermiforme in grado di provocare rapidamente la morte dei pini e devastare le foreste. Fino al 1999 non era mai stato rilevato nell’UE. Introdotto per la prima volta in Portogallo, è ora presente anche in alcune parti della Spagna ed è stato recentemente segnalato in Francia.
Per impedirne la diffusione le norme dell’UE impongono che tutti gli alberi a rischio (principalmente pini) situati entro un raggio di 500 metri dal focolaio vengano abbattuti e distrutti. Ciò provoca gravi ripercussioni economiche e ambientali, soprattutto nelle regioni caratterizzate da vaste pinete.
“In un contesto in cui i flussi di persone e merci sono sempre più intensi, anche i comportamenti individuali assumono un ruolo rilevante. Il trasporto di piante, semi o prodotti vegetali durante i viaggi può facilitare, spesso inconsapevolmente, l’introduzione di organismi nocivi in nuovi territori, con potenziali impatti su ecosistemi, agricoltura ed economia. Promuovere scelte informate è quindi essenziale per contribuire alla tutela della salute delle piante”, ha spiegato Federico Sorgoni, rappresentante del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Informazioni utili:
Per saperne di più sulla campagna si può consultare la pagina efsa.europa.eu.
Autunno per molti significa tempo di foliage. È questo il periodo in cui la natura cambia colori vestendosi di tonalità calde che variano dal giallo all’arancione fino al rosso che emozionano nel profondo.
In Finlandia questo spettacolo suggestivo ha un altro nome: “ruska“. Certo, il nome è più finnico ma le sensazioni che si provano nell’ammirare la natura ammantarsi di altre tinte sono decisamente forti. E scaldano il cuore.
Di solito il picco della stagione della “ruska” nella Finlandia settentrionale è la seconda settimana di settembre e dura circa dieci giorni. Il periodo, ovviamente, varia in base alle condizioni climatiche.
Invece, nelle regioni meridionali della Finlandia i colori della ruska compaiono tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
È in questo periodo che molti abitanti locali e turisti compiono quella che si chiama “Ruskaretki”, espressione che indica una escursione in città, nella foresta o sui colli per ammirare gli splendidi colori dell’autunno. In base alla volontà dell’escursionista, questa avventura può durare da poche ore a due settimane.
La ruska è ovunque in Finlandia, dalle città ai parchi nazionali. Per un avvincente ruskaretki basta uno spazio aperto che permetta di vedere lontano.
Le foglie autunnali sono incantevoli sugli alberi ma anche per terra. E questo soprattutto in Lapponia: in questa regione gli arbusti sono esposti a condizioni meteorologiche estreme e alla mancanza di protezione di alberi ad alto fusto e, pertanto, si trasformano in un vero “mare autunnale”.
Parco Nazione di Oulanka
Il Parco Nazionale di Oulanka offre panorami autunnali stupendi per gli escursionisti. Quest’area è nota per le colline più impressionanti della Finlandia, le ripide gole, i ponti sospesi, le piante rare e, ovviamente, le fitte foreste.
Proprio queste in autunno si dipingono di intense tonalità calde che rendono l’atmosfera decisamente romantica. Il silenzio che avvolge ogni cosa rende il tutto ancora più suggestivo.
Collina di Koli
Koli è una collina situata nel cuore del lussureggiante Parco Nazionale di Koli, nella Finlandia orientale. Dalla cima di Koli c’è una vista strepitosa su Pielinen, il quarto lago più grande della Finlandia, e sulle isole al suo interno.
Questo paesaggio a dir poco eccezionale rappresenta lo scenario finlandese per eccellenza. Non è un caso che nel corso dei secoli ha attratto tanti artisti, tra cui il compositore Jean Sibelius o il pittore Eero Järnefelt, che erano soliti venire qui in cerca di ispirazione.
L’infinita distesa di alberi con foglie dalle calde tonalità è uno spettacolo per gli occhi e il cuore.
Strömfors Ironworks
Gli antichi villaggi della ferriera situati nella regione costiera e nell’arcipelago offrono uno scenario magico in autunno. Strömfors Ironworks (Strömforsin Ruukki), nei pressi di Loviisa, offre uno dei paesaggi più spettacolari del sud del Paese.
I tradizionali edifici in legno rosso e la storica torre dei pompieri si riflettono nelle limpide acque del fiume Kymijoki, incorniciati da aceri e betulle che con i loro colori caldi ne esaltano ancor di più un’atmosfera che richiama il passato.
Dal 3 al 10 ottobre, a Pordenone, si svolge la 45esima edizione delle “Giornate del Cinema Muto”, festival dedicato al cinema delle origini. Un appuntamento di rilevanza internazionale che quest’anno, assieme all’appena conclusa manifestazione “Pordenone legge”, fa anche da anteprima alle manifestazioni e alle mostre previste per il 2027, anno in cui la città friulana celebra il titolo di Capitale italiana della Cultura.
Le “Giornate del Cinema Muto” di Pordenone costituiscono un appuntamento imperdibile per gli appassionati del cinema delle origini grazie alla qualità culturale della proposta, alla variegata composizione del pubblico – studiosi, storici del cinema, restauratori, curatori di cineteche e cinefili da tutto il mondo – e anche al fascino della musica dal vivo di solisti, ensemble o piccole orchestre internazionali che accompagnano le proiezioni.
Anche quest’anno tantissimi gli appuntamenti imperdibili per il pubblico che, dalla mattina fino a tarda serata, fa la spola tra il nuovo Teatro Verdi di viale Martelli e il Cinemazero di piazza Maestri del Lavoro.
George O’Brien nel film THE IRON HORSE 1924 credit_AMPAS_Margaret_Herrick_Library
Oltre alla retrospettiva parziale dedicata al regista Marshall Neilan, da segnalare almeno tre film splendidi: lunedì 5 alle 10.00 I proscritti (1918), diretto da Victor Sjöström, il maestro svedese che Bergman volle come protagonista de Il posto delle fragole; mercoledì 7 alle 21 Una pagina di follia (1926) di Teinosuke Kinugasa (regista giapponese che nel 1953 vincerà il Gran Premio a Cannes e due Oscar con La porta dell’inferno), accompagnato dal vivo da un insolito trio di musicisti giapponesi al piano, alle percussioni e allo shamisen; sabato 10 alle 21, Il cavallo d’acciaio (1924), primo grande capolavoro di John Ford, accompagnato dall’Orchestra da camera di Pordenone.
Sparse tra le varie sezioni del Festival, dedicate tra l’altro all’espressionismo tedesco all’epoca della Repubblica di Weimar, all’avanguardia cecoslovacca e ad Italia Almirante Manzini, una delle più celebri dive del cinema muto italiano, tante altre rarità come i film di produzione giapponese accompagnati in sala dalle voci di alcuni tra gli ultimi artisti, giunti per l’occasione dal Giappone, a praticare l’arte perduta dei benshi, doppiatori ante-litteram che sonorizzavano dal vivo i film muti interpretando i vari personaggi e commentando le scene fino a comporre una sorta di colonna sonora vocale che fu caratteristica unica del cinema nipponico delle origini.
Almirante Manzini nel film L’ARZIGOGOLO 1924 credit Cineteca_del_Friuli
Informazioni utili:
Per assistere al festival è necessario accreditarsi o direttamente presso gli uffici nella Biblioteca Civica di piazza XX Settembre, di fronte al Teatro Verdi (tel. 389.1603000) oppure accreditarsi on-line compilando la scheda.
L’accredito costa 90 euro (45 euro per gli studenti fino a 26 anni) e, oltre alla copia del catalogo della rassegna, consente l’accesso a tutte le proiezioni, eccettuati gli eventi di apertura, chiusura e del mercoledì sera per i quali è previsto un biglietto del costo di 20 euro.
Per chi volesse assistere soltanto ad una o più singole proiezioni il costo del biglietto per ogni film (o gruppo di film nel caso di corti o mediometraggi) è di 10 euro (20 euro per le proiezioni-evento di apertura, chiusura e del mercoledì sera alle 21.00).
I biglietti si acquistano o presso la cassa delle Giornate, nella hall del Teatro Verdi, oppure tramite il sito della biglietteria (in caso di acquisto on-line i biglietti sono maggiorati a 12 euro o 23 euro per le proiezioni-evento).
Al costo di 29,90 euro si acquista l’abbonamento per le proiezioni in streaming: i film (uno o due titoli al giorno) restano disponibili sulla piattaforma per 48 ore.
Scopri le 5 migliori compagnie aeree al mondo per viaggiare in classe economica nel 2026 secondo i premi Skytrax. Dall’extra legroom di Singapore Airlines al Wi-Fi Starlink di Qatar Airways, ecco i segreti del comfort ad alta quota.
Il comfort ad alta quota non è più un’esclusiva della Business Class. Con l’aumento dei voli a lungo raggio e passeggeri sempre più esigenti, la vera sfida del mercato aeronautico globale si gioca tra le file della classe economica. A tracciare la rotta delle eccellenze per l’anno in corso sono i prestigiosi Skytrax World Airline Awards 2026, i cui risultati sono stati recentemente analizzati in un approfondito report firmato dalla giornalista Bailey Berg per BBC Travel.
La classifica, basata sul sondaggio annuale di soddisfazione dei passeggeri, incorona Singapore Airlines come la migliore compagnia al mondo per la classe economy, seguita sul podio da Cathay Pacific e Qatar Airways. A completare la top 5 troviamo EVA Air e ANA All Nippon Airways. Ma cosa rende questi vettori così distanti dagli standard protocollari a cui siamo abituati? La risposta sta nella cura millimetrica dello spazio e dei servizi di bordo.
Volare in Economy nel 2026: l’Importanza di spazio e sedili ergonomici
Come evidenziato nell’analisi pubblicata dalla BBC, in classe economica “i pollici e i piccoli tocchi contano”. Un esempio lampante è la scelta strutturale di Singapore Airlines sui suoi Boeing 777-300ER: invece della classica configurazione a 10 sedili per fila adottata da molti concorrenti, la compagnia ha mantenuto un layout a 9 sedili (3-3-3). Questo garantisce una larghezza extra per le spalle e i fianchi, un sollievo non da poco durante le trasvolate oceaniche.
Anche l’altezza e il passo della poltrona fanno la differenza. La giapponese ANA, ad esempio, offre su alcuni Boeing 787-9 uno spazio per le gambe fino a 34 pollici, contro la media globale che oscilla tra i 31 e i 32 pollici. I dettagli di design giocano un ruolo altrettanto cruciale: poggia piedi regolabili, supporti ergonomici che si muovono con l’inclinazione dello schienale (come nel caso di EVA Air) e persino porta bicchieri separati dal tavolino principale permettono di lavorare o rilassarsi senza sacrifici.
Servizio di bordo e tecnologia Inflight: i nuovi standard del comfort
Il report della BBC mette in luce un altro fattore immateriale ma decisivo: l’eccellenza del servizio. Cathay Pacific, premiata per il miglior personale di cabina, si distingue per la capacità di far sentire il viaggiatore un cliente stimato e non “carico auto-caricante”, mantenendo standard elevatissimi anche nella pulizia e nell’upkeep dei servizi igienici per l’intera durata del viaggio.
Sul fronte dell’intrattenimento e della connettività, la rivoluzione è guidata da Qatar Airways, che sta implementando la tecnologia satellitare Starlink sulla sua flotta a lungo raggio. L’accesso a un Wi-Fi ultra-rapido permette lo streaming e le videochiamate in diretta, trasformando radicalmente la percezione del tempo a bordo.
In conclusione, il ranking Skytrax dimostra che la competizione nei cieli non si vince con una singola innovazione isolata, ma con la costanza. Sedili ergonomici, catering curato (dove Singapore ed EVA Air dominano le classifiche) e tecnologia all’avanguardia sono i pilastri su cui si fonda il futuro del viaggio democratico.
Latitudes Travel Magazine Ottobre 2026. Egitto dal Cairo a Siwa tra faraoni deserto e Mediterraneo, Sudafrica Bentornati a casa, Sebastião Salgado il mito in mostra, Etna viaggio lento tra lava e vigne, Rotta adriatica sulla Royal Clipper.
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Egitto Dal Cairo a Siwa, tra faraoni, deserto e Mediterraneo Un viaggio tra Il Cairo, Alessandria, El Alamein e l’oasi di Siwa racconta un Egitto sorprendentemente vario: piramidi millenarie, musei rinnovati, memoriali italiani della Seconda guerra mondiale, una costa mediterranea in piena trasformazione e le dune remote del deserto occidentale. Testo e foto di Eugenio Bersani
Sudafrica Bentornati a casa Non è uno slogan turistico, ma una sensazione. Da qualche parte, tra queste spiagge spazzate dall’Atlantico e le scogliere rivolte verso l’Antartide, potrebbe essersi deciso il destino della nostra specie. È con questo pensiero che il viaggio comincia, scegliendo però una rotta diversa: dalla West Coast verso est. Testo e foto di Marco Santini
Sebastião Salgado: il mito in mostra Il Museo Civico di Bassano del Grappa ospita, dal 24 ottobre 2026, la prima retrospettiva italiana completa su Sebastião Salgado. Oltre 160 scatti per celebrare cinquant’anni di carriera del maestro.
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