Carnevale senza carri, ma con le mascherine!

Come tutti gli eventi che richiamano un grande pubblico, quest’anno il carnevale è sospeso, rimandato causa covid; così come tutte le manifestazioni a corredo. Accontentiamoci quindi di visitare i borghi interessati in attesa di quello del prossimo anno.

Il Carnevale di Pont Saint Martin, Valle’d’Aosta ©lovevda.it

Le bighe del Carnevale Storico di Pont Saint Martin in Valle d’Aosta lasciano il posto ai ricordi. Un momento particolare del carnevale valdostano era infatti la corsa delle bighe: ogni rione o “Insula” ne ha una propria e un proprio equipaggio costituito da un auriga e da atletici ragazzi o ragazze che provvedono al “traino”.

Il martedì è il giorno della sfilata dei carri allegorici provenienti dal paese e dai vicini centri. Quest’anno non ci sarà, tuttavia, Pont Saint Martin a pochi chilometri dalla strada romana delle Gallie è un luogo grazioso da visitare, con il suo bellissimo ponte romano perfettamente integro e molto scenico.

Alto 23 metri, largo 5, costruito ad una sola campata in pietra larga 35 metri, un tempo era l’unico passaggio per i viandanti, commercianti, pellegrini e soldataglie, diretti in Valle o nella pianura padana. Camminare su una così antica costruzione ed entrare nel piccolo centro storico del borgo sarà emozionante, anche senza poter godere del carnevale!

Andiamo in Piemonte

Il Piemonte è una terra ricca di tradizioni carnevalesche. Molte città e piccoli territori in giro per la regione si prepara”va”no a onorare queste tradizioni facendo rivivere le tipiche feste del periodo.

Accantonate per quest’anno la mitica “colossale” fagiolata, la kermesse gastronomica che vede come protagonista un’eccellenza del territorio di Santhià, il fagiolo di Saluggia, coltivato nella provincia di Vercelli. 20 quintali di fagioli, 150 caldaie di rame per cucinare 20.000 razioni e 300 camerieri per distribuire la colossale fagiolata, la più grande d’Italia. Numeri talmente pazzeschi da poter concorrere al “Guinness dei primati”, che ha ammesso la manifestazione alla certificazione per entrare nel libro dei record.

Santhià tra la provincia di Vercelli, quella di Biella e Torino, terra di risaie e di acque, porta d’accesso il Lago di Viverone e la Serra Morenica d’Ivrea è la vostra metà per allietare il tempo libero e celebrare il fine settimana, anche senza il carnevale.

A Santhià non ci sono più, almeno per il 2021, i tamburi che danno inizio al carnevale… se non nella fantasia e nei sogni di chi quel carnevale lo desidera tanto. Ma Santhià è il verde, è l’umanità, è un paesaggio fatto di tanti piccoli laghi delimitati da semplici argini. Santhià è la risaia più grande d’Europa.

Scarpe comode. Si parte in un percorso gradevole, per nulla faticoso e adatto a tutte le età e sopratutto immerso nella via Francigena. Potete camminare lentamente e respirare il profumo della genuinità, offerto dalla natura.

Il carnevale di Borgosesia

Il Carnevale di Borgosesia

Una lacrimuccia scende al ricordo del carnevale di Borgosesia. Non solo carri, maschere ed eventi… a Borgosesia c’è un evento unico in tutta Europa: il Mercu Scûrot, in piemontese: il Mercoledì oscuro, ovvero il Mercoledì delle Ceneri. Mentre tutti gli altri carnevali di rito romano terminano con il Martedì grasso, il carnevale borgosesiano vive il suo atto conclusivo nel primo giorno di Quaresima, per inscenare con un lungo corteo una sorta di funerale del carnevale stesso con Frac, Cilindro e Cassù. 

Borgosesia è un piccolo centro del piemontese ricordato per la Manifatture Lane che finanziò l’acquisto di due piroscafi su cui si imbarcarono i Mille. Qui vi aspetta il Santuario di Sant’Anna che deve la sua fama alle sei cappelle dedicate agli episodi della vita della Vergine. Ma merita una visita anche il Sacro Monte di Varallo, sorto per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa, volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina.

Dal profano carnevale, alla sacralità di luoghi che qui solo troverete. Il complesso degli edifici, una cinquantina è stato costruito nel corso di un paio di secoli. Ogni cappella rappresenta, con affreschi circa 4.000 figure e con gruppi di 400 statue, scene della vita di Gesù e di Maria.

I carnevali che ci mancheranno

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Un momento del carnevale di Aliano, in Basilicata

Tra i carnevali indimenticabili, che più ci mancheranno, c’è quello di Aliano. Inquietanti, bizzarre e variopinte sono le sue maschere cornute protagoniste del Carnevale. Ma Aliano, in Basilicata, è il paese dei calanchi e già solo per ammirare questo spettacolo della natura val la pena mettersi in macchina e raggiungerlo, appena si potrà! Grandi colline caratterizzate da profondi solchi che avvolgono il borgo in un paesaggio lunare.

In questi luoghi di grande fascino è anche possibile vedere il volo del capovaccaio, un avvoltoio sacro agli antichi egizi e oggi molto raro. “Spalancai una porta-finestra – scrisse Levi – mi affacciai a un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall’ombra dell’interno, rimasi quasi accecato dall’improvviso biancore abbagliante.

Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”. Aliano vi attende.

a cura di Fuoriporta |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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