Strada Romantica in Germania: 460 km di pura poesia

Seguiteci sulla più celebre strada tedesca, la Strada Romantica o Romantische Strasse, che unisce 29 città grandi e piccine e innumerevoli castelli, città medievali, laghi, fiumi e boschi incantati. Tutto il bello della Germania.

Uno degli innumerevoli cartelli marroni che indicano la direzione della Strada Romantica la Romantische Strasse, dove anche le cicogne fanno parte del paesaggio di campagne e città. (©photo Eugenio Bersani)

Wὕrzburg dove tutto comincia
Wertheim, il nido incantato tra il Tauber e il Meno- Km 50
Feuchtwangen, il salone delle feste della Franconia- Km 181
Dinkelsbühl, la città salvata dai bambini
Nördlingen, la città fortificata
Augusta, città imperiale
Friedberg, un piccolo borgo sotto il Castello
Landsberg, dove il Medioevo è ancora vivo
Halblech, vista privilegiata sul Neuschwanstein

Wὕrzburg dove tutto comincia

La mappa dettagliate del percorso della Strada Romantica che parte da Wὕrzburg (©photo Eugenio Bersani)

Pensate a questa strada come ad un percorso sinuoso che collega cittadine, villaggi e città grandi, unite dal comune denominatore della bellezza, della natura splendente, del dolce vivere, insomma unite dalla vocazione al romanticismo. Ebbene, il km 0 della Romantische Strasse secondo i puristi inizia nella città di Wὕrzburg, nel cuore pulsante della Franconia.

Ma non tutti la pensano allo stesso modo, tant’è che molti iniziano il percorso da quella che sarebbe la sua fine, la città di Füssen, meta più meridionale al km 460.

Non c’è un vero imperativo nel percorso: i panorami cambiano di continuo, le mete si susseguono e non c’è obbligo di un prima e di un poi, ma in verità è nella splendida Wὕrzburg che compare per la prima volta il cartello marrone che guida il visitatore per tutto il cammino. E dunque, anche noi iniziamo da qui.

Il ponte vecchio di Wὕrzburg sul fiume Meno che rappresenta il luogo di partenza della Strada Romantica e il luogo d’incontro degli abitanti e di tutti i turisti che passano dalla città. (©photo Eugenio Bersani)

Ricca, colta, attraversata dal grande fiume Meno, fitta di monumenti grandiosi, Wὕrzburg vi colpirà dritto al cuore. Il punto 0 della strada Romantica parte a lato della Residenz, la residenza dei potenti Principi Vescovi che la abitarono dalla prima metà del 1700 e fino all’arrivo delle truppe napoleoniche.

L’edificio è immenso, in stile baroccheggiante nel colore nocciola della locale pietra arenaria. L’esterno è severo e imponente e contiene una quantità di capolavori che testimoniano la ricchezza del piccolo ma potente vescovato.

Entrando, il grande vestibolo accoglieva gli ospiti d’onore che qui giungevano in sontuose carrozze. Un ambiente così vasto da consentire al cocchio di ruotare e fermarsi esattamente davanti al superbo scalone per far scendere i passeggeri.

Del resto, questo magnifico complesso che Napoleone definì la “più grande Canonica d’Europa” è opera del migliore architetto di età barocca, Balthazar Neumann e dei più grandi stuccatori e pittori europei tra cui spiccano alcuni grandi nomi italiani.

Inimmaginabile prima di saperlo. Alzate lo sguardo sopra la scalinata d’onore e salite: sarete sopraffatti. Davanti a voi l’arte sublime di Giambattista Tiepolo. Incredibile: il Tiepolo visse qui per tre anni dal 1750 e affrescò i 667 mq della volta con un tema unico, i quattro continenti.

Scalone d'onore con gli affreschi Gian Battista Tiepolo alla Residenz, la residenza dei potenti Principi Vescovi  di Wurzburg
Scalone d’onore con gli affreschi Giambattista Tiepolo alla Residenz, la residenza dei potenti Principi Vescovi di Wὕrzburg. (©photo Eugenio Bersani)

Gli spazi immensi piacevano al Tiepolo, genio dal pennello rapido che riuscì a creare un capolavoro dai dettagli perfetti che quasi escono dal dipinto. Da osservare con molta calma; del resto risulta difficile staccare lo sguardo. Osservate l’angolo a sinistra della rappresentazione dell’Europa: c’è un uomo con il berretto rosso ed è l’autoritratto dell’artista.

Non pago, in questo triennio, Tiepolo affresca anche l’aurea e stuccatissima sala dell’Imperatore; un tripudio d’oro, marmo, stucchi e colori in cui si inserisce la mano di un altro grande, lo stuccatore Antonio Bossi da Lugano.

Ma il luogo più sentimentale della città è nella vicina chiesa di Neumünster. Dietro quel che resta dell’antichissimo chiostro, si trova il Lusamgärtlein, il giardinetto del riposo. Qui un grande tiglio dallefoglie a cuore, ombreggia la tomba del più romantico cantore dell’amor cortese, il poeta medievale Walter von der Vogel.

La leggenda narra che chi abbia pene d’amore, deve portare un fiore su questa tomba: quando il fiore appassirà, le sofferenze avranno fine. Ci sono molti fiori secchi…chissà.

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Wertheim, il nido incantato tra il Tauber e il Meno

La cittadina di Wertheim con il Castello (©photo Eugenio Bersani)

Arrivare a Wertheim, seconda tappa sulla Romantische Strasse, genera un sussulto di romanticismo languido. Sarà per le rovine del grande castello medievale sulla collina, sarà per le tre torri e le tre porte che racchiudono il piccolo villaggio medievale o per le dolci acque dei due fiumi, il Tauber e il Meno che qui s’abbracciano, ma il risultato è un languore d’animo.

Il luogo è piccolo e si gira velocemente, ma veramente bello. Dolcissima la camminata sul bordo del Tauber tra rose, fiore e ninfee che galleggiano sulle acque verdi. Il borgo è contenuto tra le mura e dall’esterno non se ne percepisce la bellezza.

Il centro antico sorge su di una penisola a punta accarezzata dai due fiumi ed è fatto di case basse, a graticcio e dai colori pastello.

Le più belle e antiche del XVI secolo sono quelle che arricchiscono la piazza principale, la Marktplatz dove ogni sabato si tiene un mercato di frutta e verdura.

Anche qui si vive piacevolmente. Molti i Bierganten, floridi  giardini dei locali dove bere e mangiare tra il verde, e anche qui il vino domina incontrastato sulla birra, l’altra bevanda nazionale. Immersa nel verde e nei boschi, Wertheim è il manifesto delle tre “W” che contraddistinguono la Franconia: wein-wasser-wald, vino, acqua e foresta.

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Feuchtwangen, il salone delle feste della Franconia

La Basilica luterane a Feuchtwangen (©photo Eugenio Bersani)

È così piacevole, raccolta, ordinata la Marktplatz del minuscolo borgo di Feuchtwanger che ha il titolo di Frankens Festasaal, ovvero “Salone delle feste della Franconia”.

In effetti lo sguardo non fa che posarsi su edifici curatissimi, facciate dai colori tenui, antiche case a graticcio abbracciate dai rampicanti. Bellezza ovunque; non per caso 5 anni fa Feuchtwangen fu eletta la “più bella cittadina della Germania”.

Un borgo rurale, 5000 abitanti appena, ma con una certa classe che non passa inosservata. Con una piacevole passeggiata si gode tutto il centro storico passando dalla splendida basilica luterana del XIII e XIV secolo, in pietra grigia e dalla facciata aguzza e lineare.

A sud si apre il chiostro di età tardo romanica. Tornando sulla piazza principale non resta che entrare nella sala da the dell’elegante Cafè am Kreuzgang, dalle cui vetrate si può ammirare l’idilliaco chiostro chiuso in estate durante il Kreuzgangspiele Festival, il festival del chiostro.

Da giugno ad agosto, tutto esaurito. Riusciamo a vedere il palcoscenico in legno con ai lati dei bellissimi alberi in mezzo ai quali gli attori si muovono: dev’essere davvero interessante assistere ad uno spettacolo in un luogo tanto…romantico. Il Cafè am Kreuzgang è famoso per le sue praline che hanno vinto molti premi. La sala da the è sempre gremita e pare occorra prenotare per accomodarsi. Quindi, se vedete un tavolo libero, non esitate.

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Dinkelsbühl, la città salvata dai bambini

Le mura perimetrali della città di Dinkelsbühl (©photo Eugenio Bersani)

Arrivati a questo punto, la Romantische Strasse sembra una salita verso la bellezza. Dinkelsbühl, libera città imperiale, lascia a bocca aperta. 12.000 abitanti che vivono in una delle città medievali meglio preservate della Germania intera.

Il Medioevo qui è vivo: lo si capisce appena entrati da una delle quattro antiche porte della città: la cinta muraria con le sue vecchie torri è praticamente intatta e i camminamenti sono tuttora praticabili.

Ma questo è ancora niente perché è il centro città a sorprendere; qui v’è una esplosione di colori e architetture, con magnifiche case a graticcio che risalgono al 1600, ricchissime, stupendamente adornate a celebrare la ricchezza dei mercanti che commerciavano in vino. 

La più bella e la più decorata è la Casa Tedesca, di gusto tardo rinascimentale. Il Duomo di San Giorgio, enorme come spesso le chiese da queste parti, è un bellissimo esempio di tardo gotico della fine del ‘400.

Di fronte, una graziosa casetta dalla facciata rossastra dotata di piccola guglia: è l’ex Casa Consolare, dove venivano ospitati i personaggi illustri che arrivavano in città. Una targa ricorda che nel 1546 vi soggiornò il più illustra tra tutti, l’Imperatore Carlo V quello sul cui impero non tramontava mai il sole, per intenderci.

Sulla parete di un vecchio edificio a Dinkelsbühl è rievocata la leggenda della Kinderzeche (©photo Eugenio Bersani)

Tutto splendidamente conservato; molto si deve alla fortunosa assenza di incendi e saccheggi. Fortuna e caso che si celebrano nella festa più sentita qui a Dinkelbürg, la Kinderzeche , ovvero la Festa dei Bambini. Erano gli anni bui della Guerra dei Trent’anni, correva l’anno 1632: gli svedesi avevano conquistato la città e si apprestavano a razziare e distruggere quando un gruppo di bambini si mise a pregare intensamente, le truppe desistettero dal saccheggio e la città fu salva.

La leggenda si ricorda ogni anno il terzo lunedì di luglio: tutti i bimbi della città sfilano in costume e la città tutta è coinvolta. Se non siete tra i fortunati che si trovano in città durante la Kinderzeche, potete però seguire il figurante abbigliato da Guardiano notturno che ogni sera al tramonto parte dalla cattedrale, raccoglie una piccola folla di seguaci e attraversa la città cantandone la storia. Il cantore canta in tedesco ma pare sia un bellissimo giro.

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Nördlingen, la città fortificata

Veduta aerea di Nördlingen con la sua cinta muraria interamente percorribile a piedi. (©Foto-Finck)

Se il Medioevo vi sembra lontano, che dire del cratere su cui è nata la vita da queste parti e che risale a 15 milioni di anni or sono? Un grandioso meteorite precipitò qua attorno creando un cratere vasto 26 km e profondo 1 km: al centro, un po’ di millenni dopo, fiorì la bella Nördlingen.

Come a Dinkelbürg anche qui vi è un centro storico intatto, perfetto, con in più una cerchia muraria assolutamente completa i cui bastioni sono percorribili. Il giro sul cammino di ronda, lungo 2,7 km è una vera immersione nella storia.

Anche qui guerre e incendi non hanno toccato l’abitato che è rimasto intatto e fermo dalla prima metà del 1600. La città era ricchissima grazie al commercio, e alle potenti corporazioni dei tessitori e dei conciatori. Ma la Guerra dei Trent’anni ne decimò gli abitanti e l’importanza. E da allora tutto è rimasto com’era: una cittadina perfettamente circolare racchiusa tra le mura turrite.

Per apprezzare in pieno la perfezione circolare dell’architettura cittadina bisogna arrampicarsi sulla torre campanaria della chiesa di S.Giorgio.

Ridiscesi a terra, non resta che andare alla Marktplatz, la Piazza del Mercato su cui affacciano le belle case colorate con le facciate romantiche dai frontoni a punta. Il Municipio è il più antico della Germania edificato nel XIII secolo e destinato a Rathaus, Municipio, appunto, già dal 1382. Sul lato si leva una bellissima scala in pietra tutta istoriata e incisa. Venne costruita nel 1618 a sostituire la scala in legno. Sotto le sue rampe, compare il volto irridente di un buffone inciso nella pietra che vi fissa e dice: ”nun sind unser zwey” ovvero: “adesso siamo in due “ Buffoni, s’intende.

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Augusta, città imperiale

La statua di Mercurio in Maximilian Strasse la strada principale della città di Augusta. (©photo Eugenio Bersani)

Si resta un poco disorientati quando si arriva in città: dopo giorni a girovagare tra borghi e paesaggi arcadici si è persa l’abitudine alla “polis”. Ma dura poco perché Augsburg vi conquista velocemente. Praticamente rasa al suolo dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale ma rapidamente ricostruita, oggi è una piacevolissima città medio grande- la terza per importanza nel sud della Baviera- vivace, ben vivibile,in gran parte del centro storico pedonalizzata, piena di tesori da scoprire.

In ogni caso conviene iniziare il giro proprio nella piazza del Rathaus grandiosa e vivacissima a tutte le ore, e salire ad ammirare la Sala d’Oro del Municipio, un immenso salone che è un tripudio di oro e specchi. La sala è stata ristruttura dopo la guerra durante la quale venne completamente distrutta.

La Sala d’Oro del Municipio di Augusta (©photo Eugenio Bersani)

Il caso volle che poco prima dei bombardamenti fossero scattate diverse immagini che hanno permesso di ricostruirla nel dettaglio. In origine il Rathaus venne costruito su disegno del celebre artista, scultore e architetto Elias Holl, una vera celebrità del tempo, attorno al 1615.

Al poliedrico artista, quasi uomo del rinascimento per il multiforme ingegno, si devono anche le splendide statue bronzee delle fontane monumentali, una triade distribuita sulla grandiosa Maximilianstrasse, lunga arteria pedonalizzata che attraversa il centro storico.

Poco distante si ammira un’altra opera di Elias Holl: il palazzo dell’Arsenale dalla splendida facciata seicentesca sormontata da un possente gruppo bronzeo con San Maurizio che scaccia Satana.

Augusta, la statua a Rathausplatz la Piazza del Municipio (©photo Eugenio Bersani)

A lato dell’arsenale da non sottovalutare il piacevolissimo biergarten, giardino dove riposare e ristorarsi con un boccale di birra. La Fuggerhaus, palazzo cittadino degli onnipresenti Fugger è un lungo palazzo in gran parte ricostruito ma ricchissimo di storia.

Nel Cortile dei Cavalieri, correva l’anno 1518, Lutero discusse le sue tesi con il Legato Pontificio, Cardinale Caetano. Anche l’Imperatore Maximilian I, capostipite degli Asburgo, soggiornò qui come il grande Tiziano.

Il Cortile delle Dame, di gusto dolcemente rinascimentale, è stato ricostruito ma senza perdere nulla della sua bellezza. Prima di sfociare sulla Maximilianstrasse, meglio definire chi fossero i Fugger e quale il loro ruolo da queste parti.

Grandi banchieri, ricchissimi, prestatori di denaro a papi, re e imperatori, furono una dinastia di abili mercanti; Jakob Fugger fu un grande filantropo all’avanguardia per i tempi. Nel 1521, Jakob creò la Fuggerei, un intero villaggio entro la città. Si tratta del primo esempio di edilizia popolare al mondo. Un pezzo di storia da vedere obbligatoriamente.

Il villaggio Fuggerei nella città di Augusta (©photo Eugenio Bersani)

Si presenta come un piccolo borgo cintato costituito da 67 casette basse divise in 142 appartamenti. Forse l’aspetto più interessante è il fatto che la Fuggerei è ad oggi abitata da circa 151 persone: la lista di attesa per diventarne affittuari è lunga e richiede caratteristiche precise. Occorre essere residenti in città da almeno 3 anni, essere cattolici, poveri ma non per colpa e incensurati.

Non da ultimo gli affittuari devono pregare ogni giorno per i fondatori. E così le preoccupazioni di Jakob per il passaggio all’aldilà si placano. Usciti dalla Fuggerai, per ritornare alla piazza del Municipio si attraversa il quartiere Lech, il Lechvierte.

Il nome viene dai numerosi canali che lo attraversano e prendono l’acqua dal vicino fiume Lech. Acque correnti e abbondanti che servivano alle tante attività manifatturiere della città che era famosa per l’utilizzo geniale dell’acqua già in età medievale. Il sistema di gestione delle acque nel 2019  è diventato patrimonio dell’Unesco.

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Friedberg, un piccolo borgo sotto il Castello

Il Castello di Friedberg (©photo Eugenio Bersani)

Pochi chilometri separano la grande Augusta dalla piccola Friedberg ma è come passare ad un altro continente. Piccolo borgo, ordinato e quieto della regione del Lechrain dove regna il grande fiume Lech dalle possenti acque. Piccola ma importante cittadina fondata nel 1264 a scopo difensivo come testimoniano le antiche mura di cinta con torri e bastioni possenti.

Non tutta la cinta muraria è sopravvissuta ma ciò che resta risale al XVsecolo. Cuore dell’abitato la Marienplatz, la piazza di Santa Maria su cui zampilla una fontana sormontata da una bella statua della Vergine inghirlandata con una corona d’oro e di stelle.

Il palazzo più importante è quello in cui ha sede il Municipio, dalla facciata ocra e bianca dolcemente baroccheggiate: risale al 1674 e riprende lo stile e il gusto del celebre Elias Holl. 

Con una breve passeggiata si guadagna il castello di Friedberg, della metà del ‘500. Il maniero non è grande, ma ha una imponente torre quadrata tinta di bianco come tutto il complesso. Oggi è un centro culturale e museale dove sono conservate  ceramiche e una raccolta di orologi prodotti tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo

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Landsberg, dove il Medioevo è ancora vivo

Landsberg è una città decisamente romantica e meglio rappresenta l’idea che spinge i turisti a percorrere ogni anno la Strada Romantica della Germania (©photo Eugenio Bersani)

Dopo 48 chilometri di strade pianeggianti tra campi svettanti di mais ancora verde, appezzamenti dove il farro ormai bruno è pronto da mietere, fattorie silenziose e macchie boschive, ecco Landsberg. Vi si giunge con animo sereno: la natura durante il percorso si è mostrata nella sua assoluta quiete.

Niente Sturm und Drang, solo un romanticismo languido che mette lo spirito in armonia con il creato. In qualche modo siamo pronti ad accogliere la grande bellezza di questa città. Si arriva nella Hauptplatz, la piazza principale dominata dalla medievalissima torre Schmalzturm. Colpisce: ha una forma a triangolo irregolare leggermente in declivio che  per qualche collegamento neuronale  incomprensibile fa ricordare al cervello italiano la Piazza del Campo in Siena.

Maestose case borghesi, dai colori pastello su cui domina il meraviglioso Rathaus, il municipio dalla facciata fittamente decorata con stucchi ornamentali e multicromi. La splendida opera si deve al celebre Dominukus Zimmermann, artista e architetto,  che nel 1719 creò questo incanto.

La Bayertor a Landsberg (©photo Eugenio Bersani)

Ma tutta la città è un incanto: per qualche fortuita casualità, Landsberg non venne colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e tutto il patrimonio è rimasto intatto. Città ricca e potente, con un grande castello e mura imperiose. Torri, mura e porte sono ancora qui a proteggere e raccogliere la città; la porta d’accesso, nella parte alta della città, è il Bayertor, la Porta Bavarese. Colorata e dipinta con ai lati due torri aguzze, al centro del massiccio centrale ci riporta alle storie di casa nostra.

Entro il grande trittico con statue e stemmi spicca la vipera dei Visconti. Ricorda il matrimonio del signore della città il Duca Ernesto con Elisabetta Visconti, dama del celebre casato andata in sposa al signore Bavarese.

Oggi il castello alla sommità del colle è una scuola ma il paesaggio che lo circonda è magnifico: piccole viuzze di ciottoli con antiche case colorate e giardini lussureggianti e giù i tetti rossi a punta delle case.

 

Da quassù si scende, si ritorna nella Hauptplatz. Oltre la piazza si apre un altro universo: ecco il Lech in tutta la sua forza che in piena città disegna delle rapide folgoranti. Attorno alle sue rive le mura cittadine sono popolate di piccoli locali dove godersi il panorama. E qui di godimento sono maestri; pare che una inchiesta del celebre Stern, settimanale diffusissimo, risulti che a Landsberg si viva non bene ma benissimo.

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Halblech, vista privilegiata sul Neuschwanstein

L’atmosfera bucolica della zona prealpina di Halblech Trauchgau (©photo Eugenio Bersani)

Magico, sognante, fiabesco, come altro definire il paesaggio alpino attorno ai tre piccoli comuni di Halblech, Buching e Trauchgau? Pascoli verdi, le acque di smeraldo del Forggensee e del Bannwaldsee, stupendi laghi alpini, le montagne dell’Algovia, e ovunque piccole chiese bianche e antichi masi.

I dintorni sono tutti da scoprire; salite alla piccola St. Peter kapelle, una cappella tutta bianca sulla prima collina. Qui la vista spazia verso un eden montano. Ma, in lontananza ecco la vera meraviglia, il Neuschwanstein, il castello del malinconico Ludwig II di Baviera. Un vero colpo al cuore visto da qui.

Castello di Neuschwanstein (©photo Eugenio Bersani)

Lontano, incuneato tra le rocce, senza presenza umana a disturbare la vista; vi sembrerà sia tutto solo per voi. La perfezione sarebbe avere a disposizione un cannocchiale per goderne appieno. Il castello celeberrimo di fattezze fiabesche e disneyane dista solo 11 km da qui.

Qui tutte le informazioni su Halblech

Testo di Lucia Giglio Foto di Eugenio Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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