Lago d’Orta. Un’isola, un amore, una corrispondenza

Lake-Orta

E’ in un lago del nord Italia una tappa cruciale del viaggio sentimentale raccontato nell’ultima opera di Tornatore. Nel film La Corrispondenza c’è un momento del tormentato rapporto fra i protagonisti in cui la bella Amy approda ad un’isola affiorante dalle acque agitate di un lago stretto fra le montagne. Sono immagini di grande suggestione, forse fra le più alchemiche nell’intreccio che nella vicenda lega luoghi e sentimenti. Tornatore ci ha abituato a una speciale maestria nello scegliere ambientazioni e contesti. I set del film seguono una geografia di architetture austere, natura melanconica, cieli plumbei scovati a Edimburgo, York, Bolzano, Bressanone e – mistero svelato – sul Lago D’Orta nel Novarese. Qui, all’isola di San Giulio, si trova il rifugio segreto dell’astrofisico Jeremy Irons.

E’ un luogo ricco di storia, a iniziare dall’imponente abbazia benedettina Mater Ecclesiae, e di capolavori d’arte, come il pulpito e gli affreschi della basilica; ma sono l’intrico delle viuzze acciottolate, i voltoni, le spiaggette, gli scorci sul lago a renderlo unico e seducente. Insieme al prospiciente paese di Orta è inserita fra i borghi più belli d’Italia, e il Sacro Monte sovrastante fra le opere patrimonio dell’Unesco.

Proprio ad Orta sono ambientate altre scene del film, sfruttando la bellezza dell’abitato che mostra origini medievali, con le strette stradine acciottolate, i tetti di beola grigia, i gerani alle finestre e le case serrate tra loro a costituire un unico gioiello. I colori dominanti sono l’azzurro del lago ed il verde dei boschi circostanti, che va a perdita d’occhio e connota il paesaggio in maniera inequivocabile: alberi secolari, dalle chiome imponenti, arricchiscono i parchi ed i numerosi giardini di splendide ville ottocentesche.

Il lago attira un turismo internazionale che ne apprezza il fascino romantico, la tranquillità, la natura ben conservata. La zona è facile da raggiungere e ci sono diversi altri paesi e piccoli borghi da visitare, come Miasino, posto su una terrazza naturale nel primo entroterra della costa est. Qui Villa Nigra è una delle dimore più rappresentative della riviera. Il primitivo edificio a corpo unico risale alla fine del Cinquecento e fu ampliato tra il 1681 e il 1725; fu l`architetto Carlo Nigra, ad apportare le ultime modifiche aggiungendo una nuova ala e un corpo a duplice loggiato al primo e al secondo piano verso il giardino. In attesa di completare i lavori di recupero dell’intero stabile il Comune di Miasino ha affidato alla Taverna Antico Agnello il compito di deliziare il palato dei visitatori.

di Teresa Scacchi| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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