“Bice Lazzari, e i linguaggi del suo tempo”: questo il titolo della mostra che si inaugurerà il 16 ottobre 2025 a Palazzo Citterio. In mostra 110 opere di un’artista che ha segnato profondamente il Secolo Breve.

Una mostra che è il racconto di un viaggio personale e artistico durato più di quaranta anni. Tutto il Novecento, dagli anni 30 e fino agli 80, è stato influenzato dalla visione e dal segno di Bice Lazzari. Si tratta di una grande retrospettiva che espone opere provenienti da musei italiani e stranieri e che racconta la sua lunga carriera.
Il segno di Bice Lazzari
Si parte dagli anni ’30 e ’40 del Novecento, periodo dell’Arte Applicata, per passare all’arte murale, al disegno di tessuti per Giò Ponti e fino all’ultimo periodo creativo degli anni ’70 e ’80 con il minimalismo rigoroso che rappresenta l’estrema sua fase creativa.

Una evoluzione artistica raccontata attraverso le opere; una grande esposizione, la prima antologica in Italia che ha richiesto quattro anni di ricerche nell’Archivio Bice Lazzari di Roma. Renato Miracco, il curatore, racconta di una ricerca minuziosa attraverso documenti e lettere della pittrice, una perlustrazione minuta da cui è nato il percorso espositivo.
Personalità complessa quella di Bice Lazzari, artista schiva ma dalla creatività immensa che ha aperto molte porte e frontiere intercettando con il suo lavoro, cambiamenti, correnti, anticipazioni. Questa mostra è la riscoperta di una grande personalità artistica e fino ad ora non sufficientemente valorizzata.
Un percorso nel mondo di un’artista
E’ semplice e piacevole seguendo le opere-dagli anni ’30 fino agli ’80- intuire il percorso artistico di Bice Lazzari, lo studio e la continua ricerca di un codice interpretativo della realtà che muta nel tempo ma che mantiene un’impronta personale assoluta volta sempre alla semplicità.

Lo sforzo permanente è quello di trasformare la realtà nell’astratto, anche se la Lazzari non definiva la sua arte come astratta, termine troppo chiuso e rigido. Piuttosto il suo segno era la Non Oggettività.
Bellissimo all’inizio del percorso l’autoritratto, così come le collane, le borse e i tessuti che rappresentano l’inizio della carriera nel segno dell’arte applicata Si prosegue con le opere più “materiche” della fine degli anni ’40 dove l’artista utilizza gessi, colle e sabbia. Un racconto artistico e umano lungo decenni, una ricerca mai conclusa partita dal figurativo e approdata all’astratto attraverso più di cento opere nate in sessanta anni di attività.

La mostra si tiene a Palazzo Citterio, naturale allargamento della Grande Brera verso il moderno e il contemporaneo. Il Direttore, Angelo Crespi pone l’accento sul valore “scientifico” della Grande Brera che deve essere un polo di studio da cui nascono esposizioni volte a dare valore alle opere e non allestimenti che puntano al mero marketing.

Informazioni utili
Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo. Milano, Palazzo Citterio, via Brera 12.
Dal 16 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026.
da giovedì a domenica, 14-19. Fino a dicembre, ogni primo sabato del mese , 10-19.
Ingresso 12 euro, ridotti 8 euro.
Testo e foto di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































