Affitti brevi: una strada vincente per il turismo post-Covid

Affittare case anziché soggiornare in albergo: questa sembra essere la preferenza degli italiani dopo la pandemia. Non solo per le vacanze, si cercano luoghi tranquilli anche per lavorare da remoto godendo delle bellezze circostanti. La soluzione sembra trovarsi nel mondo degli affitti brevi.

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Foto di Vlada Karpovich da Pexels

Dopo l’avvento del Coronavirus, l’organizzazione di un viaggio è tesa alla ricerca di luoghi sicuri e garanti del distanziamento sociale. Le destinazioni non sono più le grandi città, ma le mete locali e poco turistiche.

Il timore di ritrovarsi in luoghi affollati alimenta il desiderio di isolamento e tranquillità. I dati dell’ISTAT relativi all’andamento del turismo nel 2020 hanno rilevato chela ricettività extra -alberghiera è stata la prima a ripartire. Dopo il lockdown di primavera si sono intensificate le prenotazioni di case affittabili per un breve periodo, proprio perché percepite più sicure rispetto agli hotel.

Un equilibrio tra il piacere e il dovere

Oltre che per trascorrere le proprie vacanze, molte persone hanno prenotato le case per lavorare da remoto. L’estate del 2020 è stata quella dell’holiday working: in molti hanno deciso di svolgere il loro lavoro in luoghi dove erano soliti trascorrere le vacanze, coniugando dovere e piacere.

Lo smart working ha eliminato il fastidioso tragitto casa-lavoro e ha instillato una concezione più flessibile dell’uso degli spazi. Un sondaggio di Air B&B ha evidenziato come due lavoratori del terziario su tre abbiano considerato l’idea di risiedere per un limitato periodo in un luogo diverso da quello di residenza.

L’AIGAB: la voce delle locazioni brevi

Alcune aziende che operano nel settore degli affitti brevi hanno deciso di unirsi per realizzare l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB). Il presidente Marco Celani spiega come questo comparto abbia dovuto combattere l’onda d’urto che si è abbattuta in Italia senza alcun aiuto dallo stato, ma ora il mercato sembra premiarli.

In termini di ricettività, il settore extra-alberghiero sta superando quello alberghiero. L’AIGAB chiede un maggiore coinvolgimento delle istituzioni, evidenziando come una migliore gestione delle locazioni brevi garantirebbe vantaggi anche per lo stato.

Una speranza per i piccoli comuni

L’obbiettivo dell’associazione è quello di ottenere un riconoscimento da parte del governo e l’impegno dei proprietari di seconde case inutilizzate a metterle a reddito. Queste verrebbero poi affidate a operatori specializzati in grado di promuoverle online nel pieno rispetto delle normative.

In Italia c’è un patrimonio di sei milioni di case inutilizzate e molte di esse sono situate in comuni che si stanno lentamente spopolando. Attraverso una corretta promozione sul web, questi edifici potrebbero attirare turisti e persino nuovi abitanti, offrendo nuove opportunità alla zona.

Info utili

Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale dell’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi.

Testo di Giulia Riedo | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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