L’isola dell’oro ora va… Aruba!


Non solo spiagge bianchissime e acque turchesi, dove basta immergersi per scoprire un mondo pieno di sorprese. La natura esuberante di Aruba, nel mare caraibico, può vantare anche il volto verde degli alberi “divi-divi”.

Mare, musica, profumi, tradizioni, folclore e natura selvaggia. Questa è Aruba, una dipendenza olandese nell’America centrale, situata a circa 25 km. a nord dalla costa venezuelana, un fazzoletto di terra lungo trenta chilometri e largo nove. Un’isola di 110.000 abitanti di ben 96 nazionalità diverse, che seduce e che non si dimentica per i colori e la natura mozzafiato. Scoperta nel 1499 dallo spagnolo Alonso de Ojeda, l’origine del nome dell’isola deriva da Oro Hubo – c’era l’oro -, da qui Aruba che vuol dire Oro Rosso. Suggestive le rovine delle miniere d’oro che si trovano a Bushiribana e Balashi dove se ne possono ammirare i loro resti.

L’Olanda nei Tropici

Ultimo avamposto dei Paesi Bassi nei Caraibi, rispetto alle consorelle, con le quali forma – come lo chiamano gli habitué – l’arcipelago ABC (Aruba, Bonaire, Curacao). Quest’isola, grazie a uno statuto speciale, gode di una maggior indipendenza dall’Olanda e usa anche una propria valuta: il fiorino arubano. Ma l’impronta olandese in quest’isola è ancora ben visibile. Oranjestad, la capitale, è una cittadina raccolta e graziosa, dalle tipiche architetture in stile coloniale olandese e dipinta con colori sgargianti con influenze ispaniche come lungo Whilhelminastraat. Fort Zoutman è uno dei più antichi edifici dell’isola (1798) all’interno del quale si trova il Museo Storico dove ripercorrere la storia di Aruba.

Effetto cartolina

L’attrazione maggiore sono le spiagge della costa occidentale e meridionale, sempre accarezzate dagli alisei, di un’intatta bellezza e riparate dalle forti correnti dell’oceano Atlantico. Palm Beach e Eagle Beach, sulle quali si concentrano Grand Hotel, glamour Resort e Casinò, vantano spiagge immacolate lunghe chilometri, con sabbia bianca fine come talco e acque trasparenti e cristalline dai colori e sfumature bellissimi: si passa dal verde smeraldo all’azzurro; non a caso sono considerate tra le più attraenti dei Caraibi e anche la gioia per i velisti e gli amanti delle immersioni. Coco Beach e Baby Beach, una spiaggia a forma di mezza luna, si trovano sul versante opposto (San Nicolas). Il bianco della sabbia e il turchese della laguna mutano di continuo sotto il moto perpetuo delle onde. Il clima è secco e la temperatura si mantiene costante (circa 28 °C) per tutto l’anno. Grazie agli alisei, che soffiano in modo costante, gli alberi, che nell’isola chiamano “divi-divi”, sono piegati in forme contorte da farli assomigliare a giganteschi bonsai, con le iguane che vi si mimetizzano. Diversamente dal resto dei Caraibi, Aruba è al di fuori della fascia battuta dagli uragani.

Magico tramonto

Dal catamarano si ammira il sole che scompare nel mare, un orizzonte che si tinge d’oro accarezzando le acque e la sabbia. Questo spettacolo della natura, assieme ai sorrisi della gente – allegra e spontanea, frutto di un’affascinante mescolanza razziale – e che danno il benvenuto con un “Bon Bini Aruba” in papiamento – una lingua ritmata e melodica, un mix di spagnolo, olandese, portoghese, indiano, francese e inglese – rende il soggiorno ad Aruba l’immagine della vacanza da sogno. Sarà per tutto questo che Aruba, la perla”delle Piccole Antille, è One happy Island, lo slogan che appare in tutte le targhe automobilistiche dell’isola?

Testo e foto di Stefania Bortolotti

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