TOSCANA Giubbe rosse nella brughiera

Il suono di un corno. Vibrano i cespugli. L’aria ferma rimbomba di suoni rapidi e ovattati, rotti dal latrato dei cani. Inizia la “caccia” alla volpe, che si ripete secondo un rituale antico. Protagonista un team di uomini e animali. Ma senza la volpe.

La storia della caccia ha inizio con l’uomo. Graffiti e pitture rupestri ne narrano lo sviluppo delle tecniche per renderla più efficiente. Dall’affinamento delle armi a quello dell’organizzazione di gruppo, con molte maggiori probabilità di successo dei singoli. Poi venne l’utilizzo del cavallo che permise l’inseguimento di animali molto più veloci dell’uomo e quello dei cani per fiutare e stanare la preda. La caccia alla volpe permette alla Storia di rivivere nel quotidiano, andando oltre. La passione per i cavalli, i cani e la natura incontaminata, supera l’evento venatorio cementando amicizie e cultura delle tradizioni, che si declinano in una serie di attività che seguono o precedono la caccia stessa. Cene, concerti, mostre e abbigliamento, contribuiscono alla definizione del mondo in cui si muove un gruppo di appassionati. L’abbigliamento è un riferimento fondamentale: giacche rosse con bottoni d’argento da Master of Foxhounds, il maestro della caccia a cavallo, la camicia bianca senza colletto con annodato il plastron, la sciarpa di seta che con un giro complesso orna il collo di tutti i partecipanti. Una spilla dorata sul petto, panciotto giallo, calzoni da equitazione e giacca di tweed. La giacca rossa si indossa solo prima di montare in sella.La caccia a cavallo non può essere concepita al singolare, a differenza di quella a piedi con il cane da ferma, in cui il cacciatore deve principalmente interpretare il comportamento del cane. In essa c’è una ritualità che contribuisce a creare una comune sensibilità costruita sulla condivisione e l’osservazione della muta. Tutto ciò relega in secondo piano la presenza o meno della volpe, quasi fosse un mero accessorio. E infatti spesso proprio non c’è. Lo staff è composto dal Master, che parte per primo tracciando lungo prati, fossi e boschi una pista olfattiva artificiale. La caccia alla volpe è una perfetta attività outdoor, slegata da eventi cruenti. La moderna pratica ha sostituito la preda con il suo odore, che viene trascinato sul terreno con la strusa, un fagotto di paglia imbevuto dell’urina di volpe. Per i segugi è indifferente. L’istinto li spinge a gettarsi ululanti sulla traccia, mentre i cavalieri li seguono lanciati al galoppo in un crescendo di eccitazione canina e trepidazione umana. Ognuno ha un ruolo: il Kennel–huntsman è il braccio destro del Master, i Wippers-in, gli aiutanti che tengono gli hounds (i cani da caccia) raccolti, l’Hunt secretary si muove  con disinvoltura tra i van e i trailer dei cavalieri arrivati all’appuntamento, una cortesia per raccogliere il cap (il contributo che i partecipanti offrono per il mantenimento della muta) ed è subito colore, è già festa. La conduzione di una muta è un bizzarro esercizio di volontà, quasi ipnotico. I richiami escono dal cuore ancor prima che dalla gola. È un canto, una litania. Intanto il Drag master è già nella macchia. Trascinerà con il suo veloce purosangue il drag con solo qualche minuto di vantaggio, il resto è lavoro dei cani. Solo lo staff indossa l’abito rosso, i cavalieri e le amazzoni portano la giacca nera o il tweed. La prima traccia di scent, ovvero l’odore selvatico in campo aperto, fa sussultare la muta che sfreccia sicura sulla traccia. Alla spicciolata il field (l’insieme di cavalieri e amazzoni condotto dal Master) si ricompone, cosi traccia dopo traccia si arriva ad un percorso di 20 km. Quindi si passa al kill: la traccia finale che simula la cattura. Il drag-master abbandona la strusa in una macchia. Il drag-helper, che ha seguito la battuta con il suo fuoristrada, prepara il premio per gli hounds. La muta lo trova e gli è addosso, la carne di coniglio è una ghiottoneria. A questo punto la caccia finisce e il corno che aveva dato il fischio per la partenza risuona per annunciarne la fine.

Testo: Federico Klausner      Foto: Alvise Alessandro Crovato

Il glossario della caccia alla volpe

 

 

 

 

 

 

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