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Loira, la valle dei Re

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Loira, la valle dei Re
Un'immagine aerea del Casetllo di Chenonceau e dei suoi giardini, lungo il fiume Cher ©Lucio Rossi

Un viaggio on the road nella valle della Loira, la più vasta regione di Francia dichiarata patrimonio Unesco e la preferita dall’antica nobiltà per costruire le proprie sontuose dimore di campagna. Ecco una guida minima per chi desidera affrontare questo viaggio da “una volta nella vita”, tra castelli, giardini e splendidi villaggi di campagna, sempre immersi in scenari da fiaba.

Testo e foto di Lucio Rossi

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Un’immagine aerea del Casetllo di Chenonceau e dei suoi giardini, lungo il fiume Cher ©Lucio Rossi

Le scelte disorientano, soprattutto quando di fronte abbiamo un ventaglio di possibilità molto vasto. Quindi, è bene precisarlo da subito, se state pianificando un viaggio nella Loira preparatevi all’effetto disorientamento, i castelli sono tantissimi, alcuni dicono 150, i più ottimisti arrivano a 300; e tutti così belli che scegliere quali visitare sarà un’impresa ardua.

Molto dipenderà dal tempo che avrete a disposizione e da quanti castelli vorrete visitare in un giorno. Solitamente questo è un viaggio che si può sviluppare nell’arco di una settimana e, secondo la nostra esperienza, due castelli al giorno sono un numero sufficiente per non cadere nella trappola del sovraccarico da informazioni.

Se infatti non avete familiarità particolare con le vicissitudini del Rinascimento e della monarchia di Francia vi troverete a gestire un gran numero di date e accadimenti storici. La visita di ogni castello può durare mezza giornata, anche di più se ci mettete la visita ai giardini, che spesso sono l’attrazione principale del castello.

Poi ci sono i tempi di percorrenza per raggiungere la tappa successiva. Visitarli tutti è impossibile quindi Latitudes ha disegnato un itinerario che collega tra loro quelli imperdibili.

Castello di Cheverny, il palazzo incantato

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Chateau de Cheverny ©Lucio Rossi

Un ideale viaggio on the road tra alcuni dei castelli della regione può partire dal castello di Cheverny, nella regione della Sologna, una delle prime dimore private ad aprire al pubblico, nel 1922.

Edificato nel ‘600 e considerato uno dei più famosi della Loira, il castello Cheverny, o “Palazzo incantato” come lo definì la “Grande Mademoiselle” figlia di Gastone di Orleans, è ancora oggi un castello abitato. I marchesi di Vibraye, discendenti della famiglia degli Hurault, vivono in un’ala del maniero.

La sagoma candida e solenne dell’edificio, si erge al centro di un grande parterre erboso e splende alla luce del sole. Venne edificato in pietra di Burrè, una pietra tenera della valle del fiume Cher, più solida del tufo della Loira, che ha la proprietà di schiarirsi e indurirsi con il trascorrere del tempo.

Bisogna fermarsi di fronte all’albero genealogico della famiglia e cercare di ricostruire, anche superficialmente, i secoli di storia e lo scorrere degli eventi che si sono succeduti tra queste mura. Il resto della visita agli appartamenti privati, la sala d’armi, la camera del re, la biblioteca, gli arazzi alle pareti, tutto vi apparirà più chiaro.

Di nuovo all’esterno per visitare un bell’edificio dove si trova ospitata la mostra permanente di Tintin. Non tutti sanno infatti che Cheverny servì come modello a Hergè per il suo immaginario Castello di Moulinsart dove prendono vita Tintin il cagnolino Milou e il dottor Tornasole. Le loro avventure rivivono nelle sale di questa bella mostra interattiva dove il visitatore è chiamato a interagire con gli oggetti in esposizione.

In ossequio alla lunga tradizione venatoria nella tenuta vivono più di un centinaio di cani caccia, simili ai Beagle ma con un paio di taglie in più. Si viene a scoprire che sono invece un incrocio tra il Poitevin francese e il Foxhound inglese. Alle 11.30 del mattino viene servito il pasto ed è uno spettacolo, rumoroso, da non perdere.

Castello di Chambord, la meraviglia del parco

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Il Castello di Chambord svetta con le sue torri ©Lucio Rossi

Il castello successivo è solo a 20 chilometri, la strada taglia villaggi ordinati e fioriti come Cour-Cheverny e Tour en Sologne (a proposito: se siete da queste parti verso ora di pranzo il Bistrot d’Arian è un posto perfetto per fare sosta) e una densa foresta prima di sbucare in vista di quello che rappresenta insieme il sogno di un visionario e un’utopia architettonica: il Castello di Chambord.

Da lontano si rimane sopraffatti dalle dimensioni del complesso, decisamente gigantesco, un arabesco di muraglie e torri. Il castello di Chambord è il più grande dei castelli della Valle della Loira. Fu costruito per volontà di Francesco I, nei pressi di una curva del fiume Cosson, affluente del Beuvron, che poi sfocia nella Loira.

I lavori iniziarono al rientro della vittoriosa battaglia di Marignano per celebrare le gesta del re vittorioso. E pensare che nell’idea iniziale doveva essere una semplice ‘palazzina di caccia’ alle dipendenze del castello di Blois.

I suoi tratti architettonici dovevano celebrare il suo ideatore, re Francesco, che si guadagnò così l’appellativo di Re Architetto. Risultò invece un complesso monumentale che rivaleggia con Versailles, con più di 400 stanze, alcune davvero grandiose, e altrettanti camini.

Ma la vera attrazione sono le scale a doppia elica progettate da Leonardo, magistrale esempio di ingegneria, che si incrociano conducendo alle ampie terrazze: due persone che la risalgono da ciascun lato giungono in cima senza mai incontrarsi.

Alla fine, quando scoprirete che Francesco in oltre trent’anni di regno vi soggiornò un totale di 71 giorni, tutta questa bellezza vi apparirà uno spreco.

Grandi suggestioni le infonde il giardino che occupa una superficie di oltre sei ettari, con centinaia di alberi; e il parco del castello, luogo perfetto dove rilassarsi passeggiando nella natura.

Grande quanto Parigi, con i suoi 5.440 ettari è il più vasto parco recintato d’Europa. Questa area verde ospita una variegata fauna e una ricca flora. 

Per avere una splendida prospettiva del territorio si può salire sulle terrazze, punto dal qual si gode di una vista incredibile sul parco.

La grande storia del Castello reale di Blois

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Veduta su Blois e la chiesa di Saint-Nicolas dal Château Royal di Blois ©Lucio Rossi

Il Castello reale di Blois è stato per più di quattro secoli il cuore del potere monarchico e un importante centro strategico. Re, regine e principi vissero in questo meraviglioso luogo che accolse anche alcuni tra i personaggi più illustri della storia di Francia. Anche in questo caso, un ruolo di primo piano lo ebbe Francesco I, che diede al castello il suo elegante stile rinascimentale.

Le sue mura sono quasi uno scrigno che conserva tesori storici ed architettonici di grande valore. La ricca collezione d’arte, di arredi e di oggetti d’epoca è esaltata dai decori interni più volte restaurati. Antico e moderno si intrecciano in modo perfetto.

La Sala degli Stati Generali è stata allestita con 6 schermi giganti che presentano l’evoluzione architettonica del castello attraverso i secoli mediante a modelli interattivi tridimensionali. Le antiche cucine ospitano un centro di interpretazione e una sala dedicata all’architettura.

Un evento imperdibile si verifica ogni estate: durante la bella stagione si tiene lo spettacolo “Suoni e Luci” che trasforma la facciata del castello in uno schermo gigante sul quale vengono rappresentati gli episodi più celebri riguardanti il passato glorioso della fortezza. Un modo divertente e coinvolgente per saperne di più sulla storia del castello.

Arte e creatività al castello di Chaumont

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Domaine de Chaumont-sur-Loire ©Lucio Rossi

Un castello ornamentale di stile rinascimentale con torri massicce e compatte, rivestite di un’ardesia che sotto i raggi del sole prende i colori del cielo e svettano da lontano. Le prime notizie storiche su Chaumont datano verso il 1000, ma l’inquilina più illustre di questa tenuta fu Caterina de Medici che ne acquistò la proprietà nel 1550, e fu poi oggetto di un interessante scambio tra dame di corte. Caterina infatti non vi rimase a lungo: soffriva dell’indifferenza del marito, il re Enrico II.

In più pativa la passione di quest’ultimo per la sua amante e rivale, Diana di Poitiers, sua vicina ‘di castello’, diciamo così, che risiedeva al castello di Chenonceau. La morte del re le offrì occasione di riscatto: rivolle da Diana la proprietà di Chenonceau e le diede in cambio quella di Chaumont, che Diana non amava.

Gli interni sono splendidi, con arredi di pregio, ma il tratto principale di questo castello, che lo rende diverso dagli altri, è il connubio con le mostre di arte contemporanea allestite negli spazi del maniero e che creano un mix perfettamente integrato di rinascimento e arte.

Anche a Chaumont il vero vanto è rappresentato dal parco attorno al castello, che in estate ospita il rinomato Festival Internazionale dei Giardini, che raccoglie paesaggisti e progettisti di fama mondiale. Se considerate tutto questo capirete che mezza giornata è addirittura un tempo limitato per la visita del castello.

Il castello Reale di Amboise

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Il Castello Reale d’Amboise affacciato sulla valle della Loira ©Lucio Rossi

Su uno sperone di roccia svetta il castello di Amboise, luogo iconico e con un ruolo importante nella storia di Francia. L’imponente fortezza è sempre stata una delle preferite dai suoi re. Tra questi bisogna ricordare la figura di Carlo VIII, che avviò importanti  lavori per trasformalo in un magnifico palazzo gotico fiammeggiante.

Con un finale noir: il povero Carlo trovò la morte proprio nel cortile del castello di Amboise per un banale incidente mentre, a cavallo, si recava ad assistere a una gara di pallacorda.

Non solo eleganza e regalità ma anche estro e fantasia dominavano tra le mura del castello. Da qui sono passati in tanti, ospiti e artisti, anche italiani, che lasciarono in modo indelebile la loro impronta e hanno conferito alla struttura il suo raffinato stile rinascimentale.

Luogo simbolo del castello sono le torri Minimes ed Heurtault, posizionate sul lato nord e ovest della fortezza, che svolgevano la funzione avveniristica di consentire ai cavalieri e alle carrozze di accedere alle terrazze del palazzo direttamente dalle rive della Loira per mezzo di una rampa ellittica. I giardini sono, come sempre, una delle cose più entusiasmanti: furono curati da diversi artigiani italiani, fra cui il monaco giardiniere Dom Pacello.

Non tutti sanno che tra le sue mura riposa Leonardo da Vinci, nella cappella di Sant Uberto (si dice) giacciono le sue spoglie mortali. Dal XIX secolo e fino ai nostri giorni, il castello ha subito diversi lavori di restauro che lo hanno riportato al vecchio splendore. Oggi la struttura è divenuta una sorta di balcone monumentale affacciato a 360 gradi sulla Loira e la sua valle.

Clos Lucé, l’impronta di Leonardo

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Un modello della vite aerea di Leonardo di fronte al castello di Clos Lucé ©Lucio Rossi

Residenza secondaria dei re di Francia, il Castello di Clos Lucé è una struttura elegante ma molto meno formale rispetto agli altri. E’ stata l’ultima dimora di Leonardo da Vinci che, su invito di Francesco I, qui passò gli ultimi anni della sua vita, a poca distanza dal Castello Reale di Amboise perchè Francesco ammirava molto il genio di Vinci e voleva averlo vicino a sé.

Oggi il maniero è di proprietà di Francoise Saint-Bris, che l’ha aperta al pubblico per trasmettere ai posteri l’eredità leonardesca.

Il destino spesso si cela nei dettagli, nel nostro caso in una data: il 15 aprile del 1952, data di nascita di Francoise Saint-Bris, intellettuale illuminato che condivide il giorno di nascita proprio con Leonardo, il 15 aprile del 1452, cinquecento anni prima.

Nella sua visione il castello deve diventare un centro internazionale di studi leonardeschi, per questo consiglia di iniziare la visita dalle Gallerie Leonardo da Vinci, pittore e architetto dove, tra le altre cose, si sorvola la città ideale di Romorantin, progetto che non vide mai la luce ma rivoluzionario nella sua essenza.

Interessante è poi scoprire le qualità del genio di Vinci come organizzatore di feste e ricevimenti: in omaggio a questa sua abilità, nel 2015, a Clos Lucé, è stata ricostruita la famosa battaglia di Marignano, un evento grandioso cui prese parte anche Mick Jaegger, amico e vicino di castello dei Saint-Bris.

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La galleria immersiva”, all’interno della quale scorrono i 17 dipinti di Leonardo che si trovano sparsi per il mondo ©Lucio Rossi

L’ultima creazione di casa Clos Lucé è la “galleria immersiva”, all’interno della quale scorrono i 17 dipinti (terminati e accertati) di Leonardo che si trovano sparsi per il mondo, in modo da riunirli virtualmente in un unico luogo.

Avvolti da un’oscurità che crea grande suggestione, i disegni preparatori di Leonardo si sovrappongono alle opere finite così da evidenziare ed apprezzare la sua maestria nell’uso della prospettiva, oltre alla corrispondenza e la minuzia nei dettagli.

Ad esempio si fluttua in una Santa Maria delle Grazie virtuale per contemplare l’Ultima Cena. Una vera e propria immersione circolare nella pittura di Leonardo.

Per penetrare ancora più a fondo l’ispirazione leonardesca si deve accedere al Giardino di Leonardo, con 40 tele giganti disseminate tra gli alberi, raffiguranti dettagli dei dipinti del maestro.

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Il ponte a due piani nel giardino di Leonardo ©Lucio Rossi

La tappa classica è il ponte a due piani, posto al centro di un piccolo lago che, a intermittenza, si copre di una nebbia spray in modo da evocare la sua tecnica dello sfumato.

Dopo l’abbuffata di atmosfere rinascimentali vi sarà venuto appetito. Niente di meglio che placare la fame all’Auberge du Prieuré, nel parco del castello, dove si scoprono i segreti dell’arte culinaria in voga nel Rinascimento e si assaporano le pietanze di Sieur Sausin, chef emerito e consulente di cucina storica.

Inutile negare che la visita al Clos Lucè è ad altissimo tasso di emozioni per il visitatore italiano, un pellegrinaggio in grado di rafforzare il sentimento nazionale e la propria autostima.

Il Castello di Chenonceau e il contributo delle donne

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Château de Chenonceau ©Lucio Rossi

Classificato come Monumento storico di Francia dal 1840, il Castello di Chenonceau è un capolavoro rinascimentale che abbaglia con il candore quasi etereo delle sue facciate.

Gli interni del fortezza ostentano tutto il fasto dell’epoca. La cura di ogni stanza, finemente arredata, aggiunge un tocco di raffinatezza ad un ambiente elegante e sontuoso.

Nel castello si passeggia di stanza in stanza incantati dalla ricchezza degli arredi e delle decorazioni, degli arazzi delle Fiandre e delle collezioni dei grandi maestri che ornano le pareti.

Una vera e propria collezione museale, un tesoro di inestimabile valore che le mura del castello custodiscono con cura.

Non si direbbe ma anche le cucine possono vantare un’atmosfera suggestiva. Poste tra i piloni del ponte, questi ambienti sono così perfetti che sembrano come se fossero ancora in uso. Gli esterni sono altrettanto affascinanti.

Il parco e i giardini sono perfettamente disegnati. Camminare nei viali circondati da aranci e fiori risulterà essere una esperienza profondamente rilassante.

Normalmente una fortezza è associata al lavoro fatto dagli uomini e al potere concentrato nelle loro mani. Quella di Chenonceau è una eccezione tanto che  viene spesso chiamato castello delle Dame, dal momento che venne progettato, realizzato e ampliato da una serie di personaggi femminili straordinari come Katherine Briçonnet, Diane de Poitiers, Caterina de’ Medici e Madame Dupin. Donne che, seppur tra mille difficoltà, sono riuscite a preservare la fortezza dai conflitti.

Non è un caso, quindi, che in ogni angolo del castello ci sia un’impronta femminile. Un esempio è fornito dai giardini che hanno attrazioni per visitatori di tutte le età: nell’area realizzata da Diane de Poitiers sorge una fontana che spruzza un getto d’acqua alto sei metri mentre in quella curata da Caterina de’ Medici ci sono un labirinto di oltre un ettaro e un orto botanico.  Se avete tempo gettate uno sguardo anche alla farmacia di Caterina de Medici, mirabile esempio di boiserie rinascimentale.

Lasciato il castello c’è ancora spazio per una piccola avventura romantica ed emozionante. Si deve raggiungere il villaggio di Chisseaux-en-Touraine, a 2 km da Chenonceaux, dove La Belandre, compagnia di navigazione fluviale, permette di noleggiare piccole imbarcazioni elettriche con le quali si naviga lungo il fiume Cher fin sotto gli archi del castello di Chenonceau.

L’imponenza di Logis Royal de Loches

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Una veduta aerea della Citè Royale e il Logis Royal de Loches ©Lucio Rossi

La Cittadella Reale di Loches, situata su uno sperone roccioso che domina la città, è un vero e proprio gioiello di architettura militare e uno dei siti più importanti della Loira.

La sua storia ha inizio verso l’anno 1000 quando Folques Nerra, conte di Angiò,  fece costruire un torrione di 36 metri sulla sommità della sporgenza rocciosa. La struttura sarebbe dovuta servire sia a scopo difensivo che come residenza del conte quando si trovava nella Regione. Con il tempo la costruzione si ingrandì tanto che furono aggiunte mura di protezione, torri e feritoie. Nel tempo all’interno del torrione furono rinchiuse molte figure politiche.

Tra queste il duca di Milano Ludovico Sforza che qui rimase per 4 anni. L’illustre prigioniero lasciò un ricordo di questo periodo sventurato. Grazie al suo titolo riuscì a guadagnarsi alcuni privilegi: ad esempio poteva ricevere visite o fare passeggiate fuori dalla cinta muraria.

Senza dimenticare che gli era concesso di avere tutto l’occorrente per dedicarsi alla pittura. E così durante la sua prigionia Ludovico realizzò degli affreschi sulle pareti e sulle volte. Vero e proprio esempio di arte carceraria.

All’interno del complesso vi è anche un luogo di culto: la Collegiata di Saint Ours, una chiesa in stile romanico che si innalza al centro degli edifici con i suoi due campanili. In questo luogo sacro venne sepolto proprio Ludovico il Moro.

Ma il castello è legato anche a tre grandi donne della Storia che hanno lasciato una traccia personale indelebile che la dimora reale custodisce ancora oggi con grande cura: Agnès Sorel, Anna di Bretagna e Giovanna d’Arco. Quest’ultima qui incontrò Carlo VII e lo convinse ad andare a Reims per farsi incoronare.

Castello di Villandry, l’incanto dei giardini

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Il castello e i giardini di Villandry, Valle della Loira ©Lucio Rossi

Villandry è l’ultimo dei grandi castelli costruiti durante il Rinascimento nella Valle della Loira. La sua creazione la si deve a Jean le Breton, ministro delle finanze di Francesco I. La fortezza non è conosciuta solo per l’eleganza della sua architettura ma soprattutto per il fascino dei suoi giardini suddivisi in tre livelli che uniscono in un unico elemento estetica, armonia e varietà.

L’area più celebre, oggi come in passato, è quella dell’orto che presenta nove sezioni identiche in cui fiori e ortaggi sono piantati in base ai colori e alla stagionalità allo scopo di creare dei motivi geometrici. Se visto dal castello, l’orto rinascimentale crea un’illusione ottica straordinaria. Chi viene qui lo fa per approfittare dell’assoluta quiete che si respira. Il visitatore potrà riposare  all’ombra dei tigli e negli immensi prati dove spuntano cascate all’italiana. Il delizioso silenzio che avvolge questo angolo di Loira è interrotto solo dal canto degli uccelli.

Tanta natura e grande storia fanno di questo castello un luogo simbolo della Francia. Fu in questa fortezza che il 4 luglio 1189 fu siglata la Pace di Colombiers, tra il re d’Inghilterra Enrico II Plantageneto e Filippo Augusto, re di Francia.

Dal 2009 il castello unisce l’estetica all’etica tanto che cura i suoi giardini con tecniche biologiche. Oggi tutta la verdura dell’orto è garantita bio.

Infoutili

Informazioni: Tutte le informazioni per viaggiare in Francia si trovano sul sito www.france.fr . Per informazioni più dettagliate si può approfondire sul sito www.valledellaloira-francia.it con soluzioni, esperienze inedite e idee di viaggio nella Valle della Loira.

Come arrivare:

in auto: il viaggio è un po’ lungo ma almeno non dovrete noleggiare un auto. Dalla frontiera italiana di Bardonecchia si segue per Lione (A430) poi per Clermont Ferrand (A72), Blois infine verso Tours oppure Amboise (A71). Dalla frontiera sono circa 700 chilometri.

In treno: con il TGV, fino a Saint Pierre des Corps, nei sobborghi di Tours.

In aereo: con Air France, da molte città italiane, a Parigi Charles de Gaulle.

Noleggio auto: sia all’aeroporto di Parigi CDG che in stazione del TGV sono molte le compagnie di noleggio, come Avis.

Quando andare – Clima: un viaggio nella Loira si può fare tutto l’anno. Tarda primavera, fine estate e inizio autunno sono i periodi migliori in cui trovare tempo buono. Qualche pioggia bisogna metterla in conto dal momento che il clima di questa zona di Francia è molto influenzato dalle correnti atlantiche.

Se si sceglie di viaggiare fuori stagione sarà meglio verificare l’apertura dei castelli che si desidera visitare. Se deciderete per un viaggio in estate è preferibile il mese di luglio, evitando così l’affollato agosto, anche per la lunghezza delle giornate.

Un altro vantaggio dell’estate sono gli spettacoli di luce che si svolgono quasi ogni sera nelle città e nei castelli che si adornano di luci e colori grazie ai bellissimi spettacoli di video mapping.

Dove dormire:

Domaine de Valaudran, Av. de Romorantin-Lanthenay, 41300 Salbris;. Ottima la posizione, vicino all’autostrada A71, un comodo punto di partenza del nostro itinerario. In una dimora nobiliare del XIX secolo e circondato da un grande parco. Camere non grandi ma di notevole impatto. Il ristorante serve piatti della tradizione, ma non vi stupirà.

Le Plessis, 195 Rue Albert 1er, 41000 Blois. A soli 3 km dal castello di Blois, in una tenuta di campagna del XVI secolo. Cinque camere in stile classico ricavate dalle vecchie stalle e immerse nel parco. Belli gli arredi e le tappezzerie, niente TV.

Hôtel Le Choiseul, 36 Quai Charles Guinot, 37400 Amboise. In una splendida residenza del XVIII secolo, appartenuta al duca di Choiseul, ministro di Luigi XV; in posizione eccezionale proprio ai piedi del castello di Amboise. Se riuscite prenotate la camera n°3: vi addormenterete proprio all’ombra del bastione del castello. Al suo interno, il ristorante “36” guidato dallo chef Hervé Lussault, propone una cucina gastronomica con più di qualche ambizione, a volte giustificata.

L’Auberge du Bon Laboureur, 6 Rue Bretonneau, 37150 Chenonceaux. Nella vecchia stazione di posta del piccolo centro di Chenoncheaux con il fascino della locanda di campagna. Si definiscono affittacamere con il servizio di un Hotel 4 stelle: subito dopo il check in si realizza che la definizione è anche riduttiva. Le 18 camere e 9 suite sono da manuale per gusto e comfort. Ristorante gourmet con cucina della tradizione francese aggiornata e al ritmo delle stagioni.

Hôtel de la Cité Royale, 2 Pl. de Verdun, 37600 Loches. Della catena Best Western Plus, è situato nel cuore della città di Loches e regala una vista straordinaria su una delle città medievali meglio conservate di Francia. Il ristorante Cour des Saveurs è guidato dello chef Christophe Vasseur, propone una cucina casalinga, creativa e contemporanea capace di mettere in risalto la gastronomia locale e i prodotti di stagione.

Dove mangiare:

Auberge de Preurè, un bel ristorante nel castello di Clos Lucé con le proposte di Sieur Sausin, ispirate alla tradizione medievale e rinascimentale. Specialista in cucina storica, accoglie gli ospiti desiderosi di fare un viaggio gastronomico ai tempi di Leonardo da Vinci. Il servizio è svolto in costumi d’epoca e il menu è raccontato in francese antico (nessun timore: vi verrà spiegato tutto in modo chiaro).

L’Embarcadere, 16 quai Ulysse Besnard 41000 Blois. Ristorante elegante ma informale, affacciato lungo la Loira, con varie proposte di pesce, ottima la carne e altre specialità del territorio.

Shopping: Chapeaux de la Loire (I Cappelli della Loira), nella città vecchia di Amboise. Merita una menzione per il colpo di genio nel nome e per la qualità dei prodotti. Charlotte Barfuss, disegnatrice dal fare eccentrico, propone la sua collezione di cappelli dalle mille forme e colori. 56 bis, Place Michel Debrè, 37400 Amboise +33.06.62553710

Testo e foto di Lucio Rossi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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