Può succedere che una cena diventi il racconto di una vicenda ricca di significato, attraverso l’olio, principe del mediterraneo, re di Sicilia. Ormai unica in Italia a detenere lo stesso marchio da quattro generazioni, la famiglia Barbera lavora per l’eccellenza olearia, e la porta nel mondo.
In una limpida serata milanese di maggio, un’elegante tavolata da Peck ha celebrato il legame con la Sicilia e la storia familiare dei Premiati Oleifici Barbera. E lo ha fatto attraverso un percorso gastronomico costruito attorno alle etichette simbolo della produzione.
Una storia di famiglia che inizia a fine 800

I protagonisti della degustazione sono stati gli oli della linea Lorenzo, dedicati a tre generazioni della famiglia e intesi come simbolo del passaggio di testimone tra passato e futuro aziendale. A ulteriore compendio di eccellenze è stato valorizzato Kalat, olio biologico IGP Sicilia recentemente premiato con il Gold ai Sofi Awards 2026 di San Diego nella categoria dedicata a oli e aceti.
Fondata a Palermo nel 1894, l’azienda costituisce l’unico marchio storico del comparto oleario italiano ancora guidato dalla famiglia fondatrice, giunta alla quarta generazione con Manfredi Barbera.
Il gruppo è presente in oltre cinquanta Paesi e realizza circa il sessanta per cento del proprio fatturato sui mercati internazionali. Considerando Nord America, Europa e Asia come aree strategiche di sviluppo.
Sperimentazione e avanguardia nel segno della tradizione

Negli ultimi anni ha potenziato un percorso di innovazione basato sull’integrazione tra tradizione agricola siciliana, ricerca e nuove tecnologie. La Sicilia rappresenta infatti il cuore dell’identità aziendale. E la biodiversità e le varietà autoctone costituiscono la base di una strategia che punta a valorizzare il patrimonio olivicolo del territorio.
Gli investimenti aziendali si concentrano sul frantoio sperimentale di Custonaci e sui nuovi oliveti intensivi biologici. Che vengono coltivati tramite sistemi avanzati di sensoristica, efficientamento idrico e agricoltura di precisione.
Manfredi Barbera ha dichiarato che il racconto del loro olio coincide anzitutto con quello della Sicilia, della sua cultura agricola e del lavoro quotidiano di molte persone. Ha sottolineato che la crescita aziendale mantiene forte il legame con il territorio e la qualità. Orientandosi costantemente al futuro attraverso investimenti in ricerca e innovazione tecnologica per unire tradizione, sostenibilità e visione internazionale.
Portare la ricchezza della terra di Sicilia nel mondo

Premiati Oleifici Barbera figura inoltre tra le dieci imprese premiate da Intesa Sanpaolo per la tappa Agribusiness della sesta edizione di Imprese Vincenti. Il programma dedicato alle piccole e medie imprese che esprimono il meglio dell’imprenditoria italiana.
Il riconoscimento è stato consegnato a Torino durante l’incontro dedicato alle filiere agroalimentari. Manfredi Barbera è stato orgoglioso di risultare fra le realtà capaci di competere sui mercati esteri generando valore per le comunità locali.
Una visione costruita nel tempo, sfociata anche nella creazione del consorzio Cofiol, nato per sostenere le produzioni locali e costruire una rete stabile tra produttori. Così come il progetto sviluppato negli ultimi dieci anni insieme all’Università di Palermo sull’uliveto sperimentale superintensivo. Con l’obiettivo di rafforzare la competitività e il valore dell’olio extravergine italiano nel mondo.
Un soggiorno di scoperta e gusto

Chi volesse incontrare da vicino la realtà e la storia di Premiati Oleifici Barbera può oggi scegliere un breve viaggio iniziatico nelle terre di Custonaci, nel Trapanese. Dagli ulivi all’estrazione dell’olio, ai sapori unici di una terra generosa, a siti affascinanti che raccontano vicende antiche.
C’è una grande varietà di percorsi. Si può assistere al processo produttivo nel frantoio e nel reparto imbottigliamento, scoprendo l’evoluzione tecnologica dagli ulivi secolari a quelli sperimentali. C’è l’opportunità di degustare prodotti tipici al bistrot o partecipare a laboratori didattici nel museo agricolo.
Il viaggio si arricchisce con la visita all’antico frantoio della Grotta di Mangiapane, perfettamente conservato e testimone di un’epoca eroica nell’oleicoltura siciliana. Da quest’anno, in più la possibilità di un soggiorno rigenerante presso l’elegante agriturismo dell’Ardigna. Immerso nella natura incontaminata e impreziosito da un uliveto intensivo dedicato esclusivamente alle cultivar autoctone siciliane. Per ascoltare il silenzio cogliendo il respiro della terra.
Testo di Gianfranco Podestà foto courtesy Oleifici Barbera|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































