I social, i travel influencer e i tiktoker hanno costruito un’immagine patinata del Salento dove tutto si riduce a mare incantato e perfetti borghi barocchi. Ma il Salento che gronda vita vera è altro; sta oltre le spiagge, sfugge ai luoghi comuni e vive di Storia antica.

Testo e foto di Emanuela De Santis

Melendugno, a Roca Vecchia si trova la 'Grotta della Poesia' una delle meraviglie del Salento
Melendugno, in località Roca Vecchia si trova la ‘Grotta della Poesia’ una delle meraviglie del Salento ©Emanuela De Santis

Una specie di paradiso terrestre bidimensionale per travel influencer e tiktoker, è questa l’immagine social del Salento. Siti archeologici, facciate barocche e un mare smeraldino che fa sembrare  le  Maldive una pozza di periferia. Ma siamo davvero sicuri che la bellezza di questa terra si riduca a questo?

Oltre i depliant turistici: la Lecce sotterranea del Museo Faggiano

Lecce, interno del Museo Faggiano
Lecce, il Museo Faggiano ©Emanuela De Santis

Chiunque ci abbia messo piede sa che la vera magia del Salento comincia dove finiscono i depliant turistici. Dolmen, menhir, muretti a secco e testimonianze messapiche. Il Salento trasuda storia.

Nonostante sia l’indiscussa capitale del barocco, anche Lecce nasconde tuttora tracce di un trapassato remoto: per esempio, l’incredibile storia del Museo Faggiano, una casa del centro storico dove la ricerca di una perdita d’acqua ha portato ad una straordinaria scoperta archeologica finita sulle pagine del New York Times.

Oggi, camminando su pavimenti in vetro, si ammira un labirinto sotterraneo che attraversa le epoche storiche, dall’età messapica a quella romana fino al medioevo. Ma per incontrare la vera sapienza millenaria, bisogna spingersi nei paesi dell’entroterra. Lì si trovano i veri monumenti storici: gli anziani del paese seduti sulle sedie di plastica fuori dalla porta. Loro non parlano, comunicano con lo sguardo.

Dalla Valle della Cupa all’Adriatico: un percorso tra fede e natura

Nel cuore della Valle della Cupa, un’area fertile e verdeggiante che si estende intorno a Lecce, il Salento offre un viaggio che unisce spiritualità e natura. Si parte dall’entroterra e si finisce sulla frastagliata costa adriatica con un percorso che unisce misticismo, tradizione secolare e capolavori naturali plasmati dal vento e dal mare.

Dal silenzioso borgo di Lequile con le sue tracce monastiche, fino alle acque cristalline di Roca Vecchia e ai faraglioni di Torre Sant’Andrea, ogni tappa racconta una storia millenaria. Perfetto per esplorare l’anima più autentica della Puglia.

Lequile: l’arte della pietra leccese e il rito del pane antico

Lequile, il  Convento di San Francesco, Salento
Lequile, il Convento di San Francesco ©Emanuela De Santis

A soli pochi chilometri dal capoluogo Lequile è un autentico scrigno di pietra leccese: meta imperdibile per un turismo lento svela un percorso d’arte barocca che si dipana dalla Guglia di San Vito, prosegue verso il Palazzo De Palma, un’imponente dimora che testimonia il passato feudale del borgo, e culmina nel Convento di San Francesco, un’oasi di pace e spiritualità che racconta i risvolti più intimi ed autentici della terra salentina.

Lo straordinario complesso monumentale del XVII secolo, costruito tra il 1613 eil 1619 da abili maestranze locali, risponde perfettamente ai canoni della Riforma francescana, fondendo una rigorosa austerità architettonica con tesori artistici di inestimabile valore. Il vero cuore pulsante del complesso è il magnifico quadriportico del chiostro.

Al centro svetta un pozzo in pietra leccese, impreziosito alla base da un bugnato a squame. Lungo le pareti dei corridoi si svela una rarità storica: un ciclo di affreschi del 1692 dedicato alla Via Crucis. Commissionato dal frate lequilese Gregorio Cascione, il ciclo conta originariamente dodici stazioni anziché le canoniche quattordici, poiché dipinto ben prima della standardizzazione ufficiale introdotta da Papa Clemente XII nel 1731.

Dall’interno degli ambienti conventuali si accede al meraviglioso refettorio secentesco, un luogo che continua a incantare visitatori per il un monumentale affresco dell’ Ultima Cena. L’opera si distingue per un’iconografia insolita arricchita di personaggi, paggi, servitori ed angeli in volo. Infine, la biblioteca antica da poco in fase di riordino.

Un Forno dal passato

Ma a Lequile l’antica tradizione rurale si perpetua anche nel cibo e c’è chi sfida il tempo custodendo un rito antico: è il Forno Amato, il regno della panificazione salentina, tre monumentali forni in pietra leccese alimentati rigorosamente con fascine di ulivo che garantiscono al pane una crosta dorata ed aromatica.

Grano a Km. Zero e l’unico lievito è la pasta madre, curata e rinfrescata quotidianamente: Carmine Amato, insieme ai fratelli Antonio e Stefano, sforna, oltre al pane, frise, taralli e pucce, le saporite focacce ripiene di olive o pomodori secchi.

Cavallino: storie d’amore secentesche e il Museo Diffuso

salento, Cavallino castello castromediano
Il Castello Ducale Castromediano – Limburg, fortezza del XV secolo trasformata in residenza barocca ©Emanuela De Santis

A soli sette chilometri da Lecce, Cavallino è un’altra gemma nascosta sorpassata dai flussi turistici diretti verso le spiagge più famose. Dal 2022 è conosciuta come la Città dell’Amore ovvero da quando si è diffusa la romantica e tragica storia d’amore secentesca tra i marchesi Francesco Castromediano e Beatrice Acquaviva d’Aragona: lei morì giovanissima e lui ne fece conservare il cuore in un’urna di pietra.

Oggi la prima tappa della visita alla città è la Chiesa del Convento dei Domenicani dove alle spalle dell’altare centrale si celano le statue dei due innamorati. Per il resto, il centro storico di Cavallino è un salotto a cielo aperto in pietra leccese, dove domina il Castello Ducale Castromediano – Limburg, una fortezza del XV secolo trasformata in sfarzosa residenza barocca.

Ma la vera unicità di Cavallino risiede nel suo Museo Diffuso. Questo straordinario progetto archeologico si estende per ben 69 ettari appena fuori dall’abitato. Camminando immersi nella campagna salentina, si possono ammirare i resti di una potente città fortificata messapica risalente al VI secolo a.C.

Lungo il percorso si scorgono da vicino un sistema difensivo lungo oltre tre chilometri, antiche cisterne e le fondamenta delle abitazioni originarie, una vera e propria macchina del tempo archeologica. Anche a Cavallino la gastronomia locale è fortemente legata ai prodotti della terra: una delle tappe golose e’ senz’altro l’Osteria La Remesa che custodisce oltre alla buona tavola locale (come i maritati con la ricotta scanta, le sagne incannulate, le pittule e i pezzi di cavallo al sugo) la memoria contadina del territorio con un allestimento che combina mobili di modernariato ed antichi attrezzi agricoli.

Le marine di Melendugno e la tutela delle falesie

Anche quest’anno e per il sedicesimo consecutivo sventola la Bandiera Blu sulle marine di Melendugno – Torre Specchia, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea . L’incremento dei flussi turistici coincide però con la necessità di salvaguardare la costa.

Il litorale, celebre per i suoi quindici chilometri di spiagge bianche e faraglioni, affronta una delicata emergenza legata all’erosione costiera. Il recente crollo dello storico Arco Dell’ Amore a Torre Sant’Andrea, causato dalle forti mareggiate invernali, ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle falesie salentine.

La Grotta della Poesia tra leggenda e archeologia messapica

Puglia, Salento, Melendugno, Torre Sant'Andrea
Melendugno, la costa di Torre Sant’Andrea ©Emanuela De Santis

Ma il vero diamante incastonato tra le falesie è la Grotta delle Poesia, considerata a pieno titolo una delle piscine naturali più belle al mondo.

Creata inseguito al crollo di una grotta carsica sotterranea, questa fossa spettacolare si apre direttamente sul mare e per questo l’acqua che vi penetra assume tutte le sfumature dell’azzurro, dal turchese allo smeraldo, a seconda della luce del giorno. In tutte le stagioni c’è sempre qualche temerario che si tuffa o scende in acqua dalla scalinata scavata nella pietra.

Oltre alla sua bellezza paesaggistica, la Grotta della Poesia è un importante sito archeologico. La vicina Poesia Piccola, conserva infatti centinaia di iscrizioni sulle pareti risalenti al IV secolo a.C., lasciate dagli antichi navigatori che invocavano Taotor, la divinità messapica che protegge dai pericoli del mare

Melendugno: miele d’origine, frantoi ipogei e sagre di paese

Salento, Melendugno, la casa con frantoio ipogeo
Melendugno la casa con frantoio ipogeo di Mimina Dima e Candido Conte ©Emanuela De Santis

Anche a Melendugno la scena locale passa per la tavola e le feste di piazza che animano il borgo: la manifestazione più importante è Le vie del miele, poiché la città è legata a filo doppio a questo prodotto fin dal nome, che deriva dal latino mele duco e l’alveare è presente nel suo stemma riprodotto sullo sfondo di un albero di pino.

Melendugno è infatti il primo comune in Puglia ad avere un proprio miele di origine tracciata. Poi la Sagra te lu Purpu e quella dell’Olivo, sono le protagoniste delle fiere d’estate. 

Quando le stradine del borgo antico tornano silenziose sono i vasti sotterranei ed i frantoi ipogei, come quelli di Casa Conte, e l’architettura fortificata del Palazzo Baronale D’Amely, un castello con un’originale pianta stellata a quattro punte, a raccontare un passato di tribolazioni.

La rinascita degli ulivi e l’ospitalità rurale nelle masserie

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Melendugno il pasticciotto leccese della Masseria Berzario ©Emanuela De Santis

Alla stessa nobile casata D’Amely apparteneva lo storico uliveto di 1.000 ettari chiamato Macchia del Barone: decimato dalla xylella, la malattia che ha distrutto migliaia di ulivi in Salento, oggi sta vivendo una fase di resilienza e rivegetazione naturale. Gli agricoltori della Cooperativa Rinascita Agricola, portano avanti la produzione con pratiche biologiche e l’azienda continua a vendere il suo olio presso lo spaccio che è un punto di riferimento per lo shopping di tutte le specialità locali, dalla pasta ai legumi alle conserve e ai vini.

Poco distante dall’abitato, l’Abbazia di San Niceta non ama i grandi flussi e si concede solo a chi sa cercarla. A ridosso del cimitero comunale è un portale del tempo che sfida la narrazione per cui l’abbazia sarebbe stata fondata nel 1167 dal conte normanno Tancredi d’Altavilla.

Invece le recenti campagne di scavi archeologici intorno alle mura hanno ribaltato i libri di storia e riportato indietro il complesso all’epoca bizantina, un tempo in cui il Salento parlava greco, pregava verso Oriente e i monasteri erano fari di cultura e resistenza in una terra di confine. 

Anche adesso, a breve distanza dalle scogliere e dalle sabbie candide della costa, si può ritrovare lo spirito dello stile di vita salentino dove il tempo ha conservato il suo ritmo sospeso tra il fruscio degli ulivi e il colore dei fichi d’india.

La ricettività turistico alberghiera qui ha puntato al recupero di antiche masserie, palazzi gentilizi e dimore di campagna come la Masseria Berzario che unisce il fascino rurale del passato ad una filosofia contemporanea di lusso consapevole ed ecologico.

Un’oasi green dove abbandonarsi al relax tra sessioni yoga e percorsi jogging nel ‘Giardino delle sculture’, un parco di opere d’arte contemporanea create dall’artista Francesco Paglialunga e ricavate a ridosso degli alberi colpiti dalla xylella.

Anche la Tenuta Calitre, un casale in pietra bianca tra due ettari di uliveti secolari a conduzione biologica, non è solo un luogo dove l’ospitalità segue il ritmo della fattoria ma un’esperienza sensoriale che profuma di muretti a secco, brezza marina e torte fatte in casa. Si affaccia lungo la via Traiana, attraversata dai carri che portavano l’olio lampante a Gallipoli, l’antica Masseria Chicco Rizzo che, all’insegna della filosofia del benessere conquista gli ospiti con la sua spa dove si diffondono i profumi dell’orto.

Infoutili

Informazioni: sul sito del turismo salentino si trovano tutte le informazioni per organizzare un viaggio in Salento.

Come arrivare: Voli dagli aeroporti Italiani a partire da 67€ A/R con Ryanair e 147€ con ITA Airways

Dove dormire

B&B La Fitolacca, Via Paisiello 12, Lecce – Tel. 389.1242112; un’accogliente oasi di quiete nascosta nel cuore barocco di Lecce, ideale per respirare l’atmosfera autentica del centro storico muovendosi a piedi tra vicoli in pietra leccese, cortili segreti e palazzi signorili.

Masseria Berzario, SP 297 Melendugno-Torre dell’Orso, Melendugno (LE) – Tel. 389.9029409, immersa nella campagna salentina a pochi minuti dal mare, questa struttura unisce il fascino dell’antica architettura rurale a un’accoglienza genuina, circondati dal silenzio degli uliveti secolari.

Tenuta Masseria Chicco Rizzo, Strada Ambrosina Chicco Rizzo, Sternatia (LE) – Tel. 328.8575989; un’antica masseria della Grecìa Salentina trasformata in un raffinato agriturismo con SPA, dove la rigenerazione passa attraverso percorsi benessere, sentieri naturalistici e una cucina a chilometro zero.

Tenuta Calitre, SP 297 Km 3,5, Torre dell’Orso (LE) – Tel. 377.1858348; tipico agriturismo salentino strategicamente vicino alle spiagge più belle della costa adriatica, perfetto per chi cerca una sosta rilassante in un contesto rurale autentico, informale e curato.

Dove mangiare

Osteria Pizzeria La Remesa, Via Trieste 17, Cavallino (LE) – Tel. 0832.611994; l’indirizzo ideale per scoprire la cucina più schietta del territorio, tra ottime pizze e piatti della tradizione contadina salentina serviti in un’atmosfera calda, conviviale e senza fronzoli.

Dove comprare

Forno Amato, Via San Nicola Donadeo, Lequile (LE) – Tel. 0832.633578; storico punto di riferimento per l’arte del pane artigianale, dove acquistare pane cotto a legna, fragranti taralli, frise della tradizione e i tipici dolci locali lavorati secondo ricette tramandate nel tempo.

Macchia del Barone, Via Luigi Einaudi 3, Melendugno (LE) – Tel. 0832.834830; insegna della Cooperativa Rinascita Agricola, è la tappa obbligata per portarsi a casa l’oro giallo del Salento, grazie a una selezione d’eccellenza di olio extravergine d’oliva e prodotti della terra.

La Casa del Latte, Piazza Borgo Sant’Antonio 10, Melendugno (LE) – Tel. 0836.211765; un piccolo tempio caseario specializzato in latticini freschi e formaggi stagionati da latte 100% salentino, celebre anche per l’agrigelato artigianale che valorizza i sapori puri della pastorizia locale.

Da visitare: Museo Faggiano, Via Ascanio Grandi 56/58, Lecce – Tel. 0832.300528; una casa privata trasformatasi in incredibile sito archeologico a pochi passi da Porta San Biagio, dove duemilacinquecento anni di storia tra reperti messapici, romani e templari si svelano in un percorso sotterraneo unico.