Impronte di Sardegna #2 Tharros, Abbasanta, Lago Omodeo, Cantina Mesa

Due colonne, perfette nell’imperfezione della loro natura di monumenti spezzati dal tempo, che s’innalzano verso il cielo dell’autunno sardo; un lembo di terra che si protende nel Mediterraneo: questo e molto altro è Tharros, antica città fenicia risalente all’ottavo secolo prima di Cristo.

Siamo sul territorio del comune di Cabras, in provincia di Oristano. Ma la Sardegna custodisce tesori ancora più antichi: tra questi, il nuraghe Losa ad Abbasanta.

Francesco Rizzo, titolare di Cascina Ovi, ne racconta la Storia e la storia – quella universale antica di millenni, quella personale che ricorda l’infanzia – intersecandole e dandone un’interessante interpretazione: per comprendere davvero la Sardegna, occorre la pazienza e l’amore di andare oltre la superficie delle cose.

Storia e sapori: un incontro interessante, quello con Graziano Pranteddu, rivela nel proseguire del video e dell’itinerario un segreto che pochi conoscono, la carapigna, granita tradizionale sarda (non chiamatela sorbetto) che deriva il suo nome da un verbo dell’antico castigliano, “carapeñar”, che significa “rendere freddo” e che vanta una tradizione di quattrocento anni.

Le parole possono dire poco: l’invito è, avendone la possibilità, assaggiare questa delizia, preparata fin dal ‘600 utilizzando spremuta di limone e impiegando quale refrigerante la neve caduta ad alta quota, conservata nelle “Domos de su níe”, “case della neve” appunto, ossia le neviere, isolate dall’esterno con frasche, felci e paglia. La neve pressata era poi tagliata in blocchi e trasportata impagliata a dorso di cavallo nei luoghi di utilizzo.

Sapori e territorio, dunque: su questi temi, lasciamo ora alle parole degli stessi Sergio Mei e Francesco Rizzo, insigniti del “Premio per la strada della pasta del Barigadu” in occasione della VI edizione del Premio Biennale “Lago Omodeo – Noi sardi nel mondo”, il compito e il piacere di condurci in un nuovo, coinvolgente itinerario virtuale.

La giornata prosegue nel cuore del Sulcis, dove un altro grande, grandissimo sardo accoglie, con la sua squadra, le nostre guide: Gavino Sanna apre le porte della Cantina Mesa, la Tiffany del vino. Qui le parole lasciano il posto al gusto, il gusto all’emozione, l’emozione – a sua volta – alla commozione.

(2-Continua)

Testo di Pio Parentelli|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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