Coronavirus e vaccino: come cambia il mondo del viaggio

Il mondo del travel ha subito una grave crisi a causa del Covid-19, ma l’inizio delle vaccinazioni sembra che lo stia rianimando. Vediamo come tutto ciò ha influenzato l’accessibilità e le modalità del viaggio.

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Hamad International Airport di Doha in Qatar completamente vuoto durante la pandemia Photo by Safwan Mahmud on Unsplash

In questo 2020, gli amanti del viaggio hanno dovuto lasciare il loro trolley sotto il letto, arrendendosi ai divieti che il Covid-19 ha imposto. Finalmente inizia a intravedersi una luce alla fine del tunnel, una speranza che può porre rimedio alla crisi che ha colpito il settore del travel (e non solo): il vaccino.

Fin dal momento del suo annuncio, gli animi dei viaggiatori si sono risvegliati dall’obbligato torpore e si sono rivolti all’organizzazione della prossima vacanza. Dai dati emersi dal report del gruppo eDreams Odigeo è risultato che da quando le case farmaceutiche hanno annunciato i successi dei primi vaccini, il 19% degli italiani si è precipitato a cercare un volo online, quasi il doppio degli altri europei. Per quanto possa considerarsi (e forse lo è) una panacea che renderà il 2021 un anno migliore, il vaccino porta con sé delle questioni da dirimere nell’ambito del viaggio.

Il vaccino sarà necessario per volare?

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Photo by Emin BAYCAN on Unsplash

Ora che molti paesi hanno iniziato a immunizzare i propri cittadini contro il virus, bisogna considerare come la vaccinazione inciderà sulle modalità di spostamento tra uno stato all’altro. In poche parole, il vaccino sarà obbligatorio per chi vuole viaggiare?

Non è da escludere l’ipotesi che le compagnie aeree richiedano una prova della vaccinazione ai loro clienti. Una richiesta del genere è possibile perché si tratta di aziende private, anche se comunque varia a seconda del paese in cui hanno la loro sede. Due compagnie, l’australiana Qantas e l’americana Delta Air Lines, hanno già dichiarato l’intenzione di rendere obbligatoria l’esibizione di un certificato di vaccinazione.

Le difficoltà

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Alcune compagnie potrebbero puntare sui test rapidi in aeroporto Photo by Annie Spratt on Unsplash

Tale proposta ha trovato diverse resistenze motivate in primis dal fatto che la disponibilità del vaccino non sarà omogenea in tutto il mondo. Per esempio, la Nuova Zelanda ha respinto efficacemente il virus ed è probabile che la vaccinazione dei suoi cittadini non sia ora una priorità.

Altri luoghi invece avranno una offerta di vaccini limitata e disponibile a pagamento, il che implicherà una barriera finanziaria all’immunizzazione. Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di puntare sui test rapidi in aeroporto alla partenza e all’arrivo (come avviene sui voli tra Roma Fiumicino e Milano Linate) che permetterebbe di riaprire subito le frontiere senza attendere i vaccini.

La situazione si complica se si considera un’altra importante questione: non tutti i cittadini sono disposti a vaccinarsi, chi per motivi medici, chi per scelte personali. C’è la probabilità che molte persone ritengano un’imposizione di tale genere un’invasione della privacy o un’erosione delle libertà individuali.

Tecnologia come supporto

D’altra parte, diverse aziende e gruppi tecnologici hanno iniziato a sviluppare app o sistemi per smartphone per consentire alle persone di caricare i dettagli dei loro test e vaccinazioni Covid-19, creando credenziali digitali necessarie al viaggio e all’ammissione in determinati luoghi.

Per esempio la IBM ha sviluppato la propria app, chiamata Digital Health Pass, che consente alle aziende di personalizzare gli indicatori di cui avrebbero bisogno per l’ingresso, inclusi test del coronavirus, controlli della temperatura e registri delle vaccinazioni.

Viaggiare dopo il Coronavirus

Il virus ha modificato anche il comportamento dei viaggiatori, la cui principale preoccupazione è diventata la sicurezza nel viaggio. Aeroporti, hotel e altre strutture si stanno già organizzando per soddisfare queste nuove esigenze, così da non arrivare impreparati al flusso di turisti che probabilmente giungerà con il 2021.

Le mete locali come Castel del Giudice saranno privilegiate da molti turisti italiani

Cambiano anche le destinazioni: pare esserci un timore a lasciare i confini nazionali, preferendo mete locali. Questo può rappresentare sicuramente un beneficio per i paesi, che vedono valorizzate località di solito poco considerate. Quando la meta è estera la ricerca che si effettua prima del viaggio è molto più approfondita: si cerca di raccogliere più informazioni possibili relative al paese e al suo sistema sanitario.

Per ora il vaccino non rappresenta il definitivo annientamento del virus, che continua a rappresentare una pericolosa minaccia. Proprio la sua imprevedibilità comporta la necessità di poter modificare le date o annullare all’ultimo le prenotazioni. Le organizzazioni di viaggio, le compagnie aeree e gli hotel stanno migliorando le loro opzioni per offrire condizioni e politiche migliori.

Testo di Giulia Riedo|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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