Christian Dior in mostra: la rivoluzione del new look

la-casa-museo-di-Cristian-Dior-Una mostra imperdibile che fa conoscere molto del grande stilista e della sua collezione, anima Granville, la bella città sul mare della Normandia, fino al 1° novembre 2015. E’ alla Ville “Les Rhumbs”, la raffinata casa a precipizio sulla spiaggia sottostante, dal suggestivo panorama e circondata da un meraviglioso giardino, dove Christian Dior è vissuto fino all’età di 6 anni con la famiglia. Un luogo che ha lasciato un segno profondo nell’anima di questo uomo e che ricordò con tanta nostalgia in tutta la sua vita.

Dal 1938, dopo il grande crack economico negli affari del padre imprenditore, fu acquistata dal comune di Granville divenendo parco pubblico, con molte perplessità sull’utilizzo migliore della casa. Dal 2005, in occasione del centenario della sua nascita, in cui si dichiarò Christian Dior “l’uomo del secolo”, questo è divenuto l’unico museo in Francia dedicato ad uno stilista di moda, che propone mostre tematiche e dove attualmente, è presente “La revolution du New Look”.

Questa casa di fiaba, piena di aria e luce che insieme ai colori e i profumi dei fiori del meraviglioso giardino, curato dalla raffinatissima madre, influenzò la sua creatività e la innata ricerca del bello e del nuovo. Visse a Parigi per frequentare l’università di Scienze Politiche per il desiderio del padre che lo voleva nella carriera diplomatica, mentre lui aveva una forte attitudine all’architettura, che poi si manifesterà nelle sue raffinate creazioni. Inizialmente aprì una piccola galleria d’arte con il suo amico Jacques Bonjean prestando molta attenzione ai giovani talenti del tempo. Successivamente lavorò per diverse case di moda come disegnatore, incontrando Robert Piguet, con il quale fece esperienza disegnando molti bozzetti per il cinema e che lo rese pronto per creare una propria casa di moda. Tutto cominciò il gelido lunedì del 12 febbraio 1947 quando gli invitati con la stampa vennero nel salone del primo piano al “30 Avenue Montaigne di Parigi”. Il defilè fu un vero trionfo.

La giornalista Carmen Snow definì i bellissimi vestiti un “New Look” e questa espressione fu adottata e riconosciuta in tutto il mondo. Il grigio, il nero, il rosso e tanti toni di rosa divennero i colori fondamentali del suo stile che inventarono una nuova estetica proiettata verso il futuro, imponendo un rinnovamento alla femminilità trionfante. Con la rinascita del dopoguerra, alla silhouette rettilinea e mascolina del tempo, oppose il ritorno alla bellezza del corpo, alla sua seduzione e all’eleganza. La creazione del modello “Bar”, il tailleur da pomeriggio, con un colpo puro di architettura riassume la quintessenza del messaggio. Da qui il suo percorso non ebbe fine. La mostra propone una traversata nel mondo della creazione di Christian Dior dal 1947 al 2015 fino a Raf Simons, lo stilista belga suo degno successore.

Che dire, ci si può “perdere” nelle varie stanze tra abiti stupendi, irripetibili, dai colori intensi di questo eccezionale artista, tra numerosi preziosi accessori, oggetti, attrezzi da lavoro come il famoso manichino-modello Stockman, fotografie e documenti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della moda.

Per info:

http://www.musee-dior-granville.com/
www.normandie-tourisme.fr

Testo di Simonetta Bonamoneta | Foto Giuseppe Barbieri | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.