Tra i vicoli di Lipari, i vigneti di Salina e i paesaggi vulcanici di Vulcano, un viaggio nel cuore dell’arcipelago eoliano alla scoperta di storia, tradizioni, sapori autentici e panorami che raccontano l’anima più vera del Mediterraneo.

Testo e foto di Eugenio Bersani

L’isola di Lipari vista da Vulcano ©photo Eugenio Bersani

Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che si vivono. Le Isole Eolie appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Appena il profilo di Lipari emerge dall’orizzonte, circondato dal blu intenso del Tirreno, si comprende immediatamente perché questo arcipelago sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui la natura, la storia e le tradizioni convivono in un equilibrio raro, creando un mosaico di emozioni che accompagna il visitatore ben oltre il tempo della permanenza.

Isola di Lipari

Lipari al tramonto si colora di Mediterraneo ©photo Eugenio Bersani

Il viaggio inizia a Lipari, la più grande delle isole, cuore pulsante dell’arcipelago. Le case bianche affacciate sul porto, il continuo andirivieni delle imbarcazioni e il profumo salmastro che arriva dal mare raccontano subito lavocazione marinara dell’isola.

Al tramonto la luce assume tonalità dorate e trasforma il centro storico in una cartolina mediterranea. Passeggiando tra vicoli e piazzette si percepisce un’atmosfera autentica, lontana dai ritmi frenetici delle grandi destinazioni turistiche.

Il vivace porto di Lipari ©photo Eugenio Bersani

La sera è il momento ideale per scoprire un’altra anima delle Eolie: quella gastronomica. La cucina locale rappresenta infatti uno dei modi più immediati per comprendere il carattere di queste isole. Il pesce freschissimo, i capperi, le erbe aromatiche, l’olio extravergine e gli ortaggi coltivati sui terreni vulcanici diventano ingredienti di una tradizione culinaria semplice ma straordinariamente ricca di sapore.

Sulle isole Eolie come in tutta la Sicilia orientale, l’arancino è maschio ed ha la punta a forma di vulcano ©photo Eugenio Bersani

A Lipari, bisogna dedicare una giornata alla scoperta del suo immenso patrimonio storico. Il Castello domina il porto dall’alto di una rupe e custodisce uno dei tesori culturali più importanti del Mediterraneo: il Museo Archeologico. Le sue collezioni raccontano oltre cinque millenni di storia, testimoniando come queste isole siano state per secoli crocevia di popoli, commerci e culture.

Lo spettacolare Museo Archeologico è situano all’interno della rocca fortificata del Castello di Lipari ©photo Eugenio Bersani

Camminando tra reperti preistorici, ceramiche greche e testimonianze romane si comprende quanto le Eolie abbiano avuto un ruolo centrale nelle rotte del Mediterraneo antico. Ogni sala aggiunge un tassello alla narrazione di un territorio che ha sempre vissuto in dialogo con il mare.

Il Chiostro Normanno nella Cattedrale di san Bartolomeo a Lipari ©photo Eugenio Bersani

Poco distante si trova la Cattedrale di San Bartolomeo, dedicata al patrono delle Eolie. L’atmosfera che si respira all’interno è intensa e raccolta. Il chiostro normanno, elegante e silenzioso, invita alla contemplazione, mentre la vista sul mare che si apre dai bastioni circostanti regala prospettive mozzafiato.

Il giovane parroco Don Bartolo Saltalamacchia è il responsabile del Museo Diocesano di Lipari ©photo Eugenio Bersani

Una tappa meno conosciuta ma altrettanto affascinante è il Museo Diocesano. Qui arte sacra, documenti storici e testimonianze della religiosità popolare raccontano il profondo legame tra le comunità isolane e la loro fede. È un percorso che aiuta a comprendere meglio la cultura locale e il senso di appartenenza che ancora oggi caratterizza gli abitanti dell’arcipelago.

L’isola di Salina

Isola di Salina la chiesa di S.Marina a Salina ©photo Eugenio Bersani

Da Lipari per raggiungere Salina la traversata dura poco, ma basta per assistere a uno spettacolo naturale che lascia senza parole. Le isole emergono dal mare come antiche montagne galleggianti, modellate dal vento e dal tempo. Salina appare subito diversa dalle altre: più verde, più rigogliosa, quasi sorprendente per chi immagina le Eolie come terre aride dominate dalla pietra lavica.

La spiaggia di Malfa sull’Isola di Salina ©photo Eugenio Bersani

Arrivando a Malfa, sulla costa settentrionale dell’isola, si resta colpiti dalla quiete che avvolge il paese. Qui il tempo sembra seguire una dimensione diversa. Passeggiando tra le strade ordinate e i giardini fioriti si scopre uno dei luoghi più significativi per comprendere la storia dell’arcipelago: il Museo Eoliano dell’Emigrazione.

Le sale raccontano le vicende di migliaia di uomini e donne che, tra la fine dell’Ottocento e gran parte del Novecento, lasciarono queste terre per cercare fortuna in America, Australia e Sud America. Fotografie, lettere e documenti restituiscono il volto umano di un fenomeno che ha segnato profondamente l’identità delle Eolie. È impossibile non soffermarsi davanti a quelle immagini in bianco e nero e immaginare i sentimenti di chi partiva senza sapere se sarebbe mai tornato.

Pollara: lo Scoglio Faraglione e sullo sfondo l’isola di Filicudi ©photo Eugenio Bersani

Da Malfa il percorso continua verso Pollara, probabilmente uno dei luoghi più iconici dell’intero arcipelago. La strada attraversa vigneti, muretti a secco e scorci panoramici che si aprono improvvisamente sul mare. Poi, quasi all’improvviso, compare la grande insenatura naturale che ha reso celebre questo angolo di Salina nel mondo.

A Salina il faro di Punta Lingua e sullo sfondo l’isola di Lipari ©photo Eugenio Bersani

Pollara è pura poesia. Le alte pareti di un antico cratere vulcanico precipitano verso il mare creando uno scenario di rara bellezza. Qui il sole sembra tramontare più lentamente che altrove, regalando giochi di luce che tingono la roccia di sfumature rosse e dorate.

Il cappero è uno dei protagonisti principali della cucina eoliana e il più rinomato è quello dell’isola di Salina ©photo Eugenio Bersani

In questo scenario si scopre un’altra delle grandi ricchezze delle Eolie: la cultura gastronomica legata ai prodotti della terra. I capperi sono i protagonisti assoluti. Crescono ovunque, aggrappati ai muri, alle rocce e ai terrazzamenti. Sono piccoli tesori che racchiudono il carattere dell’isola.

Il fiore del cappero ©photo Eugenio Bersani

Assaggiarli nelle diverse lavorazioni, insieme ai cucunci, alle conserve di ortaggi e al tradizionale pani cunzatu, significa compiere un viaggio sensoriale nel cuore dell’identità eoliana.

I vigneti dell’isola di Salina ©photo Eugenio Bersani

Accanto ai sapori emerge un’altra eccellenza: la Malvasia delle Lipari. Questo vino straordinario racconta il rapporto secolare tra gli abitanti e una terra difficile ma generosa. I vigneti coltivati sui pendii vulcanici testimoniano un’agricoltura eroica che continua a produrre vini di grande personalità. Ogni sorso racchiude il sole, il vento e il mare delle Eolie.

L’isola di Vulcano

Il tratto di mare che divide l’isola di Vulcano in primo piano con Lipari sullo sfondo ©photo Eugenio Bersani

Se Lipari rappresenta il cuore storico delle Eolie, Vulcano ne incarna invece l’anima più primordiale. Basta avvicinarsi all’isola per percepire la forza della natura che continua a modellarne il paesaggio. Il nome stesso richiama il dio romano del fuoco e non potrebbe essere più appropriato.

Sulla sommità del monte a Vulcano le fumarole sono sempre in attività ©photo Eugenio Bersani

Le fumarole, l’odore di zolfo e i colori cangianti delle rocce raccontano una terra ancora viva. Tra le attrazioni più celebri di Vulcano c’è la Pozza dei Fanghi, un’area naturale caratterizzata da acque termali e fanghi ricchi di minerali dalle proprietà benefiche. Situata ai piedi del Gran Cratere, è da sempre una meta apprezzata per il benessere e il relax.

La pozza dei fanghi a Vulcano è una delle attività più amate e frequentate dai visitatori ©photo Eugenio Bersani

Il caratteristico odore di zolfo e i vapori che emergono dal terreno ricordano la natura vulcanica e ancora attiva dell’isola. Intorno si estende un paesaggio quasi lunare, dove acqua, minerali e attività geotermica creano un ambiente unico nel suo genere.

Le caratteristica colorazione gialla delle rocce sulfuree di Vulcano ©photo Eugenio Bersani

Ma Vulcano non è soltanto geologia. Dalle sue alture si godono alcuni dei panorami più spettacolari dell’intero arcipelago. Lo sguardo spazia da Lipari fino alle altre isole, sospese tra cielo e mare come perle vulcaniche disseminate nel Tirreno.

Uno dei modi per muoversi all’interno dell’isola di Vulcano ©photo Eugenio Bersani

Le Eolie non sono una destinazione da visitare frettolosamente. Sono un luogo da ascoltare. Bisogna fermarsi a osservare il vento che muove le vigne, il sole che tramonta dietro Filicudi e Alicudi, il mare che cambia colore durante il giorno. Bisogna assaporare lentamente un bicchiere di Malvasia, percorrere antichi sentieri e lasciarsi raccontare storie da chi queste isole le vive da generazioni.

Isola di Vulcano ©photo Eugenio Bersani

Quando arriva il momento della partenza, ciò che resta non è soltanto il ricordo di paesaggi straordinari. Rimane la sensazione di aver scoperto un Mediterraneo autentico, dove la natura conserva ancora la sua forza originaria e dove ogni angolo racconta una storia fatta di mare, vulcani, tradizioni e accoglienza.

È questo il vero fascino delle Eolie: la capacità di entrare nel cuore di chi le visita e di richiamarlo, inevitabilmente, a tornare.

I protagonisti delle Eolie: Sarah Tomasello Aeolian Charme Collection

Sarah Tomasello con il marito Emanuele Carnevale ©photo Eugenio Bersani

«Le nostre strutture nascono prima di tutto da una storia di famiglia». Sarah Tomasello racconta con orgoglio il percorso che, insieme al marito Emanuele Carnevale, ha portato alla creazione di uno dei gruppi alberghieri più importanti delle Isole Eolie.

Il viaggio inizia con Villa Enrica, una struttura che affonda le sue radici nella memoria familiare. «L’hotel deve il suo nome alla nonna materna di Emanuele Carnevale, Enrica, una donna profondamente legata alla terra e alla coltivazione della malvasia. Quella che oggi è Villa Enrica era la sua residenza di campagna, il luogo dove trascorreva gran parte del tempo dedicandosi ai vigneti e alla famiglia».

Nel 2007 la struttura era un piccolo albergo tre stelle. «Abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialità di questa proprietà e abbiamo deciso di investire per valorizzarla». Un percorso che porta nel 2010 alla trasformazione in hotel quattro stelle con 22 camere, mantenendo però intatto il legame con le proprie origini. «Per noi era importante conservare l’anima del luogo. Villa Enrica non è soltanto un hotel, ma il racconto della nostra famiglia e della storia di Lipari».

La vista straordinaria sul porto di Lipari di Villa Enrica ©photo Eugenio Bersani

Nel 2008 nasce l’Hotel Amarea a Canneto, una struttura da 15 camere pensata per chi desidera vivere il mare a pochi passi dalla spiaggia. «Nel 2011 in pochi mesi abbiamo inaugurato due nuove strutture. L’Hotel Mea, un quattro stelle con 37 camere immerso nel verde e affacciato sul mare, e l’Hotel Cutimare, situato ad Acquacalda».

Limoni crescono all’interno del giardino di Villa Enrica ©photo Eugenio Bersani

Anche il nome Cutimare racconta una storia profondamente eoliana. «Deriva dai “cuti”, i ciottoli di mare che caratterizzano le nostre spiagge. Ci piaceva l’idea di richiamare un elemento autentico del territorio».

Villa Enrica ©photo Eugenio Bersani

Negli anni le strutture di Sarah Tomasello ed Emanuele Carnevale sono diventate un punto di riferimento per il turismo di qualità nelle Eolie, accogliendo ospiti illustri come il regista Christopher Nolan, arrivati nelle Eolie durante le riprese del colossal “The Odyssey“, che ha riportato l’attenzione internazionale sugli straordinari scenari naturali dell’arcipelago.

Villa Enrica ©photo Eugenio Bersani

«La nostra missione è sempre la stessa: offrire un’ospitalità autentica, fatta di accoglienza, tradizione e attenzione ai dettagli. Perché chi arriva alle Eolie non cerca soltanto una vacanza, ma un’esperienza da ricordare».

I protagonisti delle Eolie: Antonello Cincotta dell’Azienda Agricola Mandarano

Antonello Cincotta dell’Azienda Agricola Mandarano ©photo Eugenio Bersani

Nel cuore di Borgo Sciccione, a Lipari, l’Azienda Agricola Mandarano custodisce una storia che parla di memoria, tenacia e amore per la terra. Ne abbiamo parlato con Antonello Cincotta che ci accoglie nella sua tenuta con tutta la famiglia, il padre Giuseppe, la madre Pietrina e la moglie Luana.

Antonello, come nasce il vostro progetto agricolo?

«Tutto parte da mio nonno Antonino. Per anni ha custodito gelosamente in una scatola venti spighe di un grano antico delle Eolie, ormai quasi scomparso. Erano un tesoro di famiglia, un patrimonio genetico che rischiava di andare perduto.

Quando abbiamo deciso di recuperarlo, abbiamo seminato quei pochi chicchi in un piccolo appezzamento di terreno. Il raccolto successivo è stato nuovamente seminato e, anno dopo anno, siamo riusciti a moltiplicare il seme fino a creare una vera produzione di grano antico, legata profondamente al nostro territorio.»

Giuseppe Cincotta e la moglie Pietrina ©photo Eugenio Bersani

Un recupero che è diventato anche un’opportunità per l’isola

«Esattamente. Non volevamo soltanto coltivare un grano raro, ma valorizzare il paesaggio e la cultura agricola di Lipari. Oggi produciamo farine integrali e pasta ottenute da questo grano, lavorato nel rispetto dei metodi tradizionali e della biodiversità locale

Pietrina accoglie gli ospiti offrendo le specialità prodotte nella sua cucina ©photo Eugenio Bersani

Non solo cereali, però

«No, coltiviamo anche capperi in piccole quantità, seguendo una produzione artigianale. Da questa passione è nato anche Amacappero, un liquore originale a base di capperi che racconta in modo diverso uno dei simboli delle Eolie.»

Amacappero è un liquore originale a base di capperi ©photo Eugenio Bersani

L’azienda è conosciuta anche per le sue esperienze enogastronomiche

«Tra le iniziative più apprezzate c’è l’Aperitivo Itinerante al Tramonto. Accompagniamo gli ospiti tra i campi e i sentieri dell’azienda fino a raggiungere punti panoramici da cui ammirare il sole che cala sul mare. Durante il percorso proponiamo vino rosso, sfogliatelle e biscotti preparati in casa. È un momento semplice ma autentico, che permette di vivere la nostra terra attraverso i suoi sapori, i suoi profumi e le sue storie.» Per prenotare tel.3792944446

I camoi di grano dell’azienda Agricola Mandarano ©photo Eugenio Bersani

Una storia iniziata con venti spighe custodite in una scatola e diventata oggi un esempio concreto di tutela delle tradizioni e valorizzazione del territorio eoliano.

I protagonisti delle Eolie: Massimo Lentsch, della Tenuta di Castellaro: il sogno che ha riportato in vita una collina di Lipari

Massimo Lentsch
Massimo Lentsch, della Tenuta di Castellaro ©photo Eugenio Bersani

«Tutto è nato quasi per caso». Così racconta Massimo Lentsch, la cui famiglia di imprenditori bergamaschi ha dato vita alla Tenuta di Castellaro, oggi una delle realtà vitivinicole più affascinanti delle Isole Eolie.

«Durante una passeggiata su questa collina, dove oggi sorgono i vigneti e la cantina, non c’era praticamente nulla. Solo tre ettari di vigne completamente abbandonate e un rudere, sul quale sarebbe poi stata costruita la nostra cantina e l’area dedicata alle degustazioni. Da quel momento abbiamo capito che questo luogo aveva un enorme potenziale e meritava di rinascere».

Un progetto ambizioso, realizzato in un territorio tanto affascinante quanto complesso. «Coltivare la vite su un’isola vulcanica come Lipari significa confrontarsi ogni giorno con una natura selvaggia e impegnativa. È una terra che richiede rispetto e sacrificio, ma che sa ripagare con paesaggi straordinari e con vitigni antichi di grande valore».

Tra questi spicca il Corinto Nero, varietà autoctona portata nelle Eolie dai Greci e ancora oggi coltivata secondo tradizione. «Abbiamo investito molto nella ricerca e nel recupero delle varietà storiche dell’arcipelago, affiancando alle tecniche tradizionali le migliori tecnologie moderne. I vigneti sono allevati ad alberello nel pieno rispetto del territorio, mentre la cantina, con la sua grande barricaia interrata, è stata progettata studiando le antiche tecniche costruttive dell’isola».

La vigna della Tenuta di Castellaro a Lipari ©photo Eugenio Bersani

I vini della Tenuta di Castellaro raccontano così l’identità autentica delle Eolie: minerali, eleganti e profondamente legati al carattere vulcanico di queste terre.

La cantina ipogea della Tenuta di Castellaro a Lipari è stata realizzata scavando e modellando la struttura direttamente nel sottosuolo vulcanico ©photo Eugenio Bersani

E prima di lasciare Lipari c’è un’esperienza che non può mancare: il Brindisi al Sole alla Tenuta di Castellaro. Non è semplicemente un aperitivo al tramonto, ma l’incontro tra tradizione, paesaggio e visione imprenditoriale.

La vigna della Tenuta di Castellaro a Lipari ©photo Eugenio Bersani

Mentre il sole scende lentamente sul mare e colora il cielo di sfumature dorate, il vino diventa il filo conduttore di un racconto fatto di passione, recupero del territorio e amore per queste isole. Un’esperienza che lascia il segno e che celebra il valore di chi ha scelto di investire qui, riportando in vita una terra che sembrava destinata all’abbandono.

Informazioni Utili

Daniele Corrieri di Brand Eolie ©photo Eugenio Bersani

Promuovere le Eolie come un’unica destinazione turistica, valorizzandone identità, eccellenze e opportunità: è questa la missione del Consorzio Brand Eolie. Attraverso attività di marketing territoriale, eventi e strategie condivise, il consorzio lavora per rafforzare l’immagine dell’arcipelago sui mercati nazionali e internazionali. «Le Eolie hanno una forza straordinaria che nasce dalla collaborazione tra operatori e territorio», sottolinea Daniele Corrieri, tra i protagonisti di questo percorso di crescita e promozione. www.brandeolie.com

Isole Eolie: guida pratica per organizzare il viaggio perfetto

Patrimonio dell’Umanità UNESCO, le Isole Eolie rappresentano uno degli angoli più affascinanti del Mediterraneo. Sette isole vulcaniche – Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi – capaci di regalare mare cristallino, natura incontaminata, tradizioni autentiche e una gastronomia unica.

Come arrivare

Via aereo

L’areoporto più vicino è Catania e poi si prende il traghetto dal porto di Milazzo, la porta terrestre delle isole Eolie ©photo Eugenio Bersani

Gli aeroporti più vicini sono Catania Fontanarossa, Palermo Falcone-Borsellino e Reggio Calabria. Da qui si raggiungono i porti di Milazzo, Messina o Palermo tramite autobus, treni o transfer privati. I vettori con la maggiore presenza sono: Ryanair, principale operatore dello scalo; Wizz Air, che continua a espandere la propria base a Catania; easyJet, ITA Airways.

Via mare

Sono tanti i collegamenti quotidiani via nave e via aliscafo fra il porto di Milazzo e le 7 isole eoliane ©photo Eugenio Bersani

Milazzo rappresenta il principale punto di partenza per le Eolie, con collegamenti quotidiani in aliscafo e traghetto verso tutte le isole. Sono disponibili collegamenti anche da Messina, Palermo, Napoli e Reggio Calabria, soprattutto durante la stagione estiva.

Uno dei caratteristici vicoli di Lipari ©photo Eugenio Bersani

Come muoversi nelle isole

Gli spostamenti tra le isole avvengono principalmente in aliscafo. A Lipari e Vulcano è possibile noleggiare scooter, auto elettriche e biciclette, mentre taxi e bus locali consentono di raggiungere facilmente spiagge e punti panoramici. Le escursioni in barca restano il modo migliore per scoprire baie, grotte e calette nascoste.

Cosa mangiare e dove mangiare

©photo Eugenio Bersani

La cucina eoliana è un incontro tra mare e tradizione contadina. Da non perdere la pasta con i capperi, il pesce spada, il tonno, le insalate con cucunci e la celebre granita siciliana. Tra i dolci spiccano le nacatole e i biscotti alla Malvasia.

©photo Eugenio Bersani

A Lipari una tappa imperdibile è il ristorante Filippino, storico indirizzo della gastronomia eoliana dove tradizione e innovazione si incontrano in piatti che valorizzano le eccellenze locali.

Cosa acquistare

Gioielli in ossidiana del laboratorio artigianale Il mestiere delle cose a Vulcano ©photo Eugenio Bersani

Le Eolie sono famose per la Malvasia delle Lipari, i capperi di Salina, il miele, le conserve artigianali e i prodotti cosmetici a base di ingredienti naturali dell’arcipelago. Nei centri storici di Lipari e Salina si trovano numerose botteghe dove acquistare specialità enogastronomiche e artigianato locale. A Lipari Serena Natoli ha sviluppato la linea Profumi di Lipari che si ispira alla forza e alla fragranza tipiche delle sette sorelle eoliane. A Vulcano un laboratorio artigianale tutto al femminile Il mestiere delle cose, gestito da Maria Concetta con le figlie Rosa, Bianca e Viola, propongono gioielli con ossidiana e pietra lavica

Dove dormire

Per chi sceglie Lipari, Villa Enrica offre un soggiorno elegante immerso nel verde con una splendida vista sul mare. www.aeoliancharme.com

La piscina dell’Hotel Therasia a Vulcano ©photo Eugenio Bersani

A Vulcano, il prestigioso Therasia Resort Sea & Spa è una delle strutture più esclusive dell’arcipelago, famosa per la sua posizione panoramica e i tramonti mozzafiato sulle Eolie. www.therasiaresort.it

Quando andare

L’arte urbana a Lipari con il progetto “Porte d’Artista” di Demetrio Di Grado che usa il collage su vecchi portoni per narrare la storia dell’isola ©photo Eugenio Bersani

La stagione migliore va da maggio a ottobre. Giugno e settembre rappresentano il periodo ideale: temperature piacevoli, mare perfetto e minore affollamento rispetto ai mesi di luglio e agosto. Per gli amanti del trekking e della natura, anche la primavera offre condizioni eccellenti per scoprire il lato più autentico delle Eolie.

Testo di Eugenio Bersani|Riproduzione riservata 2026 © Latitudeslife.com

Guarda il reportage sulle Isole Eolie direttamente nel numero del mese di giugno di Latitudes Travel Magazine

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