Nel paese dei balocchi

Conoscere Pinocchio e la sua terra vuol dire visitare Collodi e risvegliarsi nel paese dei balocchi. Benvenuti dove c’erano una volta: un bambino che diventò uno scrittore, un castello che diventò una villa, una boscaglia che diventò un giardino, un pezzo di legno che diventò un bambino e un libro che diventò un parco.

C ‘ erano una volta, e ci sono ancora. Così armati di spirito di gioco e di avventura due ragazzi partirono per il percorso nel Parco di Pinocchio. Inaugurato nel 1956, non è un consueto parco di divertimenti: è la preziosa creazione collettiva di artisti ed architetti dalla grande personalità. Il suo percorso nasce dalle suggestioni e dagli episodi delle avventure, l’ andamento è tortuoso, la folta vegetazione fa sì che ogni tappa giunga sorprendente e inaspettata, le piante stesse contribuiscono a creare l’atmosfera e le situazioni del racconto. All’ entrata ci accoglie il gioco degli scacchi in versione gigante, e già sembra di essere in un altro mondo. Il percorso continua e sulla nostra strada incrociamo il” Carabiniere” che sentendo tutto quello schiamazzo, e credendo si trattasse di un puledro si piantò a gambe larghe in mezzo alla strada, con l’animo risoluto di fermarlo. Non avevamo fatto nemmeno mezzo chilometro, ed ecco spuntare “il gatto e la volpe”, un grosso “serpente” con la pelle verde, gli occhi di fuoco e la coda appuntata. Impossibile immaginare la paura del burattino, che si placò solo con l’arrivo della “Fata Bambina” dai capelli turchini. Anche il paesaggio del parco cambia, da una vegetazione scura del Bosco degli Assassini, si passa ad una radura dove la Fata amata e rispettata è circondata da piante e fiori colorati.

Continuando il nostro percorso finiamo nella rete del “Pescatore Verde” e senza accorgercene siamo nella grande bocca della Balena. Il grande pesce, recante le decorazioni di Augusto Piccoli è un terrificante simbolo dell’ignoto e insieme il luogo dell’inaspettato bene: all’interno della pancia, immobile e rassegnato, appare Geppetto. Ma arriva Pinocchio a salvarlo e finalmente padre e figlio possono riabbracciarsi.

Pinocchio che saluta è l’ultima scultura di Pietro Consagra per il Parco di Pinocchio di Collodi. E’ un’immagine gioiosa di Pinocchio, ancora rappresentato come burattino perchè è in tale veste che rimane impresso nella nostra memoria. Prima di uscire da questo meraviglioso parco, ideale per grandi e piccini, non si può non finire nel labirinto d’erba, che rende il nostro percorso ancora più divertente.

Testo e foto: Samantha Lamonaca

Info: Parco di PinocchioPrezzi

Dove: Collodi

Come arrivare: Autostrada A1  direzione Firenze Nord >>> Pisa Nord >>> Uscita Chiesina Uzzanese seguire per Pescia e poi km 4 Collodi

In treno, da Milano Bologna Firenze Roma Napoli >>> linea Firenze Montecatini Terme >>> Pescia

Dove mangiare: Ristorante Osteria del Gambero Rosso Via San Gennaro, 1 t. 0572429364

Dove dormire: Punto Info Collodi t. 0572429660 oppure consultare il sito del parco nella sezione Dormire vicino al Parco


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