Langhe e Roero. Itinerario dallo spirito vivace


In un anfiteatro di colline dolci e riposanti,  dove la vite domina su scenari geometrici e pittoreschi, ricchi di colori suggestivi e di inattesi contrasti, è stata tracciata la Strada del vino delle Langhe e Roero. Un itinerario affascinante da percorrere in qualsiasi stagione,  ideale per comprendere lo spirito del territorio ed entrare in  contatto con i gioielli di questa terra: la sua rigogliosa e pregiata produzione vinicola dai nomi che dominano il  panorama enologico mondiale, il tartufo e le nocciole, ma anche le sue secolari tradizioni, le piccole gemme dell’architettura rurale che ornano borghi e declivi, minuscoli gruppi di case languidamente allungate sul crinale delle collina come pigre  lucertole,  le testimonianze dell’epoca feudale fatte di castelli e torri, le fastose residenze che occhieggiano dalle vette più suggestive. .

Un itinerario in cui occorre tenere occhi e cuore ben aperti per non correre il rischio di perdere qualche magia. Una visita in cui includere  due particolari e interessanti musei:  il Museo del Vino e il Museo dei Cavatappi. Entrambi situati nel piccolo paese di Barolo, dove il paesaggio ha trovato un equilibrio perfetto fra natura e intelligenza del lavoro umano. Non poteva che sorgere nell’antico Castello dei Marchesi Faletti, il più innovativo museo del vino d’Italia : il WIMu.
Un percorso attraverso la cultura e la tradizione del vino, ideato da Francois Confino, l’autore di numerosi allestimenti museali in tutto il mondo,  tra cui il Museo Nazionale del cinema alla Mole Antonelliana di Torino. Si parte dall’ultimo piano. Una discesa fra buio e luce, fra suono e colore, sopra e sotto le zolle di questo suolo miracoloso. Il clima, la terra, i tempi delle stagioni, i colori dell’autunno e i silenzi dell’inverno, la sapienza della mano. Il vino nella storia e nell’arte, in cucina e nel cinema, nella musica e nella letteratura, nei miti universali e nelle tradizioni locali. Il museo è anche un omaggio alla storia del castello e ai personaggi illustri che lo hanno abitato. Gli ultimi marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Faletti e la consorte Juliette Colbert, e Silvio Pellico , uno dei grandi protagonisti del Risorgimento italiano, che qui fu bibliotecario e di cui è conservata intatta la camera- studio.

Sempre a Barolo, in Piazza Castello, c’è il Museo dei cavatappi. Un istituzione che nasce dalla passione di collezionare cavatappi antichi, da parte di un farmacista, Paolo Annoni, trasferitosi da Torino nelle Langhe vent’anni orsono. Nel 1987 gli venne regalato da un amico un cavatappi antico: si trattava di un esemplare francese affascinante e molto bello, l’Excelsior brevettato da Jacques Pérille nel 1880. Quel cavatappi antico lo incuriosì a tal punto che da quel momento iniziò la ricerca di  altri cavatappi d’epoca e naturalmente a studiarne la storia e l’evoluzione nei secoli, sia dal punto di vista tecnologico che da quello artistico. Il Museo dei cavatappi presenta 500 esemplari dal ‘700 ai giorni nostri, di varie epoche nazioni e tipologie. L’allestimento proposto permette di comprendere quelle che è stata la nascita e l’evoluzione nei secoli di questo utensile di uso quotidiano. Il percorso porta ad ammirare esemplari semplici a “T” in legno, in ferro, in alluminio, ottone, osso, madreperla, ebano, avorio argento, ma anche l’era delle invenzioni con leve e viti e meccanismi complessi. Nelle 19 sezioni si potranno anche vedere cavatappi decorativi e figurativi, tascabili, pubblicitari, quelli a tema animale e a tema erotico, quelli in miniatura per profumi e medicinali ed infine i cavatappi più preziosi.

Testo di Silvana Benedetti | Foto di Museo del Vino e Museo dei Cavatappi

Info utili

Dove dormire e mangiare: Hotel Barolo – Ristorante Brezza – Via Lomondo 2 – Barolo ( CN) – Tel 0173/56354
Ristoratori e albergatori da tre generazioni i Brezza hanno tradotto un’autentica vocazione del territorio in un’attività a gestione familiare. Le camere circondate dai vigneti sono arredate con mobili dell’ottocento piemontese e si affacciano sul Castello di Barolo culla dell’omonimo vino. Sulla grande terrazza dall’incantevole vista, vengono serviti piatti degni della migliore tradizione gastronomica piemontese.

Link utili: WiMu | Museo dei cavatappi | Strade del Barolo

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