Dal vibrante mercato notturno di Luang Prabang alla tranquillità dei monasteri buddisti, il Laos incanta con la sua ricca diversità culturale e le sue meraviglie naturali che si mescolano armoniosamente nel tessuto delle sue tradizioni.
Testo di Graziella Leporati foto di Luca Bracali

Il Laos, conosciuto come il “Paese dei milioni di elefanti”, oggi ne conta un decimo causa la deforestazione, la caccia illegale e la perdita di habitat.
Tuttavia questi animali rimangono un simbolo importante della cultura e della tradizione che continua a lottare per proteggerli.
Vientiane
Il viaggio inizia a Vientiane, città dal fascino sonnolento e intrisa di spiritualità, dove i grattacieli si ergono accanto a templi antichi.
Il turista viene subito catturato dai maestosi templi dorati che punteggiano il paesaggio urbano. Wat Si Saket, con le sue migliaia di statue e statuette di Buddha, e il magnifico That Luang, simbolo nazionale del Laos, sono solo alcuni dei gioielli architettonici che Vientiane offre.

In ogni angolo, la spiritualità laotiana si manifesta attraverso l’incenso che permea l’aria e i suoni dei monaci che intonano i loro canti nelle prime ore del mattino quando camminano lungo le strade con le ciotole per raccogliere il riso offerto dai fedeli .
I punti impedibili della città sono tre. Il primo è il Simbolo Nazionale del Laos. Il monumento più significativo, il That Luang, ha uno stupa col tetto dorato che rappresenta l’identità e la spiritualità laotiana. Segue l’Arco della Guerra Finta, il Patuxai, spesso chiamato l’Arco di Trionfo. La sua costruzione iniziò utilizzando cemento donato dagli Stati Uniti per la costruzione di una pista di atterraggio, ma il progetto fu interrotto e l’arco rimase incompiuto.
Infine, la Reliquia di Pha That Phanom. Il tempio Pha That Phanom, sulle rive del Mekong, è famoso per la sua leggenda secondo cui contiene una reliquia del Buddha, esattamente un frammento di costola.
I colonizzatori francesi dicevano: “I vietnamiti piantano il riso, i cambogiani lo guardano mentre cresce, i laotiani lo ascoltano crescere”.
E questa è la cifra di un popolo, sempre sereno e sorridente dove il vibrante mercato del mattino è un’esperienza sensoriale indescrivibile dove colori vivaci e odori irresistibili invadono i sensi.
Qui, tra le bancarelle piene di frutta fresca, spezie esotiche e tessuti tradizionali, si può assaporare l’autenticità della vita quotidiana laotiana.
Ma è sul tranquillo bordo del fiume Mekong che si trova il vero cuore pulsante della città. Lungo le rive del fiume, le famiglie locali si riuniscono per passeggiare, fare esercizio fisico o semplicemente godersi la fresca brezza serale.
Seduto su una delle panchine lungo il promontorio, il visitatore può contemplare il lento fluire delle acque mentre il sole si tuffa nell’orizzonte, colorando il cielo di sfumature dorate.
La Piana delle Giare, situata nella provincia di Xieng Khouang nel nord-est del Laos, conta più di 90 siti archeologici. Nel complesso, sono state rinvenute circa 2000 giare di pietra giganti in tutta l’area.
Queste giare risalgono a un periodo compreso tra il 500 a.C. e il 200 d.C., durante il periodo della cultura del ferro nel sudest asiatico.
Tuttavia, la loro esatta funzione e il motivo per cui sono state create rimangono in gran parte un mistero. Alcune teorie suggeriscono che le giare potrebbero essere state utilizzate per scopi cerimoniali, rituali funerari o come recipienti per il cibo e l’acqua.
Altri ipotizzano che possano essere state utilizzate per seppellire i morti o persino per la produzione di birra. Nonostante le varie teorie degli studiosi, il vero significato delle giare della Piana delle Giare rimane ancora misterioso.
Benvenuti a Luang Prabang

Appena giunti a Luang Prabang, ci si trova subito immersi in un’atmosfera magica, circondati da antiche case in legno, monasteri dorati e il maestoso fiume Mekong che scorre tranquillo.
La città conserva ancora il suo carattere coloniale francese, visibile nelle strade tranquille e nei caffè accoglienti. Il tempo sembra rallentare qui, permettendo di assaporare ogni momento e ogni angolo di questa città intrisa di storia.
I magnifici Templi
Le principali attrazioni sono i templi buddisti, o wats, che punteggiano il paesaggio con la loro maestosità e la loro bellezza.
Tra i più famosi ci sono Wat Xieng Thong, con i suoi elaborati mosaici e la sontuosa sala del trono reale, e Wat Mai, con la sua struttura in legno scolpito e i dettagli intricati.
La vita quotidiana

Lungo le strade lastricate, si può osservare la gente del posto con le proprie attività quotidiane, dal mercato del mattino al lavoro nei campi.
I colori vivaci dei vestiti tradizionali, il profumo di incenso nell’aria e il suono dei canti dei monaci che raccolgono le ciotole di riso offerte dai fedeli, contribuiscono a creare un’atmosfera unica e coinvolgente che incanta i visitatori e li avvolge nel suo abbraccio caloroso.
Le riserve naturali
Le riserve naturali rappresentano un tesoro inestimabile di biodiversità. All’interno di questi santuari protetti, fra cascate paradisiache, la flora e la fauna si sviluppano in un ambiente intatto e selvaggio, permettendo di immergersi in un mondo di bellezza naturale.
Le riserve naturali sono abitate da una varietà di specie animali e vegetali, molte delle quali rare: dai leopardi nebulosi che si muovono furtivamente tra le fronde degli alberi ai pangolini che si arrampicano sulle rocce, agli orsi dal collare.
La varietà di uccelli che popolano i cieli è una delle caratteristiche più sorprendenti. Dai cinguettii degli uccelli canori ai potenti richiami degli uccelli rapaci, il cielo è vivo di suoni e colori che catturano l’immaginazione e stimolano i sensi.
Oltre alla fauna, le riserve naturali del Laos sono anche un rifugio per una vasta gamma di specie vegetali, molte delle quali sono uniche e preziose per la conservazione della biodiversità globale.
Dai fiori selvatici che sbocciano tra l’erba alta alle piante rare che si arrampicano lungo le pareti rocciose, ogni angolo delle riserve naturali è un mondo di sorprese e meraviglie che aspetta di essere scoperto. E il profumo del frangipani avvolge come una nuvola chiunque metta piede in questo straordinario Paese.
Il Mekong
Il fiume Mekong, arteria vitale del Laos, è una meraviglia naturale che serpeggia attraverso il Paese, dando vita a ecosistemi ricchi e diversificati.
Uno dei tratti più affascinanti del Mekong si trova al confine meridionale del Laos, un’area conosciuta come Si Phan Don o le 4000 isole.
Questo labirinto acquatico di isole, isolotti e rapide, tra cui emergono Don Det e Don Khon, offre un’esperienza particolare. Meta preferita dei giovani che viaggiano zaino in spalla, le 4000 isole sono un paradiso per chi cerca tranquillità, avventure in kayak tra i canali nascosti, o la possibilità di avvistare i rarissimi delfini del Mekong.
La vita lungo il Mekong nel Laos meridionale è un mosaico di comunità che mantengono uno stile di vita legato alle tradizioni e alla natura, mentre la cascata di Khone Phapheng, la più grande del Sudest Asiatico, incanta con il suo potente scroscio d’acqua, simbolo della forza e dell’indomabilità del fiume.
Le Grotte di Pak Ou

Tra le meraviglie nascoste le Grotte di Pak Ou si distinguono come uno dei siti più spiritualmente significativi e affascinanti.
Situate alla confluenza tra il fiume Mekong e il fiume Ou, queste grotte ospitano migliaia di statue di Buddha, che variano in dimensioni da pochi centimetri a dimensioni umane.
Le Grotte di Pak Ou sono composte principalmente da due caverne: la Tham Ting (la grotta inferiore) e la Tham Theung (la grotta superiore).
Entrambe le grotte sono accessibili ai visitatori, che possono avventurarsi all’interno per ammirare da vicino questa straordinaria collezione di arte religiosa.
Le statue sono state portate qui nel corso di secoli da devoti locali e pellegrini, creando un santuario di pace e spiritualità che rispecchia la profonda devozione buddista dei laotiani.
La guerra e le bombe

Negli anni della guerra del Vietnam, il Laos fu il paese più bombardato della storia. Tra il 1964 e il 1973, furono sganciate oltre due milioni di tonnellate di ordigni, molti dei quali non esplosero e rimangono ancora oggi un pericolo letale.
Tuttavia, la resistenza del popolo laotiano ha trasformato questa tragica eredità in un simbolo di speranza e rinascita. Artigiani locali raccolgono con cautela i resti di questi ordigni e li riciclano, trasformandoli in machete, coltelli e altri utensili.
Questo processo non solo contribuisce alla bonifica del paese dalle bombe inesplose, ma crea anche opportunità economiche, trasformando gli strumenti di guerra in strumenti di vita quotidiana.
Questa pratica è diventata un potente esempio di come il Laos stia lavorando per superare le cicatrici del passato, promuovendo la pace attraverso l’arte e l’artigianato, in particolare la seta di cui è un grandissimo produttore.
Infoutili
Come arrivare: è possibile arrivare nel paese via terra o via mare da Thailandia, Cambogia, Vietnam o Cina. L’attraversamento della frontiera di solito non presenta problemi nonostante sia impegnativo raggiungere i posti di confine valicabili. Gli aeroporti internazionali si trovano invece a Vientiane, Luang Prabang, Savannakhet e Pakse.
Clima: alternanza di periodi asciutti e piovosi causati dai monsoni. Il monsone sud-ovest arriva in Laos tra maggio e luglio e dura fino all’inizio di novembre. Nella prima fase, fino alla metà di febbraio, le temperature si abbassano. Le precipitazioni più abbondanti si verificano a Vientiane, Bolikhamsai, Khammuan e nella parte orientale della provincia di Champasak.
Dove dormire: in generale l’offerta sta migliorando, ma quando ci si allontana dalle aree più turistiche le sistemazioni sono più modeste. Nelle grandi città vi sono alberghi di diversa categoria, guesthouse. Nei villaggi è anche possibile dormire presso privati.
Dove mangiare: bancarelle lungo la strada, mercati del mattino, locali specializzati in noodles e ristoranti. Oltre alla cucina laotiana si possono assaggiare specialità cinesi, vietnamite e thailandesi.
Fuso orario: + 6 ore rispetto all’Italia. L’ora legale non è in vigore in Laos.
Documenti: è necessario possedere il passaporto in corso di validità con validità residua di almeno sei mesi. È possibile ottenere il visto turistico valido trenta giorni presso quasi tutti i punti di confine o in aereo.
Vaccini: nessuna vaccinazione è obbligatoria.
Lingua: la lingua ufficiale della Repubblica Popolare del Laos è il lao, nella variante parlata e scritta a Vientiane. È la lingua veicolare usata da tutti i gruppi etnici, con differenze nell’accento, nell’intonazione e nel lessico a seconda della regione. L’idioma fa parte del ramo thai. Alcuni abitanti delle città e delle cittadine lungo il Mekong capiscono il francese e anche l’inglese si sta diffondendo.
Religione: circa il 60% della popolazione, soprattutto i Lao Loum e alcune minoranze thai, pratica il buddismo theravada, introdotto a Luang Prabang alla fine del XIII secolo. È previsto che tutti i laotiani buddhisti di sesso maschile, di solito nel periodo compreso tra la fine della carriera scolastica e l’inizio del lavoro o il matrimonio, entrino in un monastero per circa tre mesi. Molti però si fermano più a lungo. Anche le donne possono trascorrere parte della loro vita nei wat. La principale religione non buddista è il phii, il culto degli spiriti guardiani, la cui pratica, pur essendo ufficialmente vietata, è diffusa. Le tribù Hmong-Mien praticano invece l’animismo e il culto degli antenati; una piccola minoranza di laotiani, composta principalmente dall’élite che studia nelle scuole francesi, è infine di fede cristiana. Il Su Khuan, conosciuta anche come cerimonia Baci è celebrata in occasione di matrimoni, nascite, guarigioni, partenze… Secondo il rito gli spiriti benigni vengono legati agli ospiti d’onore attraverso una corda bianca legata alla mano con tre nodi che non può essere tolta per almeno tre giorni e non deve essere tagliata.
Valuta: kip, di solito indicato con una K (1 dollaro americano vale circa 10.000 kip). Esistono banconote suddivise in tagli da 100, 500, 1.000, 2.000 e 5.000 kip; non ci sono le monete. In genere è accettato il pagamento con dollari americani, anche nei mercatini, dove i commercianti chiedono al cliente di contrattare porgendogli la calcolatrice su cui scrivere il prezzo che si è disposti a pagare. Si può cambiare nelle banche, negli uffici di cambio o negli hotel. Per informazioni aggiornate sui tassi di cambio consultare i siti www.uic.it o www.oanda.com.
Elettricità: la corrente è erogata a 220 V ma possono capitare sbalzi di tensione e temporanei black-out. Utile una pila. Le prese di corrente sono sia rotonde che a lamella: è meglio portare un adattatore.
Abbigliamento: è bene indossare abiti poco appariscenti e coprire gambe e spalle, soprattutto nelle pagode.
Shopping: la scelta dell’artigianato locale è ampia. Ci sono gioielli in oro e argento, talvolta con pietre preziose, sculture in legno, osso e pietra, pipe da oppio, cannelli di osso e di bambù, fornelli in ceramica, stoffe di seta e cotone con disegni diversi a seconda della regione, borse, abiti, sciarpe, copriletti, dipinti su carta di riso…
Suggerimenti: non dimenticate il repellente per le zanzare e gli occhiali da sole, oltre a una custodia che non dia nell’occhio per il denaro e gli oggetti di valore. Anche una torcia può essere utile.
Testo di Graziella Leporati foto di Luca Bracali|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































