Dalla vertigine metropolitana di Bangkok ai silenzi verdi dei parchi e dei fiumi del Nord, fino alla dolce immobilità tropicale dell’isola di Samet: la Thailandia si racconta attraverso tre modi di viaggiare, tre ritmi, tre visioni del mondo.

Testo e foto di Eugenio Bersani

Il mercato galleggiante di Damnoen Saduak ©photo Eugenio Bersani

La Thailandia non si visita: si attraversa. È un Paese che cambia volto a ogni curva del viaggio, che costringe il viaggiatore a cambiare passo, sguardo, aspettative. In poche centinaia di chilometri si passa dal caos urbano alla foresta, dalla memoria storica al mare immobile delle isole.

Esiste un istante, quando il sole inizia a calare sopra il fiume Chao Phraya, in cui la Thailandia svela la sua vera natura: una sovrapposizione perfetta di epoche, profumi e intenzioni. Non è un solo Paese, ma un insieme di mondi che convivono con un’armonia sorprendente.

Per comprenderla davvero, occorre attraversarla seguendo tre direttrici: l’ebbrezza urbana, il richiamo della foresta e l’abbandono del mare. È come compiere tre viaggi diversi dentro un solo Paese: la scoperta culturale, l’immersione nella natura e l’abbandono al mare più limpido del sud-est asiatico.

1. Bangkok: il battito della metropoli permanente

Skyline notturno su Bangkok ©photo Eugenio Bersani

Bangkok è un organismo vivente. Rumore, profumi, traffico, templi, mercati, grattacieli: tutto convive in un equilibrio che sembra impossibile e invece funziona.

Il primo contatto con la città avviene sull’acqua: la visita dei klong, i canali del fiume Chao Phraya, a bordo delle tradizionali long tail boats, è un viaggio nella Bangkok segreta, quella delle case su palafitte, delle cucine galleggianti, delle botteghe che si affacciano direttamente sull’acqua. Salire a bordo di una long tail boat, la tradizionale imbarcazione dalla prua adorna di ghirlande colorate, significa osservare la vita che scorre lenta, lontana dal traffico dei grandi viali.Qui il tempo sembra scorrere secondo una logica diversa.

Il mercato dei fiori Pak Khlong Talat è una sinfonia di colori: orchidee, gelsomini, rose, margherite compongono montagne profumate che riforniscono templi e alberghi della capitale. È la Bangkok che profuma di sacro e di quotidiano insieme.

La spiritualità della capitale trova il suo apice nel Wat Pho. Qui, il Buddha Reclinato – una statua monumentale lunga 46 metri – accoglie i visitatori in una penombra mistica, che vibra per il suono delle monete che cadono nelle ciotole di bronzo. Non lontano, il Palazzo Reale si erge come un miraggio di marmo e oro.

Bangkok Il Tempio Wat Pho ©photo Eugenio Bersani

All’interno del complesso, il Wat Phra Kaew custodisce il Buddha di Smeraldo, il simulacro più venerato della nazione. Ogni dettaglio, dalla Sala dell’Incoronazione alla Royal Redemption Hall, racconta secoli di fasti regali che lasciano senza fiato per la loro precisione architettonica.

Ma per trovare un  luogo frequentato prevalentemente dai locali bisogna  attraversare il fiume e andare al Wat Arun, il Tempio dell’Aurora, che svetta con le sue decorazioni in porcellana è una delle immagini più riconoscibili di Bangkok, un faro spirituale e visivo che cattura lo sguardo di chi attraversa il fiume.

Ma oggi il Tempio dell’Aurora non è solo un luogo di culto: è anche un set a cielo aperto dove tradizione e identità si intrecciano. Tra le sue corti, decine di visitatori scelgono di indossare eleganti costumi tradizionali thailandesi, noleggiabili all’ingresso, trasformando la visita in un rito contemporaneo. Fotografi professionisti, perfettamente integrati nel paesaggio del tempio, dirigono pose, luci e sorrisi, creando immagini che raccontano un’esperienza sospesa tra devozione e spettacolo.

A Chinatown il Wat Traimit custodisce un Buddha d’oro massiccio di oltre cinque tonnellate; oro scoperto quasi per caso sotto una crosta di stucco.

Ma la Bangkok contemporanea è anche piacere sensoriale e design. Dopo una giornata tra i templi, non c’è cura migliore di un massaggio presso la rinomata SPA Devana, un santuario di benessere nel cuore del caos. Al tramonto, l’appuntamento è allo Sky Bar SIROCCO, uno dei primi e più celebri di tutta l’Asia: sorseggiare un cocktail con la città ai propri piedi è un’esperienza unica.

Diventato una vera attrazione turistica come location di varie pellicole è carissimo (cocktail a 40€) e la sosta sulla terrazza panoramica è regolamentata da un turn over da catena di montaggio.

Per la cena, la scelta oscilla tra la raffinatezza stellata del NAHM (COMO Metropolitan) e la cucina tradizionale d’eccellenza del Baan Khanitha. Se cercate un pranzo con vista, il ristorante SUPATRA sulla riva del fiume o The Deck by Arun offrono una prospettiva privilegiata sul tempio illuminato, mentre per una serata più eclettica, l’ASIATIQUE combina shopping e ristorazione in un affascinante mercato all’aperto sul molo.

2. Parchi e foreste: la memoria dell’acqua e della storia

Le cascate del Parco Nazionale di Erawan ©photo Eugenio Bersani

Lasciata la capitale, il ritmo cambia. La Thailandia “verde” si svela nella provincia di Kanchanaburi, ma non prima di aver attraversato i mercati più incredibili del Paese. Al Mae Klong, si assiste allo spettacolo unico del “Mercato della Ferrovia”: i venditori ritirano le tende e le merci in pochi secondi al passaggio del treno, per poi riposizionare tutto un istante dopo.

 Poco distante, il mercato galleggiante di Damnoen Saduak è una teoria infinita di imbarcazioni cariche di frutta tropicale e zuppe fumanti e la vita scorre ancora sull’acqua come se il tempo si fosse fermato.

L’arrivo a Kanchanaburi porta con sé una carica emotiva profonda. Il Ponte sul fiume Kwai e un tragitto sulla storica Ferrovia della Morte ricordano i sacrifici della Seconda Guerra Mondiale, in un contrasto stridente con la bellezza naturale della valle.

Il Ponte sul fiume Kwai ©photo Eugenio Bersani

Il soggiorno al Resotel River Kwai, immerso nella foresta, introduce al ritmo lento della natura. La minicrociera su imbarcazioni di bamboo lungo il fiume è un’esperienza quasi meditativa.

Il viaggio verso nord prosegue nel Parco Nazionale di Erawan, celebre per le sue cascate a sette livelli. Le cascate turchesi scendono tra la giungla in una successione di piscine naturali. L’acquadi un turchese quasi irreale, invita a bagni rigeneranti tra i boschi di teak.

Di notte,a bordo di un TukTuk, si esplora il parco archeologico di Ayutthaya sotto le stelle che appare come un miraggio sospeso nel tempo. Antica capitale del Siam, fu distrutta dall’esercito birmano nel 1767. Le statue decapitate dei Buddha raccontano la violenza di quel conflitto: le teste vennero rimosse come bottino nella vana speranza di trovare tesori e gioielli nascosti all’interno.

 Il Wat Mahathat, con il volto del Buddha inglobato dalle radici di un albero, simboleggia la natura che lentamente riassorbe la storia umana. Il Wat Mongkolbophit, restaurato, completa l’immersione in una città-museo dove ogni pietra racconta secoli di cultura e spiritualità.

Per la sosta gastronomica, il ristorante Keeree Mantra e il Khum Damnoen offrono l’opportunità di gustare la vera cucina thai regionale in contesti paesaggistici straordinari.

3. Koh Samet: l’ultimo rifugio del Golfo

Le acque cristalline di una delle spiagge dell’isola di Koh Samet ©photo Eugenio Bersani

L’ultima declinazione del viaggio è l’azzurro assoluto. Dopo l’energia di Bangkok e la storia di Kanchanaburi, il porto di Na Dan è la porta d’accesso a un paradiso di sabbia bianca, palme ondeggianti e acque cristalline: Koh Samet. Il trasferimento all’hotel Sai Kaew Beach Resort a bordo dei songthaew, i vivaci pick-up locali, segna l’inizio di una vacanza all’insegna della lentezza.

KohSamet non è solo mare; è un’esperienza di vita thai autentica. Nel piccolo villaggio dell’isola si respira un’aria rilassata, lontana dai flussi del turismo di massa più rumoroso. Le giornate trascorrono tra sessioni di snorkeling nelle acque cristalline del Golfo della Thailandia, dove la barriera corallina pullula di vita, e massaggi sulla spiaggia all’ombra delle palme, lasciandosi cullare dal suono della risacca.

La vita sociale si concentra intorno al Winkks Beach Club, il luogo ideale per una cena a piedi nudi sulla sabbia, dove il pescato del giorno incontra i sapori esotici della frutta locale. Per un pranzo più tranquillo e riservato, il Resort Ao Prao offre una vista privilegiata su una baia incantata, perfetta per concludere il viaggio. Koh Samet è la sintesi perfetta del concetto di Sabai Sabai, quel senso di benessere e felicità tipico della cultura thailandese.

Infoutili

Informazioni: Ente Nazionale per il Turismo Thailandese – Via Barberini 68, Roma, tel.0542014422 turismothailandese.it –www.instagram.com/turismothailandia – www.facebook.com/enteturismothailandia#

Come arrivare

Dall’Italia si vola verso Bangkok o Phuket con scalo in Medio Oriente o Asia (circa 12–14 ore).

Turkish Airlines è una delle compagnie con maggior proposte sulla tratta per Bangkok con scalo a Istanbul. Turkish Airlines non opera voli diretti dall’Italia a Bangkok, ma collega le principali città italiane (Napoli, Catania, Bari, Torino, Palermo, Roma, Milano, Venezia e Bologna) a Bangkok con scalo a Istanbul. I voli Italia–Istanbul sono quotidiani e molto frequenti, mentre la tratta Istanbul–Bangkok conta almeno 3 voli al giorno (a partire da 21 a settimana), rendendo facile trovare coincidenze ogni giorno. Tutte le informazioni sul sito in italiano di Turkish Airlines.

Per chi vuole fare una sosta nelle città di Istanbul il programma Stopover a Istanbul di Turkish Airlines è un’offerta molto allettante: se hai una coincidenza di almeno 20 ore all’aeroporto di Istanbul, puoi richiedere un voucher per un pernottamento gratuito in hotel partner. Maggiori informazioni qui 

Quando andare – Clima

Il periodo migliore va da novembre a marzo, stagione secca e più fresca. Da aprile a ottobre clima caldo-umido con piogge brevi ma intense.

Dove dormire

Una stanza del COMO Metropolitan Bangkok ©photo Eugenio Bersani

Offerta vastissima di resort di lusso sia nella capitale che su tutto il territorio e sulle isole. Al centro di Bangkok il COMO Metropolitan è un rifugio elegante e quieto per sfuggire al clamore della capitale thailandese.

Ospitalità di alta gamma all’insegna della semplicità e di un design che coniuga perfettamente oriente e occidente. Un indirizzo dedicato ai viaggiatori che desiderano sentirsi a casa anche lontano da casa. Relax e pace al centro di una delle metropoli più caotiche d’oriente; la magnifica SPA e la grande piscina ampliano la quota di benessere per gli ospiti.   www.comohotels.com

Dove mangiare

Ristorante nahm

Cibo eccellente ovunque: street food a Bangkok, ristoranti tipici con pad thai, curry, zuppe tom yum, pesce fresco e frutta tropicale. Il ristorante nahm è un faro per tutti gli amanti dell’alta cucina. I tavoli del nahm sono ospitati  all’interno del COMO Metropolitan Hotel di Bangkok. Un ristorante dentro un grande albergo ma aperto alla città. Nahm vanta da otto anni una stella Michelin affidata alle sapienti mani della chef  Pim Techamuanvivit. La cucina segue la tradizione regionale thai. Ambiente raffinato ed elegante. www.comohotels.com

Viaggio organizzato: Non indispensabile, ma utile per chi visita il Paese per la prima volta o vuole esplorare più regioni in poco tempo.

Fuso orario: +6 ore rispetto all’Italia (+5 con ora legale).

Documenti: Passaporto valido almeno 6 mesi. Per turismo fino a 60 giorni non serve visto (per cittadini italiani).

Vaccini: Nessun obbligatorio; consigliati epatite A e B e antitetanica.

Lingua: Thailandese; inglese diffuso nelle zone turistiche.

Religione: Buddismo (circa 95%).

Valuta: Baht thailandese (THB) 1 euro=37 Baht 100 Baht=2,72 Euro

Elettricità: Prese di tipo A/B/C; spesso adattatore utile.

Abbigliamento: Leggero e traspirante; spalle e ginocchia coperte nei templi.

Shopping: Mercati notturni, artigianato, seta, spezie, centri commerciali moderni a Bangkok.

Suggerimenti: Rispetto per la famiglia reale, togliere le scarpe nei templi.

Eventi: Songkran (Capodanno, aprile), Loi Krathong (festa delle luci, novembre).