Storie di mare e popoli sulle rive del Bosforo, in un quartiere, Arnavutköy, che è un condensato di Europa e Asia. Siamo fuori dalle destinazioni più note di Istanbul: all’ombra degli alti palazzi ottomani che si specchiano sul mare, si assapora un condensato di secoli di storia e di vita vera

Di sicuro la bellezza di Istanbul è potente. Ma spesso affollata nei luoghi più celebri che tutti accorrono a visitare. Ebbene, fuori dalle destinazioni più note, ecco Arnavutköy, il quartiere antico e colorato che guarda la riva europea del Bosforo.
Arnavutköy l’anima più intima di Istanbul
Romantico, viuzze strette coperte di vecchi ciottoli, e con una storia tanto antica, Arnavutköy rimane un distretto vivo, dove il quotidiano continua la sua vita più vera. Turisti pochi e ben mescolati alla gente del posto che continua le sue attività senza esser sfiorata dalle tentazioni dell’over tourism.
Quieto, pacifico ed elegante, è noto per la promenade sull’acqua su cui affacciano le alte e strette abitazioni dalle facciate colorate, gli Yali. Letteralmente il termine definisce le “case costruite in riva al Bosforo“. Si tratta di palazzi alti e stretti in legno finissimo dalle facciate mosse da infinite finestre aperte sul mare.

Il lungomare rapisce lo sguardo: alle spalle i palazzi ottomani in legno, davanti il mare. E in mezzo la vita che pulsa: pescatori che allargano le reti, anziani seduti nei tanti cafè e i ristoranti di pesce più gustosi della città.
Non c’è frenesia a Arnavutköy, tutto continua come sempre. Gli abitanti proseguono nelle loro attività e il turista che approda tra questi vicoli ha la bella sensazione di entrare nella loro vita, in qualche modo di farne parte senza finzioni, senza forzature.
Avvolti dal Bosforo
Si passeggia languidamente a bordo acqua, il Bosforo ci avvolge con la sua infinità, i battelli corrono ininterrottamente dalla sponda europea a quella asiatica in un racconto vecchio di secoli che fa di questa città un crocevia affollato di popoli e civiltà.
Qui tutto è un incontro, dall’architettura degli Yali di eredità ottomana e greca, a chiese, sinagoghe e moschee che vivono l’una accanto all’altra in una convivenza secolare.

La moschea di Tevfikiye è uno degli edifici meno noti e più interessanti dove l’architettura ottomana ottocentesca ha creato cortili silenziosi e ombreggiati dove sostare. Non lontano, la grande chiesa greco ortodossa di Aya Strati Taksiarh offre allo sguardo preziose icone e affreschi dorati e una vista spettacolare sul Corno d’Oro.
Cosmopolitismo e convivenza
Comunità diverse, religioni diverse convivono quietamente riconfermando il cosmopolitismo della capitale turca che irradia ancora oggi e sempre in questo quartiere e in questa capitale a cavallo tra Asia e d Europa.
Conviene arrivare in piazza Arnavutköy, centro vitale del quartiere; piccoli caffè coperti di velluti, bottegucce piene di tesori e piazzette che si aprono inaspettate tra i vicoli, raccontano la vita vera e intima di uno spicchio di città.
La storia di Arnavutköy è un racconto di stratificazioni culturali, di popoli arrivati da lontano e poi accolti dalla città. Era il 1468 quando Il sultano Mehmed II portò qui gli abili artigiani albanesi per farli lavorare a progetti di costruzione e dalla loro comunità nacque il quartiere. Non a caso Arnavutköy significa “villaggio albanese”.
E’ uno dei quartieri più vivaci e vivi della capitale; luogo che mantiene una sua identità forte dove vivono famiglie, studenti, pescatori al lavoro tra i moli e dove la gente del posto ama sedersi nei tanti ristoranti di pesce. E dove ci si può mischiare allegramente accolti dalla naturale gentilezza degli abitanti.
La bellezza di passare da Istanbul

Turkish Airlines propone servizi gratuiti ai suoi passeggeri in transito internazionale con uno scalo tra le 6 e le 24 ore. Si può esplorare la città accompagnati da guide locali e vivere Istanbul attraverso i quartieri affacciati sul Bosforo.
Anche una coincidenza può diventare l’occasione di scoprire la città con Touristanbul, il tour gratuito dedicato a chi è in transito con uno scalo tra le 6 e le 24 ore. Il programma Stopover è più ambizioso e si rivolge a chi ha almeno 20 ore di scalo in città: in questo caso, pernottamento gratuito in hotel selezionati con un giorno intero per esplorare Istanbul.
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Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































