Pordenone: il suono del silenzio

Dal 7 al 14 ottobre, a Pordenone, si terrà la 42esima edizione delle “Giornate del Cinema Muto”. Il festival monotematico, dedicato al cinema delle origini, è un appuntamento cinematografico di rilevanza internazionale che richiama nella città friulana appassionati, cinefili, curiosi e studiosi da tutto il mondo.

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Una veduta aerea del centro storico di Pordenone, Friuli Venezia Giulia ©Shutterstock

Ci sono voluti tre anni, dal 1926 al 1929, perché il cinema sonoro si affermasse definitivamente, prima ad Hollywood e poi nel resto del mondo.

Ma la nascita dei “talkies”, come in America erano chiamati i primi film parlati, fu anche la pietra tombale di quel cinema muto che per trent’anni aveva dominato la scena e che aveva ormai raggiunto la sua piena maturità espressiva.

La fine di un’epoca

A poco a poco i capolavori del muto divennero invisibili. Per fare spazio negli archivi, gli stessi studios che avevano prodotto i film ne distruggevano negativi e copie.

Grandi star e registi affermati finirono nel dimenticatoio, incapaci di adattarsi al nuovo cinema sonoro. Le monumentali sale cinematografiche, sontuose come palazzi adorni di stucchi, statue, balconate, organi Wurlitzer e buche d’orchestra, venivano distrutte o riconvertite per accogliere nuovi proiettori, nuovi schermi, nuovi impianti acustici, un nuovo pubblico. In pochi anni, oltre l’ottanta per cento dei film prodotti fino al 1930 scomparve per sempre.

A cominciare dagli anni Settanta, grazie al lavoro pionieristico di ricercatori come Kevin Brownlow, il cinema muto è tornato a suscitare interesse, curiosità, passione e anche finanziamenti.

Da cineteche, archivi e collezioni private sono stati recuperati decine di film rari, dimenticati, considerati perduti: tra gli ultimi più clamorosi ritrovamenti la copia 16mm di Metropolis (1927), scoperta fortunosamente in Argentina nel 2008, che ha permesso di ricostruire una versione pressocché completa del capolavoro di Fritz Lang.

Il festival

Le “Giornate” di Pordenone sono ormai riconosciute come uno dei festival cinematografici più importanti al mondo per unicità e qualità culturale della proposta e costituiscono la vetrina più autorevole e qualificata in cui allestire una annuale selezione di film ritrovati, recuperati o restaurati da cineteche, compagnie private, organizzazioni ed enti pubblici.

I film sono mostrati al pubblico internazionale di studiosi, storici del cinema e cinefili che affolla la città friulana esattamente come furono visti dagli spettatori dell’epoca, con la giusta velocità di proiezione, il corretto formato dell’immagine, l’accompagnamento musicale dal vivo di solisti o ensemble e, quando possibile, in 35mm che permette di ritrovare la trasparenza, la luminosità e il forte contrasto tra bianchi e neri caratteristici del nitrato e della pellicola ortocromatica.

I grandi appuntamenti

Anche quest’anno tantissimi gli appuntamenti imperdibili per il pubblico che, dalla mattina fino a tarda serata, fa la spola tra il nuovo Teatro Verdi di viale Martelli e il Cinemazero di piazza Maestri del Lavoro. Tra questi: “Poker Faces” (H. Pollard, 1926), commedia interpretata dal bravissimo Edward Everett Horton che molti ricorderanno come presenza fissa nei primi musical di Fred Astaire (giovedì 12 ottobre, ore 21), “La divine croisière” (1929), uno degli ultimi muti diretti da Julien Duvivier, maestro del cinema francese classico prima della nouvelle vague di Godard e Truffaut (evento inaugurale di sabato 7 ottobre, ore 21).

Ancora: “Hell’s Heroes” (1929), western diretto da William Wyler, regista del famoso Vacanze romane (domenica 8 ottobre, ore 21), “Circe the Enchantress” (R. Z. Leonard, 1924), protagonista Mae Murray, una delle maggiori star dell’epoca (venerdì 13 ottobre, ore 21).

Il lungo elenco continua con “The Pilgrim” (1923), presentato con accompagnamento musicale sulla partitura che lo stesso Chaplin scrisse per la riedizione del 1959, e “Sherlock Jr.” (1924), con la celebre scena del sogno in cui Buster Keaton irrompe letteralmente nella finzione dello schermo (evento di chiusura di sabato 14 ottobre, ore 21, in replica domenica 15, ore 16,30), “The Love That Lives” (1917), rarissima opera del regista di origine lucana Robert G. Vignola, ai tempi nome di primo piano ed oggi del tutto dimenticato (sabato 7 ottobre, ore 15.45).

Ma la vera chicca, presentata con la musica live di un trio di pianoforte, violoncello e percussioni, è “Merry-Go-Round” (1923), ennesimo capolavoro mancato di Erich von Stroheim (il celeberrimo maggiordomo di Viale del tramonto), licenziato in tronco dal produttore Irving Thalberg a metà della riprese e sostituito da Rupert Julian (lunedì 9 ottobre, ore 21).

Informazioni utili:

Per assistere alle proiezioni del festival è necessario accreditarsi o direttamente presso gli uffici nella Biblioteca Civica di piazza XX Settembre, di fronte al Teatro Verdi (tel. 389.1603000) o sulla pagina compilando la scheda all’indirizzo.

L’accredito costa 80 euro (45 euro per gli studenti fino a 26 anni) e consente l’accesso a tutte le proiezioni,eccettuati gli eventi di apertura, chiusura e del mercoledì per i quali è previsto un biglietto del costo di 20 euro, acquistabile sia presso la cassa delle Giornate (tel. 324.7912020) e sia in prevendita sul sito con una maggiorazione di 3 euro.

Sul sito della biglietteria è possibile anche acquistare i biglietti (maggiorati a 12 euro o 23 euro per le proiezioni-evento) per chi volesse assistere soltanto ad una o più singole proiezioni. Al costo di 29,90 euro si acquista l’abbonamento per le proiezioni online: i film (uno o due titoli al giorno) restano disponibili sulla piattaforma per 48 ore.

Testo di Francesco Ernesto Fagiani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com