A Forlì in mostra Wildt, genio dell'inquietudine

Wildt, genio milanese dei primi del ‘900, sarà in mostra fino al 17 giugno 2012 ai Musei di San Domenico a Forlì.

Adolfo Wildt nacque a Milano nel 1868. A causa dell’estrema povertà della famiglia all’età di nove anni fu costretto ad abbandonare gli studi per iniziare a lavorare. A undici anni iniziò a fare esperienza nel campo della scultura nella bottega di Giuseppe Grandi.

Nelle sue opere cercò di conciliare purezza ed integrità plastiche con un sentimento drammatico esasperato che trova forse la massima espressione nell’ Autoritratto del 1908. Con il trascorrere degli anni, aumentano l’eleganza e la purezza della sua arte mantenendo, però, il forte simbolismo.

In vita poté godere di grande fama, dal 1912 al 1931 infatti la stampa gli dimostrò molto apprezzamento e gli ammiratori divennero sempre più numerosi, soprattutto durante le inaugurazioni dei monumenti funerari per cui dimostrò sempre di avere una particolare predisposizione.

Il materiale prediletto, il marmo, venne affrontato e lavorato da Wildt in maniera diretta, senza bozzetti preparatori o modelli in gesso. Utilizzava strumenti di propria invenzione per riuscire a forarlo, assottigliarlo e levigarlo fino ad ottenere un risultato talmente raffinato da assomigliare all’avorio o alla porcellana.

L’esposizione a Forlì è la più completa di quelle dedicate all’artista, proponendo quasi la totalità delle opere sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale. La mostra conduce attraverso un percorso inusuale secondo cui le opere di Wildt vengono messe in relazione a quelle da cui ha tratto ispirazione come Donatello, Michelangelo, Klimt e De Chirico.

Dove: Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt presso i Musei di San Domenico a Forlì.

Quando: fino al 17 giugno 2012

Testo di Federica Giuliani

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