San Lazzaro di Savena, appena fuori Bologna. Affacciata sulla mitica via Emilia al n°275, si incontra una gemma rara e poco nota: la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. Qui si racconta la nascita della modernità da un punto di vista unico: quello italiano.

Massimo e Sonia Cirulli sono dei mecenati del nostro tempo. Collezionisti dal 1984, dopo aver raccolto opere variegate e di inestimabile valore artistico, aprono la Fondazione che prende il loro nome, nel 2018
Narrare la modernità italiana
Geniale il filo conduttore della loro raccolta che conta 10.000 opere: la narrazione e insieme la valorizzazione della cultura visiva del nostro paese. Un taglio specifico, senza sbavature che aggiunge interesse all’esposizione. Anche perchè il racconto si snoda attraverso opere d’arte le più diverse, dalle fotografie, alle sculture, ai manifesti pubblicitari, al design industriale, oltre alle prestigiose tele di nomi come Giacomo Balla, Mario Sironi, Ludovico Quaroni, Bruno Munari e via elencando.

Davvero interessante l’eterogeneicità delle opere che tutte però concorrono allo sviluppo del tema specifico, ovvero l’Italia che diventa moderna, partendo dall’arte razionale dei primi decenni del ‘900 per approdare agli anni ’70 del XX° secolo. Un racconto che si estende, si snoda e poi riporta al filo conduttore della modernità italiana passando dall’architettura, alla fotografia, all’arte e al cinema.

Quando il design fa rima con arte

Altro filone di un certo interesse è la connessione tra il mondo artistico e quello industriale. Bellissimi i manifesti che pubblicizzavano i pneumatici Pirelli attraverso capolavori di design che innalzavano la ruota ad opera d’arte grafica. Qui si conservano disegni di Giò Ponti, di Enzo Mari, Carlo Scarpa, maestri del design industriale.

Tra le molte acquisizioni apparentemente eterogenee, ma infine coerenti, gli archivi industriali di aziende come la Olivetti e la Pirelli dove la cultura visiva incrociava il mondo dell’industria. La Fondazione ha un patrimonio importante e naturalmente non tutto può essere esposto contemporaneamente; ogni 6-12 mesi cambiano gli allestimenti e ruotano le opere.

Lo spazio aggiunge valore alle opere esposte. Uno di quei casi in cui il contenitore contende bellezza al contenuto. L’edificio è opera di due mostri sacri dell’architettura del ‘900, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, un vero capolavoro di architettura industriale.

I due fratelli Castiglioni disegnano l’edificio nel 1960 ispirandosi agli edifici rurali dell’Emilia: i pavimenti in cotto rimandano alle cascine emiliane ma gli interni sono anche un esempio di funzionalismo con interni flessibili, ballatoi e balaustre con sbarre a tubolare di ferro. In questo parallelepipedo bianco si aggiravano i nomi più significativi del design dell’epoca, personalità grandiose come Lucio Fontana, Carlo Scarpa, Man Ray e Marcel Duchamp.
La luce di Sophia Loren

Attualmente è in corso una interessante mostra dal titolo: “Sophia Loren. Il mito della bellezza disegnato dalla luce”. L’esposizione è un omaggio alla nostra diva nazionale, ambasciatrice nel mondo dello stile e dell’eleganza italica. In mostra circa sessanta immagini, firmate da grandi della fotografia da Tazio Secchiaroli, a Gianni Berengo Gardin a Elio Luxardo.

Immagini vintage, rese croccanti dal tempo, dove la diva viene ritratta in diversi ambienti, dalle serate di gala, ai momenti privati con il marito Carlo Ponti, ai set cinematografici. A parte, una sezione dedicata al territorio napoletano, terreno dove si è svolta la gioventù dell’attrice e dove affondano le sue radici. Fotografie intense, in un bianco e nero contrastato firmate da Pino Settanni. Bambini, anzi scugnizzi che giocano al Vicolo della Duchessa trasmettendo il senso della “napoletanità” più vera.

Tra le foto fanno bella mostra alcuni pezzi della collezione della Fondazione, statue scure che ritraggono un Mussolini corrucciato, figure contorte che ricordano le opere di Zadkine e sul fondo un favoloso quadro di Balla “Disgregazione per velocità”, un concentrato di estetica Futurista. Foto, sculture e dipinti stanno felicemente vicini gli uni agli altri arricchendosi vicendevolmente.
Informazioni utili:
Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com













































