Brescia Cosplay & Comics 2026, una fiera piccola ma con molto potenziale

In un mondo in cui emergono fiere in ogni città e frazione italiana, ci sono alcuni eventi veramente minuscoli che, nel loro piccolo, valgono veramente il nostro tempo: il Brescia Cosplay & Comics 2026, pur con alcuni limiti organizzativi, è uno di quei casi.

I servizi

Per parlare del Brescia … conviene partire dalla nota più dolente: l’organizzazione di tutto ciò che precede la fiera è stata estremamente carente, con un sito di difficile navigazione, da cui era difficile ottenere informazioni necessarie sia lato parcheggio, sia lato biglietti, addirittura con delle indicazioni effettivamente errate.

Nel concreto, appena arrivati, risulta difficile trovare il parcheggio e si finisce per dover usufruire di una delle aree sotto al castello, con conseguente salita a piedi che si sarebbe volentieri evitata tramite navetta, i cui orari erano però insufficienti per questo fine – carenza non imputabile direttamente alla fiera, ma che ne ha compromesso in prima battuta la godibilità.

Ma se l’ingresso inizialmente in fiera lasciava ancora aperto qualche punto di domanda – buona la gestione degli ingressi, ma non risultava immediato il perimetro dell’evento – il notare qualche accorgimento ulteriore rispetto all’organizzazione complessiva ha sicuramente reso l’esperienza nel complesso molto più godibile.

Anzitutto, a fronte di una mancanza di servizi in loco, invece di optare per i classici e poco piacevoli bagni chimici, la fiera si è fornita di un buon numero di bagni capsula molto più piacevoli da utilizzare, ed è riuscita a portare un’offerta gastronomica estremamente soddisfacente.

Nello specifico, vicino al palco sono stati allestiti diversi stand di cibo più ricercato rispetto al classico cibo da fiera – due stand di cibo asiatico di buon livello – e uno stand solo per acqua e bibite fornite in bicchieri con il ghiaccio – un vero toccasana in una giornata così calda – che aveva il suo gemello anche nell’altro lato della fiera, così da non rimanere mai con la gola secca.

E l’aver inserito anche un nutrito numero di tavoli per sedersi a mangiare e a riposare ha reso il lato servizi del … complessivamente soddisfacente.

Gli spazi

Pur, come indicato, con qualche iniziale difficoltà di orientamento, gli spazi della fiera si sono rivelati non solo facilmente fruibili – era sostanzialmente una linea unica ben distribuita al piano terra del castello – ma anche con una posizione strategica sotto gli alberi per poter usufruire quasi costantemente di un sollievo dalla calura.

Buona anche la scelta – non scontata – di rendere facile l’ingresso e l’uscita dalla fiera – nonostante concretamente, soprattutto per via della salita non indifferente, non ce ne fosse particolare bisogno – per una fiera che, nel suo piccolo, ha gestito bene lo spazio che aveva, rendendo possibile al visitatore avere tutto quello di cui aveva bisogno in ogni momento – senza, in altre parole, dover passare da un lato all’altro della fiera per una semplice bottiglia d’acqua.

L’offerta

Visitando il Brescia… ho avuto la sensazione che non si volesse mai che il visitatore si sentisse annoiato.

L’intrattenimento principale è stato dislocato su due palchi – quello principale e quello minore – così da fare in modo che ci fosse sempre dell’intrattenimento all’attivo, fra spettacoli, balli, interviste e la gara cosplay – quest’ultima cominciata con un’ora di ritardo e tirata fino all’ultimo minuto della fiera, ma nondimeno piacevole.

In linea generale, l’offerta è stata complessivamente variegata, affiancando agli stand più commerciali diversi artisti locali e associazioni, con particolare lustro all’artist alley – riguardo alla quale ho avuto riscontri positivi dagli stessi espositori – veramente nutrita per una fiera così piccola. 

Insomma, una fiera a cui è impossibile annoiarsi.

Conclusioni

Nonostante i suddetti problemi organizzativi che sono sicuramente da rivedere – specificatamente per le informazioni precedenti all’arrivo in fiera – il Brescia… si conferma un evento piccolo, locale, ma non meno che vale la pena visitare – al netto di un costo del biglietto obiettivamente troppo alto.

Ci si vede l’anno prossimo sotto al castello!

Testo di Costanza Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com