Tunisia: la festa berbera di Tataouine

La regione meridionale della Tunisia s’incunea nel deserto del Sahara e apre le porte al mondo berbero e beduino in cui ancora vengono tramandate antiche tradizioni, legate alla vita dura, nomade o seminomade delle popolazioni locali. Il capoluogo Tataouine  venne fondato dai Francesi alla fine dell’800 e dà il nome a tutto il governatorato del sud tunisino. La regione è costellata dagli Ksour, i “castelli del deserto”, antichi villaggi fortificati che caratterizzano la zona del Maghreb, un tempo punto di ritrovo delle carovane. Ogni anno all’inizio di primavera Tataouine si accende di suoni, colori e grandi manifestazioni nel nome di questi storici insediamenti con il Festival degli Ksour Sahariani, nato per  ricostruire e far conoscere momenti fondamentali e coinvolgenti di vita beduina e berbera. L’evento richiama tantissima gente attratta dall’atmosfera festosa e dagli spettacoli evocativi di un’antica tradizione, fra cammelli, cavalli, danze, musica ed abiti splendenti. Molti ne approfittano per visitare i dintorni, spingendosi nel deserto a scoprire i segreti degli Ksour, che appaiono come miraggi simili a grandi alveari color roccia disegnati dal sole e dal vento fra le sabbie, i monti e gli altipiani.

Questi villaggi berberi sono generalmente composti da abitazioni e granai scavati nelle sommità delle colline rocciose o vicino alle oasi o nei pressi dei corsi d’acqua. L’architettura e la localizzazione erano concepite per garantire protezione dagli attacchi delle tribù nomadi e permettere coltivazioni rigogliose anche in condizioni difficili.  Al centro di questi villaggi, ovvero sulla sommità, solitamente sorge lo Ksar, uno straordinario granaio fortificato dove veniva stoccato il cibo in previsione dei periodi di siccità. Proprio per supplire alla scarsità di piogge c’erano i jessour – alcuni ancora visibili – piccole dighe costruite per arginare la terra fertile e la rara acqua piovana, due risorse indispensabili per i sistemi di coltura agricola ancestrale.

Gli Ksar più antichi risalgono al XII secolo e alcuni sono tuttora utilizzati. Si tratta di costruzioni che vanno da 1 a 6 piani, costituite da blocchi sovrapposti chiamati ghorfas. Questi edifici sono importanti per la civiltà e la storia del sud della Tunisia. Le loro mura e la vita che intorno ancora si svolge raccontano  molto dei costumi e delle turbolente vicende di una civiltà che seppe conservare attraverso i secoli i suoi usi, la sua lingua, la sua estetica, i suoi canti gioiosi.

Quest’anno il Festival degli Ksour Sahariani si tiene dal 21 al 24 marzo, nel centro storico di Tataouine. Durante le quattro giornate si ha la possibilità di assistere a sfilate tradizionali con magnifici costumi, a corse di cammelli, gare di abilità a cavallo, musiche, danze, esposizioni d’arte e mostre di artigianato berbero; nel contempo vengono organizzate visite guidate ed escursioni ai villaggi mentre è d’obbligo partecipare alle popolari serate gastronomiche. Ora è anche possibile soggiornare in qualche Ksour, ad esempio nei villaggi trogloditi di Chenini e Douriet, per sperimentare la vita semplice e spartana di queste regioni aride ricevendo in cambio un appagante senso di libertà e di ricongiungimento con la natura. Un ambiente speciale che colpì molto il regista Georges Lucas all’epoca della ricerca dei set per Star Wars. Da questi luoghi infatti  prende il nome Tatooine, il pianeta natale di Luke Skywalker e nei dintorni di Tataouine vennero girate molte delle scene più spettacolari della serie. Molti appassionati della saga cinematografica si aggirano da queste parti, riconoscendo qua e là scenari utilizzati dal regista, come le case di Matmata, che sembrano microcosmi lontani anni luce dalla Terra, perduti nel tempo.

Info Tunisia

Testo di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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