[Inchiesta] Dove andare in vacanza? Dove l’euro vale di più


In tempi di vacche magre si risparmia dove si può. E gli italiani riducono la durata delle ferie, la qualità dell’alloggio e limitano gli extra. Che costituiscono spesso una parte cospicua del budget destinato alle vacanze, ma sono anche più difficilmente quantificabili prima della partenza, perché dipendono dal costo della vita locale.


Per venire a capo del…rompicapo ci aiuta una ricerca della Bank Austria i cui analisti, basandosi su ricerche di OECD, Eurostat, Statistik Austria, Bank Austria Economics & Market Analysis Austria  del  dicembre 2012,  2012 hanno stilato un confronto del valore di 100€ spesi in vacanza in vari Paesi, con l’esclusione dell’alloggio.

Le statistiche, compilate  per l’Austria, valgono in realtà anche per il Regno Unito, che vanta rispetto all’Austria lo stesso valore di riferimento (100) e quasi identiche per l’Italia, che ha un indice di 98 ed è quindi leggermente più cara.

Fatta eccezione per la Svizzera , dove i nostri preziosi 100 € precipitano a miseri 71, la Svezia (86), l’Irlanda (92)  e il lontano Canada (90), ci risolleverà il morale sapere che qualunque altra meta scegliamo risulta più economica del Bel Paese, il che la dice lunga sulla miopia delle nostre politiche turistiche, che allontanano, invece di avvicinare, i turisti da quella che dovrebbe essere la nostra maggiore e inimitabile ricchezza nazionale. Persino la Francia, uno dei nostri maggiori competitor è passata in un anno da 102 a 103, mentre noi restiamo legati ai nostri granitici 98.



Brilla in particolare la Romania, nuovo partner UE, dove il nostro biglietto verde vale ben 201€, seguita da Polonia (170), Bulgaria (156) e Croazia (140) le cui splendide coste ci fanno sempre maggiore concorrenza, grazie a costi del 40% inferiori.

Anche l’Ungheria (138) e la Turchia (128) continuano a rimanere convenienti a dispetto della crescita dei prezzi, rispettivamente del +9%  e +8% dell’anno precedente. Gli  USA grazie a una diminuzione dell’1% si intestano un onorevole 115.

Tra i Paesi lontani è divenuto molto più attraente il Giappone che ha visto i prezzi per un soggiorno turistico scendere in un anno dell’ 11%, seguito dal Brasile con un vistoso 9% e da Messico e Tunisia con 3. All’estremità opposta si collocano la Repubblica Domenicana con i prezzi in salita del 7% – poco male dato che in partenza sono molto più bassi che in Italia – e la Nuova Zelanda del 5%.

Certo poi occorre considerare l’incidenza del viaggio e quanto il luogo ad offrire in termini di divertimento e gastronomia, importanti ingredienti di ogni vacanza. Ma, come si dice, uomo avvisato…ecc.

Tutte le statistiche sul sito della Bank Austria


Testo di Federico Klausner  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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