
Cinecittà si Mostra è nata nel 2011 per l’allestimento di un’esposizione temporanea, da qui l’intuizione e l’entusiasmo di farne una permanente, così non ha più smesso di rinnovarsi con nuovi suggestivi percorsi ed ormai è visitata da turisti, appassionati di cinema e studenti di tutto il mondo. L’idea finale è quella di farla diventare presto il Museo del Cinema.
Il bar situato all’entrata degli Studios ha il banco composto con i caratteristici bauli neri dei costumi ed accessori del cinema. Intorno l’arredo è con sedie da regista che sullo schienale recitano “Cinecittà”. L’atmosfera è quella di un set. Nella sala accanto la boutique con i gadget a tema: foto, poster, riproduzioni di macchine da presa e radio, oggetti che richiamano il set cinematografico, la vespa di Vacanze Romane e tanti piccoli ma importanti simboli che hanno immortalato la decima “Musa”, il Cinema.

Seconda tappa è il Tempio di Gerusalemme, realizzato per il film “The Young Messiah” dello scenografo Francesco Friggeri. La location è riprodotta quasi fedelmente, esclusa qualche modifica tecnica (invisibile per i profani), come la dimensione delle colonne, aumentata per farle risultare molto più imponenti durante le riprese.
Per realizzare queste scenografie, fondamentale è l’intervento degli artigiani italiani, apprezzati in tutto il mondo per la loro maestria e meticolosità. Veri capolavori di polistirolo, vetroresina e legno: gli allestimenti rendendo tutto più veritiero. É anche per questo che gli Studios di Cinecittà vengono tuttora utilizzati dai più grandi registi d’Oltreoceano, e il set de “La piscina” lo dimostra. Una grande vasca con un immenso muro laterale, utilizzato negli anni Sessanta come set per la corsa alle bighe di “Ben Hur”. Proprio qui è recentemente stata allestita la scenografia del film “Gangs of New York” di Martin Scorsese, girato quasi interamente a Cinecittà e il film “Everest” di Baltasar Kormakur, dove il grande muro frontale si è trasformato, dipinto di azzurro, in mare per girare scene navali oppure, o in paesaggio di montagna per fare da sfondo al campo base del film Everest: una magica alchimia.
Il nucleo originale di Broadway fa parte della New York di metà Ottocento, ricreata dallo scenografo Dante Ferretti per il film “Gangs of New York”, che ha segnato il ritorno alle grandi produzioni americane: un set frequentemente riadattato per le riprese di varie note fiction di successo. A pochi passi ecco il set del film di “San Francesco” con la riproduzione della Basilica di Assisi. Tutt’intorno diversi allestimenti riproducono l’angolo di Verona per Romeo e Giulietta, l’angolo Rinascimentale per girare la serie storica dei Borgia e il set di Nazareth, Gerusalemme e il Tempio di Erode per il film “Christ the Lord”. Da qui si oltrepassa un’antica porta e ci si ritrova davanti a un’enorme quantità di oggetti di scena in finto coccio, polistirolo, legno o vetroresina. Superando questo deposito si procede verso la zona dell’antica Roma, set di importanti film e documentari a tema. Qui è stato girato il film “Pompei” e, più recentemente, il documentario di Alberto Angela, che descrive l’eruzione del Vesuvio. La fine del percorso coincide con la scenografia più suggestiva del tour: quattro ettari della Roma Imperiale utilizzati per la serie tv internazionale “ROMA”. Una grande piazza e intorno edifici imponenti che mostrano quanto in realtà fossero colorati i monumenti che conosciamo, ormai tutti in pietra grigia: il Tempio di Giove, il Tempio di Venere, il Senato e la Domus di Giulio Cesare.

Fellini amava Cinecittà come fosse casa propria e ne parlava così: “L’hanno definita la Fabbrica dei Sogni: un po’ banale, ma anche vero. E’ un posto che dovrebbe essere guardato con rispetto, perché al di là di quel recinto di mura ci sono artisti dotati e ispirati che sognano per noi. Per me è il posto ideale, il vuoto cosmico prima del big bang”
Le palazzine museali sono unite l’una all’altra dal sottomarino utilizzato per le riprese del film “U-57” di Jonathan Mostow nel 2000, con una ambientazione strumentale autentica. Concluso il percorso ci si trova davanti ad una grande porta di ferro che, se oltrepassata, dà accesso al caratteristico bar di Cinecittà da dove parte il tour.
Miti di ieri e di oggi, amore, entusiasmo, professionalità e tecnologie si mescolano in questa cornice che ha dato e continua a dare linfa vitale al cinema: un sogno che racchiude arte, passione e mestiere, nato da una scoperta che, paradossalmente, i fratelli Lumière alla prima proiezione del 1895, definirono come “un’invenzione senza futuro”.
Per info: Cinecittà si Mostra
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di Simonetta Bonamoneta |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































