Viaggio nell’Armenia millenaria, terra di montagne impervie, patria di un popolo eterno la cui memoria vive e resiste negli antichi monasteri all’ombra del sacro Monte Ararat.

Testo e foto di Vittorio Sciosia

Armenia, regione di Ararat. Il monastero di Khor Virap ai piedi del Monte Ararat
Armenia, regione di Ararat, il monastero di Khor Virap con il Monte Ararat innevato sullo sfondo ©Vittorio Sciosia

Tra le montagne del Caucaso, l’Armenia vive dell’incontro tra una storia millenaria e la spinta del presente. Il viaggio inizia da Yerevan, la capitale, spesso chiamata la “città rosa” per il caratteristico colore del tufo vulcanico dei suoi edifici

Yerevan, capitale dal cuore rosa 

Armenia, Yerevan, il complesso Cascade al crepuscolo
Armenia, Yerevan, il complesso Cascade al crepuscolo ©Vittorio Sciosia

Yerevan accoglie il viaggiatore con un’atmosfera calda e mediterranea, fatta di caffè all’aperto e grandi viali alberati. Il fulcro della vita culturale è il complesso della Cascade, una monumentale scalinata di calcare bianco arricchita da fontane, giardini pensili e sculture d’arte contemporanea

Salire i suoi gradini è come accedere all’universo culturale cittadino, anche se il vero cuore bohémien si respira poco più in là, nel Parco Martiros Saryan. Qui, all’ombra della statua dedicata al celebre pittore armeno, gli artisti locali espongono ogni giorno le proprie opere: un mercato d’arte a cielo aperto dove i colori accesi dei paesaggi caucasici prendono vita su tela. 

Continuando a salire verso il punto più alto della città, si raggiunge il Victory Park, dominato dalla maestosa statua di Madre Armenia. Con la spada in mano e lo sguardo fiero, questa titanica figura femminile torreggia sull’intera capitale, incarnazione della resilienza di un popolo

Il sacro Ararat

Armenia, Yerevan - il fuoco eterno al Monumento a Madre Armenia e il Monte Ararat sullo sfondo
Armenia, Yerevan – il fuoco eterno al Monumento a Madre Armenia e il Monte Ararat sullo sfondo ©Vittorio Sciosia

Da quassù lo sguardo si perde verso l’infinito, catturato dalla sagoma imponente e innevata del monte Ararat.

Sacro e irraggiungibile, il gigante si staglia in tutta la sua bellezza al di là del vicino confine con la Turchia, la grande nazione con cui i rapporti restano difficili anche se sono in corso tentativi di avvicinamento diplomatico.

Il respiro del passato: il tempio di Garni e la Sinfonia di Pietra

Armenia, il Tempio Ellenistico di Garni
Armenia, il Tempio Ellenistico di Garni ©Vittorio Sciosia

Lasciata la vivace Yerevan, il paesaggio armeno si trasforma rapidamente, rivelando la sua anima più selvaggia e ancestrale. Basta uscire dalla città per fare un vero e proprio salto indietro nel tempo.

Giunti a Garni, a 32 km dalla capitale, il passato splende magnifico nella visione del  tempio ellenistico della cittadina costruito nel I secolo d.C. e dedicato al dio del sole Mihr

Perfetto e incredibilmente ben conservato, questo monumento rappresenta un unicum assoluto in tutta l’Armenia. Le sue ventidue colonne di basalto si ergono fiere sul ciglio di una profonda gola, fondendo l’eleganza classica della geometria greca con la ruvida maestosità della natura circostante.

Ma lo stupore continua scendendo lungo il canyon del fiume Azat, dove ci si ritrova al cospetto di un miracolo geologico: la Sinfonia di pietra. Si tratta di imponenti formazioni rocciose di basalto che l’attività vulcanica e l’erosione millenaria hanno scolpito con una regolarità geometrica sorprendente.

Le pareti si presentano come una serie infinita di colonne esagonali sospese nel vuoto, incredibilmente simili a gigantesche canne d’organo disegnate con precisione dalla natura vulcanica del luogo. 

Camminare all’ombra di questa straordinaria cattedrale naturale regala la sensazione di trovarsi all’interno di un disegno perfetto, con la forza della terra che supera di gran lunga l’immaginazione umana.

Silenzi di pietra: il cammino spirituale tra i monasteri armeni

Armenia, la penombra all'interno del Monastero di Khor Virap situato ai piedi del biblico Monte Ararat
Armenia, il Monastero di Khor Virap situato ai piedi del biblico Monte Ararat ©Vittorio Sciosia

Il viaggio in Armenia è però, prima di tutto, un pellegrinaggio dello spirito, un percorso scandito da monasteri millenari che sembrano nati direttamente dalla roccia. Non lontano da Garni si trova Geghard, un complesso monastico in parte scavato all’interno della montagna.

Entrare nelle sue cappelle rupestri, avvolti dal profumo d’incenso e dalla luce fioca che illumina gli intricati khachkar, le tradizionali croci di pietra finemente scolpite, significa toccare con mano il misticismo armeno

Spostandosi verso nord, tra le fitte foreste della regione di Dilijan, si nascondono i monasteri di Goshavank e Haghartsin. Qui la pietra chiara degli edifici religiosi contrasta magnificamente con il verde intenso dei boschi, creando un’atmosfera di pace assoluta. 

Ma l’immagine simbolo dell’Armenia trova la sua perfezione a Khor Virap. Un complesso monastico al centro di un mondo di pietra e silenzio su cui incombe il profilo sempre innevato del grande Ararat, che sorge appena al di là del confine. 

L’architettura severa di Khor Virap si staglia in modo drammatico contro la mole monumentale del monte Ararat che pare a un passo da qui: la vicinanza alla montagna biblica è tale che sembra quasi di poterla toccare. È una delle cartoline più intense e malinconiche dell’intero Caucaso.

A tavola con la storia: il rito del lavash e i profumi della terra

Armenia, il pane tradizionale lavash,  sottilissimo e fatto con farina, acqua e sale. Originario del Caucaso è profondamente radicato nella cultura armena, viene cotto contro le mura calde di un forno di argilla
Armenia, il pane tradizionale lavash, sottilissimo e fatto con farina, acqua e sale. Originario del Caucaso è profondamente radicato nella cultura armena, viene cotto contro le mura calde di un forno di argilla ©Vittorio Sciosia

L’anima fiera degli armeni si rivela non solo nel canto epico e nei khachkar scolpiti, ma nell’antico rito della tavola, dove la cultura si trasforma in sapori. Qui, il lavash sottile, cotto nel ventre infuocato del tonir, si spezza come un patto di fratellanza. Il khorovats (carne di maiale alla griglia) profuma di fumo e di brace, mentre i chicchi di melograno brillano come rubini sulle carni e sui dolci di miele.

Il re incontrastato di ogni tavola è il lavash, una sfoglia di pane sottilissima e leggera, dichiarata Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. La sua preparazione è un rituale tradizionale affascinante: le donne stendono la pasta con maestria fino a renderla un velo sottile, per poi adagiarla su grandi cuscini e attaccarla con un gesto rapido sulle pareti calde del tonir, il tipico forno cilindrico scavato sotto terra.

In pochi secondi il calore cuoce la sfoglia, presente su tutte le tavole armene, pronta a impreziosire ogni pasto. Tutta la gastronomia armena si basa sulla freschezza di verdure e frutta, coltivate sotto un sole generoso che dona loro una dolcezza straordinaria. Le albicocche succose, i fichi dolcissimi e le melagrane, simbolo nazionale di prosperità e fertilità, incoronano le tavole.  

Ogni boccone è un tributo alla terra, ogni calice di vino dorato è un brindisi alla vita che rinasce. L’Armenia è un canto antico, un banchetto di re e guerrieri che sfida l’eternità. È l’ospitalità più autentica che racconta lo spirito di questo popolo che resiste da millenni nel cuore del Caucaso. 

Infoutili

Informazioni: Per maggiori dettagli ed aggiornamenti ufficiali è possibile consultare il portale turistico armenia.travel.

Come arrivare: I voli diretti Wizzair e FlyOne Armenia partono da Milano e da Roma.

Quando andare – Clima: I periodi migliori per visitare l’Armenia sono la primavera (da maggio a giugno) e l’autunno (da settembre a ottobre), quando le temperature sono miti e gradevoli. L’estate può essere molto calda nelle zone pianeggianti e a Yerevan, mentre l’inverno è rigido e nevoso, ideale per gli amanti degli sport invernali.

Dove dormire:

A Yerevan si segnalano il Best Western Plus Hotel Congress (Italy Street 1), molto centrale e comodo per spostarsi, e il Tufenkian Historic Yerevan Hotel (Hanrapetutyan 48), boutique hotel del gruppo Tufenkian situato proprio davanti al Mercato all’aperto dell’artigianato Vernissage.

A Dilijan si trovano il Best Western Plus Hotel Paradise, circondato dalle montagne e dal verde con un’architettura in stile svizzero e un’ottima colazione, l’Armenia Guesthouse con comode camere in centro, e l’Old Dilijan Complex, un complesso di antiche case tradizionali restaurate da Tufenkian Heritage che offre appartamenti per turisti.

Dove mangiare:

A Yerevan si può scegliere tra Mayrig Yerevan (4/6 Teryan Street), con cucina armeno-libanese firmata dai fondatori del primo ristorante Mayrig di Beirut, Zepyur (19, 1 Sayat-Nova Ave), Tapastan e Katsin.

A Dilijan la scelta spazia dalla cucina locale del ristorante dell’Armenia Guesthouse ai piatti armeni contemporanei di Toon Armeni, fino al luxury picnic gourmet organizzato da Gevorg Avetisyan e sua moglie Anna del Dilijan Woodland Feast (Tel. +374 94 540954, avetisyananna2026@gmail.com), prenotabile anche su GetYourGuide.

Sul Lago di Sevan si trova il ristorante Yasaman, posizionato direttamente sulle sponde dell’acqua, mentre ad Echmiadzin spicca l’Agape Refectory, suggestivo ristorante ospitato all’interno di un antico refettorio del 1700.

Fuso orario: +3 ore rispetto all’Italia (+2 ore quando in Italia vige l’ora legale).

Documenti: Per i cittadini italiani ed europei è sufficiente il passaporto con validità residua di almeno sei mesi dalla data di ingresso nel Paese. Non è richiesto il visto per soggiorni turistici fino a 180 giorni.

Vaccini: Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie.

Lingua: L’armeno è la lingua ufficiale. Il russo è ampiamente parlato e compreso da gran parte della popolazione; l’inglese è diffuso soprattutto tra i giovani e nelle strutture turistiche della capitale.

Religione: Prevalentemente cristiana apostolica armena. L’Armenia è stata la prima nazione al mondo ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato nel 301 d.C.

Valuta: Dram armeno (AMD). Le carte di credito sono accettate nei principali hotel, ristoranti e negozi delle città, ma è consigliabile avere contanti per i centri minori e i mercati locali.

Elettricità: Tensione a 220V con frequenza 50Hz. Le prese elettriche sono di tipo C e F (standard europeo a due poli); è consigliabile portare un adattatore universale.

Abbigliamento: In estate sono consigliati abiti leggeri e traspiranti, senza dimenticare un maglione per le serate in montagna. Nei mesi invernali sono indispensabili capi caldi e giacche a vento. Per la visita a monasteri e luoghi di culto è richiesto un abbigliamento decoroso, con spalle e ginocchia coperte e, per le donne, un foulard per coprire il capo.

Shopping: Il Vernissage a Yerevan è il famoso mercato all’aperto dove acquistare prodotti d’artigianato locale, tra cui tappeti tradizionali, ceramiche, intagli in legno, oggetti in ossidiana, gioielli in argento e i tipici khachkar in miniatura. Da non dimenticare l’acquisto di prodotti enogastronomici come il celebre brandy armeno, il vino di melograno, frutta essiccata e dolci tradizionali.

Suggerimenti: Oltre alle visite culturali, l’Armenia offre splendidi itinerari naturalistici ed esperienze sul territorio. Tra queste spiccano la degustazione presso la cantina Van Ardi Winery a Echmiadzin, la visita al Museo delle tradizioni locali e galleria d’arte di Dilijan (disponibile anche sulla relativa pagina Facebook) e la scoperta dell’Old Dilijan Complex, area storica con botteghe artigiane e negozi.

Per gli appassionati di trekking si segnala l’escursione guidata dal villaggio di Goshavank al lago Gosh lungo l’Armenian National Trail, con un tratto che si incrocia e sovrappone al Transcaucasian Trail; l’itinerario è curato da Edgar Navasardyan, guida escursionistica e fondatore di Our Mountains (Our Mountains, Villaggio Gosh, regione Tavush, Tel. +374 99 666249, Tel. +374 93 666249, edgarnavasardyan1@gmail.com).

Guide: La Guida Verde del TCI offre dell’Armenia un ritratto a trecentosessanta gradi, da Yerevan fino ai remoti confini meridionali attraversando altipiani e montagne, villaggi e monasteri tutelati dall’Unesco. Scenari di rara bellezza che custodiscono un patrimonio d’arte e architettura in gran parte ancora sconosciuto, bolle fuori dal tempo dove i bambini giocano liberi e gli adulti invitano a entrare in casa per condividere pane e formaggio e un bicchiere di vino.

Testo e foto di Vittorio Sciosia |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com