L’Umbria di Barbanera

“Gli astri il sole e ogni sfera

or misura Barbanera,

per poter altrui predire,

tutto quel che ha da venire”

Tradizione e innovazione. Mantenere il contatto con le proprie origini e identita’, riuscendo al tempo stesso a rinnovarsi ed arricchirsi di contenuti attuali anche dopo molti anni. Questo il segreto delle cose che solitamente funzionano, e l’Almanacco di Barbanera rientra in pieno in questa categoria da ben 250 anni.

Nato infatti nel 1762 come pagina unica di calendario con lo scopo di dispensare consigli, regole e indicazioni per una perfetta gestione della vita nei campi, e quindi dedicato principalmente ai ceti che svolgevano la propria attività a contatto col mondo rurale e in base al susseguirsi delle stagioni, l’Almanacco è riuscito a guadagnere nel tempo sempre nuovi target di lettori e appassionati.

Alcuni di essi anche illustri, come ad esempio Gabriele D’Annunzio che di esso scriveva: “Il libro del mio capezzale è quello ove s’aduna “il fiore dei tempi e la saggezza delle nazioni”: Il Barbanera“. Ma tra gli ammiratori del celebre almanacco ce ne sono tantissimi anche in epoca più moderna, tra attori, cantanti e personaggi pubblici.

Ancora oggi infatti, Barbanera continua a stupire per la sua capacità di affascinare e conquistare estimatori di ogni eta’ e livello sociale. I suoi consigli costituiscono anzi adesso più che mai punto di riferimento per tutti coloro, e con il tempo sempre di più, che desiderano vivere in armonioso equilibrio tra spirito moderno e saggezza antica. In sintonia con i ritmi della natura.

La sede di Barbanera, oroginaria di Foligno, in Umbria,  è stata da qualche anno trasferita a Spello, in un cascinale finemente ristrutturato dalla famiglia Campi, che gestisce la fondazione da tempo ormai, circondato da un magnifico giardino botanico e da un orto coltivati esclusivamente secondo i criteri della biodinamica e naturalmente i consigli del Barbanera.

Oltre al giardino, gioiello della struttura è l’archivio storico, ancora non ufficialmente aperto al pubblico, ma che presto potrebbe diventare un vero museo, nel quale è ospitata una collezione unica di più di 50mila documenti, non solo riguardanti tutte le edizioni dalla nascita fino ad oggi, ma anche almanacchi e calendari più diversi, provenienti da tutto il mondo.

Proprio questa collezione unica ha valso quest’anno alla fondazione Barbanera e all’editoriale Campi una candidatura al prestigioso riconoscimento del Memory of The World dell’Unesco, come ci racconta con meritato orgoglio Pia Fanciulli, da anni mente e cuore organizzativo qui alla fondazione, guadagnata proprio in virtù del senso di continuità e del ricchissimo archivio accumulato in 250 anni di storia.

La cura di fiori e giardini non è però in queste zone un’esclusiva di Barbanera, perchè proprio nel vicino borgo di Spello l’attenzione alle decorazioni floreali è tradizione da anni, per toccare il suo apice intorno a metaà giugno con le “Infiorate” del corpus domini, manifestazione durante la quale la cittadina, senza dubbio uno dei borghi più suggestivi dell’Umbria, diventa ancora più spettacolare.

Distante meno di trenta minuti da Spello, Assisi è un’altra tappa imperdibile per un week end nella zona. Storia, spiritualità ed arte si uniscono per un risultato che non ha praticamente eguali in Italia, e visitarla è sempre un’esperienza unica.

Testo di Elisa Bosco | Foto web

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