Milano, Rachele Bianchi: archetipo femminile

Si intitola ” Figura Forma” la mostra dedicata all’opera dell’artista milanese Rachele Bianchi. Figura poco nota ai non addetti, la scultrice è stata una protagonista importante del novecento. L’esposizione dà conto della sua produzione artistica a 100 anni dalla nascita

La scoperta di un’artista

Una sala della mostra al primo piano di Palazzo Pirelli, la “casa dei milanesi” ©ph_Lucia_Giglio

La mostra inaugurata il 13 gennaio al primo piano di Palazzo Pirelli rappresenta una prima volta. Rachele Bianchi ha lasciato circa 1600 opere sculture, schizzi, ceramiche, tempere fino ad oggi conservati negli spazi chiusi dell’archivio a lei dedicato. Oggi, per la prima volta le sue opere escono massicciamente dalla sede archivistica per mostrarsi a tutta la città.

Questa mostra che farà scoprire a Milano una delle sue artiste più interessanti, si inserisce in un trend in atto che porta all’attenzione dei milanesi e del mondo artistico, le migliori e spesso sottovalutate protagoniste del mondo dell’arte. Come Bice Lazzari, pittrice magnifica di cui si è appena chiusa una importante retrospettiva a Palazzo Citterio, spazio espositivo per l’arte moderna della Grande Brera.

“Testa” bronzo del 1955 ©ph_Lucia_Giglio

Donne, al centro di tutto

Artiste e donne, un binomio non facile nel mondo dell’arte dominato per tutto il secolo scorso dalle figure maschili, sempre prevalenti. Lo dice la stessa Rachele Bianchi: “era arduo essere donna artista”. E le donne sono le protagoniste assolute dei suoi lavori. Sculture in bronzo, terracotta, marmo, portano sulla scena madri e bambini sempre ieratici, quasi figure abbozzate ma che escono con potenza dalla materia. Figure di donne simbolo, come archetipi di femminilità.

100 opere esposte a 100 anni dalla nascita; non solo sculture ma anche disegni, olii, bassorilievi bronzei e incredibili vasi dalle forme suadenti. L’esposizione non segue un criterio cronologico ma asseconda il percorso di ricerca che ha caratterizzato il lavoro dell’artista.

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Donna con bambino, marmo del 1955 ©ph_Lucia_Giglio

Si potrebbe definire una mostra dinamica che segue l’evolversi della vita e dell’opera di Rachele Bianchi. Così le onnipresenti figure femminili dapprima abbozzate, essenziali, con visi dai lineamenti solo schizzati, raccolte in mantelli che quasi le avvolgono in un bozzolo, evolvono negli anni in forme differenti. Osservando queste sculture viene naturale il raffronto con le “Figurine” femminili della grecità più antica, quei volti e quei corpi stilizzati e ieratici della cultura cicladica. Un archetipo universale.

Evoluzioni di vita e d’arte

Lentamente da questo bozzolo iniziale emergono figure femminili più aperte; si vedono le gambe, le braccia: sono donne più libere e leggere. E il mantello pesante, rappresentazione materica delle difficoltà della vita della stessa artista, si buca, si alleggerisce e diventa una rete da cui sgorga la donna liberata e gioiosa come fu Rachele Bianchi nell’ultimo periodo della sua esistenza .

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Donna con la rete, 2010 ©ph_Lucia_Giglio

All’entrata della mostra 14 foto in bianco e nero raccontano come la sua produzione sia distribuita nelle vie e nelle piazze di molte città di Lombardia. E Milano, la sua città, la celebra in via Vittor Pisani. Qui la sua splendida scultura, “Personaggio” una delle sue donne bronzee e mantellate, rappresenta la prima opera pubblica femminile realizzata da una donna. Il “Personaggio”, svetta con la sua bronzea gonna ondulata nell’aiuola al centro della lunga arteria che collega Piazza della Repubblica alla Stazione Centrale.

Informazioni

La mostra “Figura Forma” è visitabile al primo piano di Palazzo Pirelli, via Fabio Filzi 22, fino al 6 febbraio 2026. L’ingresso è gratuito; dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18, venerdì fino alle 13. Il catalogo Nomos, è in vendita a 19.90 euro

L’archivio dedicato all’artista è a Milano in via Legnano 14. Lo spazio è visitabile e aperto al pubblico.

archiviorachelebianchi.it

 Testo e foto di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com