
La tipica donna ispanica, mora, dalla pelle olivastra, coi capelli raccolti un uno stretto chignon siede sui carri addobbati a festa. Ampie gonne a pois riempiono e colorano le carrozze. Gli uomini non sono da meno: pantaloni in cuoio, camicie bianche su corte giacche nere e sombrero in testa. Indossato l’abito del flamenco si parte direzione el Rocío.
Di giorno si avanza in tutta allegria a ritmo di canti e balli e il profumo di vino rosso va a letto la notte per risvegliarsi al mattino.
I romeros partono in pellegrinaggio da ogni parte della regione, faticano a percorrere strade sterrate a bordo dei carri, dormono talvolta in condizioni non del tutto favorevoli, sui prati o al bordo dei campi, ma l’obiettivo è uno solo: giungere al Rocío per rendere omaggio alla Vergine. Un evento che unisce religione e festa e che quest’anno si festeggia dal 22 al 25 maggio con un pellegrinaggio religioso tra i più antichi di tutta la Spagna, trasformatosi negli ultimi anni non solo in una grande festa, bensì in una vera e propria esperienza spirituale. Di fronte alla Madonna si è tutti uguali e lo scambio di emozioni è forte: si appartiene tutti, indistintamente, ad un’unica terra madre che ci ha creato e nutrito.

Una delle leggende più popolari su Rocío racconta di un giovane pastore che sotto una quercia nel bosco di La Racina, trovò una statua della Maddalena. Presa con sé e infilata nel borsone, la statuetta sparì durante il tragitto verso Almonte e il giovane la ritrovò solo dopo diverso tempo nello stesso punto in cui l’aveva vista la prima volta. La storia si diffuse ben presto e la Vergine Maria diventò la regina dei boschi e la Signora dell’Andalusia, venerata e rispettata da tutti. Da qui l’origine dei pellegrinaggi al santuario di Almonte. Il numero di pellegrini era altissimo e per questa ragione si decise di dar vita ad alcune confraternite, prima a livello regionale, per poi diffondersi persino all’estero.
Il momento più simbolico di tutto il pellegrinaggio è il “salto della verja”, quando la gente di Almonte salta il cancello dell’altare per portare la Vergine fuori dall’eremo e condurla in città sulle proprie spalle. La visione della Madonna sollevata al cielo è emozionante.
Una messa solenne a cui seguono feste e danze fino a tarda notte, per festeggiare ancora una volta la Vergine Maria. E tutto, verso le prime ore del mattino, si placa, fino all’anno successivo in cui i carri si riempiranno nuovamente di fedeli.
di Ilaria De Pasqua |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































