Austria – Benessere al freddo

Corpi caldi in mezzo alla neve. Sembra il titolo di un film a luci rosse, ma se vi trovaste a Sölden, lo provereste, è proprio il caso di dirlo, sulla vostra pelle.

Aquadome di Laegenfeld
Aquadome di Laegenfeld

Seppur assediato dalle montagne innevate, il circondario di Sölden è conosciuto anche per i suoi ozi termali. Siamo tra le montagne dell’Ötztal in Tirolo, le cui cime innevate, tra cui il Wildspitze, 3768 m, la seconda montagna più alta d’Austria, avvolgono Sölden in un abbraccio spettacolare. Questo è il paradiso degli sciatori con ben 3 montagne, dai nomi impronunciabili, a superare i 3000 metri in un circuito conosciuto tra gli appassionati come il Big 3.  Trentatre impianti di risalita, 150 km di piste e oltre 15 km dedicati allo sci nordico. Sölden ha tutto quello che si conviene ad una regina delle nevi che, non a caso, ha l’onore ogni anno di aprire le danze della Coppa del Mondo di sci. Ma noi siamo qui non tanto, o non solo, per godere delle piste innevate e dei panorami mozzafiato dall’alto dei 3000 metri e

Aquadome di Laegenfeld
Aquadome di Laegenfeld

oltre, quanto per abbandonarci ai piaceri delle terme e del benessere per cui questa località è altrettanto famosa. Del resto cosa c’è di meglio dopo una giornata passata sulla neve, umidi e stanchi, se non rilassarsi in una piscina di acqua termale o con un massaggio alla sabbia calda? Poco più di un’ora di comodissimo taxi ci ha portati dritti dalla stazione ferroviaria di Innsbruck all’ingresso dell’Aquadome a Längenfeld, una quindicina di chilometri prima di Sölden. Entrambi i paesi sono collegati dalla 186, l’asse stradale che parte perpendicolare all’A12 e che corre adagiata sul fondovalle tra le imponenti vette imbiancate dell’Ötztal che si stagliano a destra e a sinistra del finestrino. L’Aquadome è una struttura inaugurata nell’Ottobre 2004, tutta dedicata al benessere psico fisico. Oltre alle 140 stanze, bellissime e costruite secondo le regole del Feng-Shui, quello che colpisce è una gigantesca piscina termale coperta da cui ha origine un fiume che, come un serpente, striscia nel gelo dell’inverno tirolese e finisce in una costruzione dove trovano posto tre piscine di differente temperatura, ma anch’esse all’aperto e costruite su diversi livelli. Uno spettacolo da provare. Lasciarsi trasportare dalle acque calde del fiume, in mezzo alle vette innevate dell’Ötztal e sotto la tersa volta stellata quando è già scesa la notte è un esperienza che si vorrebbe non finisse mai. In realtà ci aspetta la cena che qui, visto il taglio salutista del resort, combina i sapori della buona cucina con una cottura salutare e attenta dei cibi. Insomma, se possibile, tutto ci aiuta a sentirci meno colpevoli a tavola, anche quando arriva il tradizionale strudel rivisitato dallo chef dell’Aquadome. Ma il nostro pellegrinaggio alla ricerca del benessere psico-fisico non si ferma a Längenfeld. Un pugno di chilometri più avanti c’è Sölden, che a vederlo così perfetto come appena uscito da una cartolina, non si direbbe il comune più esteso d’Austria con i suoi 467 chilometri quadrati.

Trattamenti all'Aquadome di Laegenfeld
Trattamenti all'Aquadome di Laegenfeld

Al Central Spa Hotel, forse l’albergo più prestigioso della vallata, ci accoglie una signorina vestita in costume tradizionale tirolese. Una breve chiacchierata per illustrarci i punti forti dell’hotel e poi non resisto alla curiosità di sapere se il costume è una sorta di divisa per gli impiegati dell’albergo. La signorina ci guarda con stupore e ci spiega che quello è uno dei “suoi” vestiti personali che usa nella vita di tutti i giorni, al lavoro come al mercato. Qui siamo in Tirolo e vestirsi così è la norma. Siamo noi quelli fuori posto, ci fa capire tra le righe, e non lei. Una Venezia in miniatura, con tanto di cielo stellato e una gondola a bordo piscina, ci aspetta nel sottosuolo dell’albergo, nella zona termale. Da qui il percorso di piacere si snoda tra le hot-stone, le pietre calde appoggiate sul corpo seguendo le linee di energia, poi le campane tibetane, distesi su un tatami di stuoia con una musica ipnotica di sottofondo. Torniamo in stanza talmente rilassati da non avere in mente nient’altro che una lunga dormita. Ma anche qui lo chef ha intenzione di deliziarci il palato. Facciamo rotta per il ristorante. Per fortuna domani laveremo i nostri sensi di colpa su chilometri e chilometri di piste innevate da esplorare con gli sci. Circondati da panorami tinti di bianco e di blu da ammirare incantati dall’alto dei tremila metri dell’Ötztal.

Testo e foto di Vittorio Sciosia

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