Viaggio nell'artigianato: i Gioielli di Iccio

Una nonna scultrice, un viaggio a Bali, una laurea in economia e una vita passata in Italia, cuore pulsante della tradizione artigiana. I gioielli di Iccio sono la risposta artigianale dei giovani alla crisi. Beatrice Pagani, in arte Iccio, è una giovane ragazza appassionata di arte, viaggi e artigianato. Giovedì 23 ottobre 2014 dalle ore 18 alle ore 22, in Via Pallavicino 21 a Milano, aprirà al pubblico il suo mondo, presentando per la prima volta la sua collezioni di gioielli artigianali con la collezione LINEART. Una nonna scultrice, un viaggio a Bali, una laurea in economia e una vita passata in Italia, cuore pulsante della tradizione artigiana.

Beatrice Pagani

I Gioielli di Iccio è un progetto nato nel 2013, dopo una laurea in economia, dopo un lavoro in un ufficio stampa e nel mezzo della crisi economica che dal 2009 stravolge l’Europa. Tutto inizia una ventina di anni fa e, come nella migliore tradizione, con una nonna speciale. Una nonna artista, la scultrice Vera Omodeo, che svela alla nipote i segreti dell’arte e della scultura, portandole in dono minuscole sculture che piano a piano si trasformano in gioielli; piccoli capolavori. Così Iccio comincia a prendere confidenza con le forme, con le linee, con le geometrie e con la fantasia. “ Da un proprio pensiero, da un ricordo o da un’idea può nascere la luna, un angelo o il cuore. Qualunque cosa è quella giusta”.

Finita l’università di economia Iccio è restia a buttarsi nel mondo del lavoro, sconvolto dalla crisi e dalla disoccupazione. Decide quindi di partire per un lungo viaggio, per una meta che è stata estremamente significative per il suo sviluppo artistico: l’Indonesia.

Le arieti innamorate - anello in oro

Un luogo magico e spirituale. Qui ha girato in lungo e in largo le fabbriche degli artigiani dell’argento, acquistando pezzi e osservando attentamente la grazia con cui queste donne minute e delicate si adornavano di pietre colorate e pesanti.

Così, una volta tornata a casa, si è trovata un lavoro, correndo nel fine settimana nella bottega di un orafo che le svelava tutti i misteri e i segreti del mestiere, facendola tornare con la mente alla sua infanzia, quando Vera Colombo le faceva sfiorare le sue minuscole sculture.  Col tempo ha imparato le prime tecniche del lavoro a banchetto e della pazienza artigiana.

Oggi Iccio è un’artigiana dei goielli. Ha fatto tesoro della sua esperienza, dei suoi viaggi, della fantasia e delle difficoltà e, come molti giovani coraggiosi, ha rivolto la sua carriera verso il fiore all’occhiello dell’economia italiana: l’artigianato di qualità.

I suoi gioielli sono di diversi materiali, anche se principalmente in oro e in argento. Usa strumenti tradizionali e si appoggia a tagliatori, incisori e incassatori, come nella più antica tradizione.

Monte Tambora - Indonesia

Contemporaneamente si appassiona al mondo della tecnologia, applicandola all’artigianato tradizionale. Così se il disegno e l’incisione sono a mano, il 3D le dà l’opportunità di creare forme che sarebbero impossibili da replicare a mano libera. Nel processo finale poi ogni pezzo viene rifinito con pazienza a mano, per far sì che ogni gioiello sia davvero unico e artigianale. Si ispira a tutto ciò che la circonda, a quello che vede nei viaggi, nei quadri e nelle case. “I viaggi, le linee della natura e le forme di tutto ciò che mi circonda prendono senso nella mia testa e si trasformano in gioiello, in qualcosa da tenere con sé”.

La storia dei gioielli di Iccio è la storia di come la pazienza, la precisione e la fantasia che sono alla base dell’artigianato italiano possano davvero rappresentare un’interessante e appassionante via d’uscita alla crisi.

Testo di Elena Brunello| Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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