L’itinerario “In bici tra Valli e Delizie” preparato dal Consorzio Visit Ferrara si snoda per circa 180 chilometri tra città d’arte, residenze estensi, borghi, oasi naturalistiche e paesaggi del Parco regionale del Delta del Po. Un viaggio lento in sella alla due ruote per scoprire il territorio ferrarese attraverso la sua storia, la sua natura e le sue atmosfere più autentiche.

Ci sono territori che si lasciano attraversare e altri che, per essere davvero conosciuti, chiedono di essere percorsi lentamente. Il ferrarese appartiene a questa seconda categoria: una terra di grandi orizzonti, strade tranquille e paesaggi che cambiano gradualmente, dove la bicicletta diventa la compagna ideale per seguire il filo di una storia fatta di arte, acqua, natura e antiche dimore.
Da queste parti, pedalare significa prendere le distanze dalla fretta e avvicinarsi al paesaggio. Vuol dire lasciarsi alle spalle le vie più battute, seguire un argine, attraversare un borgo, fermarsi davanti a una corte rinascimentale o lasciarsi sorprendere dalla quiete delle campagne. A ogni curva il territorio svela un dettaglio: una testimonianza del passato, un filare che accompagna la strada, il riflesso dell’acqua, una dimora storica che racconta secoli di vita e di cultura.
È lungo questo itinerario lento, dove la distanza diventa esperienza e il viaggio acquista il ritmo delle due ruote, che ha preso forma “In bici tra Valli e Delizie”. Un percorso di circa 180 chilometri messo a punto dal Consorzio Visit Ferrara che dal capoluogo estense si apre verso la parte orientale della provincia e invita a scoprire, pedalata dopo pedalata, una delle anime più affascinanti dell’Emilia-Romagna. Il tragitto tocca in particolare i territori dei comuni di Portomaggiore, Ostellato ed Argenta, partner di Visit Ferrara nella stesura del progetto.

Ferrara, città del Rinascimento tra arte, storia e natura
Si parte da Ferrara, una importante città d’arte con il centro storico patrimonio Unesco. Una realtà elegante, raccolta e facilmente visitabile a piedi o in bicicletta. Il suo simbolo indiscusso è il Castello Estense: è stato costruito negli ultimi decenni del XIV secolo per volontà di Nicolò II d’Este come fortezza difensiva e successivamente trasformato in residenza ducale. Ancora oggi conserva il fossato, i ponti levatoi, le torri, gli appartamenti ducali, le antiche prigioni, le cucine e il Giardino pensile degli Aranci su un terrazzo del Castello.
Un’altra chicca è Palazzo Schifanoia la più celebre delle Delizie estensi che racconta il volto più raffinato e gioioso della corte rinascimentale. Voluto da Alberto V d’Este alla fine del Trecento come luogo di svago e riposo, deve il suo nome all’ambizione di “schivar la noia”, trasformando il tempo libero in un’arte. Oggi sede museale, custodisce uno dei tesori pittorici più preziosi del Rinascimento italiano: il Salone dei Mesi, uno straordinario ciclo di affreschi che invita a immergersi nell’immaginario, nei simboli e nella magnificenza della Ferrara di corte.

Tra i monumenti più rappresentativi di Ferrara c’è sicuramente il Palazzo dei Diamanti, immediatamente riconoscibile per le migliaia di bugne, circa 8500, di marmo bianco e rosa lavorate a forma di punta di diamante.
L’edificio ospita importanti esposizioni organizzate da Ferrara Arte (attualmente è in pieno svolgimento la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky – Nuovi sguardi sulla natura e la modernità), mentre al piano nobile ha sede la Pinacoteca Nazionale, nata nel 1836 e divenuta museo statale nel 1958. Le sue collezioni raccontano lo sviluppo dell’arte ferrarese, con particolare attenzione alla scuola pittorica rinascimentale.
La città estense è circondata da circa nove chilometri di mura, di epoca rinascimentale, tra le meglio conservate d’Italia. Un percorso che tocca porte, torrioni, baluardi e terrapieni che danno vita oggi ad un grande percorso verde frequentato quotidianamente da pedoni, sportivi e ciclisti.

Via delle Volte ed il fascino della Ferrara medievale
Accanto all’eleganza della Ferrara rinascimentale, la città svela un’anima più antica e suggestiva, custodita in un dedalo di stradine strette, facciate in cotto e passaggi coperti.
È qui che si incontra Via delle Volte: al centro del “quadrivio medievale” è uno degli scorci più caratteristici del centro storico, dove il tempo sembra rallentare. Un tempo animata dai traffici di mercanti e artigiani, la strada conserva il fascino della Ferrara medievale: gli archi sospesi, che un tempo collegavano abitazioni, botteghe e magazzini, disegnano oggi un itinerario ricco di atmosfera, perfetto per lasciarsi guidare dalla curiosità e riscoprire il volto più autentico della città.

Alla scoperta di alcune delle Delizie estensi più interessanti del territorio
Poi in sella alla fidata due ruote si parte alla scoperta del “basso ferrarese”, la parte della provincia che da Ferrara arriva al mare. Un percorso slow attraverso piccoli centri, strade immerse nella campagna ed alcune delle aree naturalistiche più importanti d’Italia. Lungo il tragitto si incontrano ville, palazzi e castelli voluti dalla Casa d’Este per trascorrere momenti di svago e di riposo.
Sono le Delizie estensi, riconosciute Patrimonio dell’Umanità nel 1999, alcune delle quali in perfetto stato di conservazione sono testimoni dello sfarzo che le caratterizzava un tempo. Tra queste spiccano quelle del Belriguardo (la Versailles degli Estensi) a Voghiera, di Benvignante vicino ad Argenta e la delizia del Verginese a Portomaggiore.

Ostellato e le Anse Vallive: oasi di pace per un soggiorno all’insegna della natura
Il viaggio in bici diventa quindi il modo migliore di conoscere il territorio nella sua interezza. Non solo un percorso da compiere, ma un’esperienza capace di collegare luoghi diversi legati da un unico filo conduttore: il piacere della scoperta lenta. In tale contesto passando per strade immerse nella campagna si arriva ad Ostellato, un territorio a metà strada tra Ferrara ed il mare.
Qui si incontrano le Anse Vallive (per i residenti sono le Vallette), una suggestiva zona umida di acqua dolce all’interno del Parco del Delta del Po. Riconosciuta dall’Unesco come Riserva di Biosfera MAB (Man and the Biosphere) è l’unico residuo delle antiche valli che attorniavano il paese di Ostellato, risparmiate dalle ultime bonifiche della valle del Mezzano.
Oggi sono un luogo che merita di essere esplorato in tutta tranquillità in sella alla fidata “due ruote” lungo un percorso di circa 30 km, completamente pianeggiante ed adatto davvero a tutti. È anche l’ideale per dedicarsi al birdwatching (qui sono presenti ben 150 specie di uccelli acquatici, nidificanti e di passo), alla pesca sportiva ed altre attività in “full immersion” nella natura.

Comacchio è la “piccola Venezia”
Comacchio, chiamata anche la “Piccola Venezia” è una maestosa città lagunare in provincia di Ferrara il cui paesaggio racconta una storia millenaria. Il suo centro storico, attraversato da canali e punteggiato di ponti, custodisce un fascino singolare, fatto di riflessi sull’acqua, architetture suggestive e scorci che invitano a rallentare il passo, lasciandosi guidare dalla bellezza discreta di una città sospesa tra terra e laguna.
A definire l’anima di questo territorio sono soprattutto il mare e le Valli di Comacchio, un mosaico di specchi d’acqua, argini e canneti dove la natura scandisce il ritmo delle stagioni. Per secoli, la pesca, la vallicoltura e la produzione del sale hanno plasmato l’economia e le tradizioni locali, lasciando un patrimonio che oggi si intreccia con il turismo naturalistico, balneare e culturale. Il risultato è una destinazione capace di conquistare chi cerca paesaggi autentici, esperienze all’aria aperta e il piacere di riscoprire un rapporto più lento e genuino con i luoghi.
Esplorare Comacchio significa assaporare il viaggio senza fretta, seguendo il corso dei canali, passeggiando sugli argini mentre il sole si abbassa sulle valli, entrando nei musei per conoscere la memoria del territorio o fermandosi a tavola, a pochi passi dall’acqua, per scoprire i sapori della tradizione gastronomica locale. Piccoli momenti che compongono un’esperienza ricca di sfumature, ideale per un weekend fuori porta o una vacanza all’insegna dello slow tourism, tra cultura, natura e convivialità.
A completare questo itinerario tra laguna e Adriatico ci sono i suoi Sette Lidi, con le ampie spiagge e gli stabilimenti attrezzati, alle porte del Parco del Delta del Po, uno degli ambienti naturalistici più suggestivi d’Italia.
Qui la vacanza può cambiare ritmo in pochi chilometri: dalla quiete delle valli alla vivacità della costa, dai borghi ricchi di storia agli orizzonti aperti sul mare.
Comacchio è una destinazione dalle molte anime, da scoprire stagione dopo stagione, seguendo il richiamo dell’acqua e il fascino di un territorio ancora profondamente legato alle proprie radici.

Argenta, alla scoperta di un paradiso di biodiversità
Lasciata la “Piccola Venezia” ci si dirige verso Argenta con davanti agli occhi i panorami, magici e scenografici, offerti dalla parte meridionale delle Valli salmastre di Comacchio, l’habitat prescelto da una numerosa colonia di fenicotteri rosa. Dopo una quarantina di chilometri, completamente pianeggianti, si arriva all’Oasi di Val Campotto.

L’Oasi si trova all’interno delle Valli di Argenta, una delle zone umide più vaste del Nord Italia. Un territorio di circa 1.600 ettari che ospita uno straordinario patrimonio naturalistico e una grande varietà di specie vegetali e una altrettanto ricca avifauna.
Merita sicuramente una tappa l’Ecomuseo di Argenta, un affascinante sistema culturale e naturalistico che comprende il Museo della Bonifica e il Museo Civico.
Il primo, ospitato nell‘impianto idrovoro di Saiarino, è uno splendido esempio di archeologia industriale inserito in un contesto di edifici di stile liberty.
Invece il Museo Civico, allestito nella ex chiesa di San Domenico, in centro ad Argenta, comprende la sezione archeologica e la pinacoteca civica, all’interno della quale trovano posto opere dello Scarsellino, di Benvenuto Tisi da Garofalo e di Francesco Longhi.
Nelle Valli di Argenta ci sono moltissimi percorsi ciclabili a disposizione degli ospiti. Tra questi spicca l’Anello delle Valli di Argenta, che circonda la Cassa del Bassarone, la Cassa di Campotto, il Bosco del Traversante e la Valle Santa, percorrendo argini, ponti e brevi tratti di strada.

Portomaggiore: un gioiello nascosto della provincia di Ferrara
L’antico Portus Major – il cui nome ne certificava l’importanza come scalo fluviale strategico lungo i corsi d’acqua dell’epoca, tra cui il Sandalo, un antico ramo del Po di Volano – è una gemma nascosta che merita di essere visitata con calma. I numerosi canali e corsi d’acqua che l’attraversano regalano scenari suggestivi, ideali per escursioni, birdwatching e fotografia naturalistica.
Uno dei suoi tesori più preziosi è senza dubbio la Delizia del Verginese, un significativo esempio di architettura rinascimentale ferrarese, caratterizzata da eleganza, equilibrio e simmetria. L’edificio principale, con le sue torri merlate e le forme raffinate, richiama la maestosità delle dimore estensi.

Un’altra tappa da non perdere le Anse Vallive di Porto – Bacino di Bando. Un’area naturalistica di circa 50 ettari gestita dal WWF, particolarmente apprezzata dagli appassionati di birdwatching.
Nel 2000 l’oasi è stata riconosciuta Zona di Protezione Speciale a rilevanza europea facente parte della Rete Natura 2000. Tra le sue acque e i canneti è possibile osservare una ricchissima avifauna, tra cui l’oca selvatica e la cicogna bianca. Ma anche aironi, cavalieri d’Italia e martin pescatori. La riserva ospita anche anfibi, rettili e mammiferi, come la volpe e il tasso, che contribuiscono alla straordinaria biodiversità del luogo.

Il territorio del Basso Ferrarese è caratterizzato dalla estrema varietà dei suoi ambienti ed il viaggio in bici tra Valli e Delizie preparato da Visit Ferrara è l’occasione per rallentare fermarsi, visitare e lasciarsi sorprendere da paesaggi, borghi, testimonianze artistiche e luoghi ai margini degli itinerari turistici tradizionali e che aspettano solo di essere scoperti, vissuti e raccontati.
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Sito web di Visit Ferrara
Testo di Tiziano Argazzi| Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.










































