Per chi non ha fretta: una giornata tipo a Lanzarote

Ecco alcuni spunti per visitare una delle Canarie: consigli di chi a Lanzarote ha vissuto per molti giorni, e ne sa assaporare l’atmosfera.

“Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti e spazzati dal vento, risalire un pendio difficile e guardare dall’alto il paesaggio nero…” José Saramago amava Lanzarote al punto di sceglierla come ultima dimora, quando era già settantenne. Da premio Nobel aveva a disposizione il mondo, ma si fermò al cospetto del paesaggio lunare e misterioso di un’isola dell’Atlantico.

Chi ha fatto tappa a Lanzarote durante una crociera, visitando in mezza giornata i punti di maggior interesse turistico, probabilmente non può capire quest’isola: bisogna immergersi nel silenzio delle sue spiagge ventose, o camminare per ore lungo i versanti dei suoi vulcani: solo così si può capire.

Il Club La Santa… oppure Er Barquillo

Se vi troverete nei pressi de La Santa, tra gli spot surfistici per eccellenza, potrete visitare il Club La Santa, uno dei resort sportivi più famosi in Europa, con oltre 30 tipi di sport indoor, outdoor ed acquatici. I prezzi non sono esattamente popolari (infatti noi non ci abbiamo messo piede…), però si vocifera che grandi atleti vadano a trascorrerci lunghi periodi di allenamento e riabilitazione.

Per spendere meno e pranzare con tapas e pesce fresco, proprio a La Santa c’è Er Barquillo, un locale dove incontrerete surfisti affamati in pausa tra un bagno e l’altro, avventori locali e…persone come noi. A proposito di pranzi in locali fuori dai percorsi turistici, c’è anche il Bar El Stop a Yaiza: lì si servono tapas e piatti tipici in un’atmosfera da osteria di quartiere, senza infiocchettare troppo il servizio e la presentazione. Però ecco, qui sì che si incontrano gli isolani.

Il Parco più bello: Timanfaya

A Yaiza solitamente si approda dopo aver visitato il Parco del Timanfaya. Non serve elencare le peculiarità naturalistiche e paesaggistiche di questo luogo incantato: quando vi troverete a percorrere quelle strade infinite ed immerse nel preistorico, spegnete la radio, smettete di parlare per un momento ed assaporate il silenzio. Lasciatevi pervadere dall’energia di quella distesa di lava; i fumi vulcanici possono anche essersi spenti da secoli, ma la potenza del loro fuoco è eterna e tangibile, pur essendo ormai inoffensiva. Riuscirete a sentire la terra che comunica sensazioni inimmaginabili. Un consiglio: noleggiare un’auto ed evitare i bus turistici può essere una buona idea: Lanzarote merita di essere visitata con i propri ritmi; fermatevi quando un paesaggio attira la vostra attenzione, guardatevi intorno, ascoltate! Poi, per chi vuole, c’è anche la possibilità di fare un giro in cammello tra i vulcani del Parco; ma non è proprio l’attrazione più autentica dell’isola…

I tramonti e il vino dell’isola

Perché invece non godersi il tramonto tra le colline de La Geria, sorseggiando del vino locale? A Lanzarote di vino se ne produce, e anche molto buono. Ma come fa un’isola battuta dal vento, poco piovosa ed immersa nell’oceano a produrre ottimi vini?

La Geria is the answer: un paesaggio di buche nel terreno arido, di forma conica e scavate attraverso gli strati dell’inconfondibile ghiaia autoctona, nera e friabile, al centro delle quali vengono piantate le viti, che in questo modo rimangono riparate dal vento e umide al punto giusto.

Quando arrivano le piogge…

Il territorio vulcanico di Lanzarote è estremamente fertile; l’aspetto brullo dell’isola è dovuto per lo più alla mancanza di precipitazioni. Ma a novembre arrivano le piogge: Madre Natura fa il suo corso. Anche troppo, perché in quel periodo capita che si allaghino le case, che non sono costruite per resistere a quei tipi di pioggia. Un anno (noi eravamo lì) piovve per dieci giorni consecutivi: gli anziani del posto affermavano di non aver mai visto precipitazioni così copiose in tutta la loro vita. In quelle lunghe giornate uscimmo poco, presi dal malumore e dall’umidità, oltre che dal raccogliere l’acqua dal pavimento: quando uscì finalmente il sole ci spingemmo di nuovo oltre la nostra gocciolante comfort zone. Dopo pochi chilometri accostammo la macchina, meravigliati dallo spettacolo che avevamo di fronte. Il paesaggio era completamente trasformato: dalla brulla Lanzarote alle verdi colline irlandesi. Il mondo era fiorito sotto ai nostri occhi, in un’esplosione di colori e Natura.

Una “giornata tipo” di chi, a Lanzarote, non ha fretta

A Lanzarote c’è tempo: nessuna frenesia cittadina, poco stress, ritmi dilatati. In questo mix di ingredienti magici, si ritrova il gusto di coltivare i propri hobby: suonare uno strumento, fare sport e preparare sorprese per le persone che ami. Lanzarote è un’isola nella quale fermarsi, per ritrovare il gusto di annoiarsi e riscoprirsi.

La nostra giornata tipo in questo paradiso temporale può riassumersi in pochi punti:

Ricerca dell’onda giusta. Attività che, nella migliore delle ipotesi, poteva impegnarci diverse ore. Per inciso: una volta siamo saliti in auto alle nove del mattino e, dopo una giornata di interminabili valutazioni meteo-surfistiche, abbiamo deciso di entrare in acqua al tramonto. Follia surfista: scegliere un’isola tranquilla, tendenzialmente senza traffico, e trascorrere il tempo in auto alla ricerca dell’onda perfetta, anche nei giorni di piatta.

Pranzo veloce. Se avete voglia di immergervi nella vita del posto, chiedete del TeleClub di zona. Ogni agglomerato pseudo urbano di Lanzarote ne ha uno: in origine erano i luoghi dove i compaesani si riunivano per guardare insieme la TV o giocare a bocce. Non garantisco sulla qualità del cibo; sarete però sicuri di incontrare gente del posto ed un’atmosfera tendenzialmente Conejera – termine che si utilizza per definire luoghi ed abitanti di Lanzarote.

I locali invece definiscono i turisti Ghiri! Che non è propriamente un termine elogiativo, ma neanche dispregiativo: del resto il ghiro è un essere che si aggira senza molta cognizione di causa, con l’atteggiamento tra il faceto ed il distratto: insomma, il classico turista.

Pomeriggio tranquillo. Lanzarote è un’isola che per lo più si regge sul turismo, ma che riserva tanti spunti inaspettati, per chi vorrà trovarli. Allontanarsi da Playa Blanca e Puerto del Carmen può essere una buona idea; oppure visitare i luoghi consigliati dalle guide turistiche, ma con il proprio ritmo. Fermarsi a chiacchierare con le persone, godersi un tramonto sulla spiaggia di Famara, imbucarsi in un barbecue improvvisato per le stradine locali. E la sera è già arrivata.

Una cena speciale. Tra i tanti locali, ce ne sono due che forse meritano più degli altri: uno è El Amanecer ad Arrieta, un ristorantino che si affaccia sul mare. Forse col tempo è diventato un po’ troppo turistico, ma ha conservato il calore e la gentilezza dei camerieri, che sono gli stessi di una volta. Il pane caldo appena ti siedi, le salse appetitose negli antipasti, il pesce freschissimo.

L’altro ristorante consigliato è Chef Nizar ad Arrecife. Nizar è uno chef incredibile, che utilizza solo ingredienti della terra, a seconda della stagione e di ciò che offrono le sue coltivazioni. Lì si può assaporare uno dei dolci più buoni che esistano: una mousse di cocco e yogurt, con salsa al melograno (ma solo nella stagione del melograno!).

Non resta altro che dire: Buen apetito y buena suerte!

Testo e foto di Viviana Biffani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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